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sesso per la gioia dei disabili!!

Che vuoi che c’entri il sesso coi disabili?!!
Se uno è handicappato mica se le fa le pippe!
Quella è roba da gente sana, non scherziamo!
Ci vuole la carburazione funzionante…

.. e invece la volete la verità? Non solo il buon vecchio disabile le pippe se le fa, ma fa anche all’amore… corpo, testa e ambiente sociale permettendo!
E certo perché sempre di persone si parla, e tutti quegli impulsi strani e birichini che tante volte elettrizzano gli altri ce li hanno anche loro: mica son fatti di pongo!
Ma purtroppo a quanto pare parecchi pensano che i disabili non abbiano una vita sessuale o peggio non la debbano avere.

Attorno all’handicap c’è infatti un alone di idiozia e preconcetti che determina la relegazione in ambito sociale di chi ne è portatore poco più che alla pubblicità progresso o a quella dell’8 X 1000.
Ma gli handicappati – passatemi il termine non politically correct (concetto questo comunque di per sé ampiamente criticato, come si può leggere su Wikipedia) – non possono essere reclusi al rango di strumento di intenerimento, né essere oggetto di pregiudizi per i quali non dovrebbero aver libero accesso al sesso.
Se si parte dal presupposto che chiunque dovrebbe poter vivere una sessualità gratificante e piena, bisogna cominciare a distruggere questo tabù.

Parliamone un po’ allora.

Girando sul web alla ricerca di sesso sfrenato ho avuto invece la fortuna di imbattermi in alcuni post del blog di Maximiliano, un uomo affetto da distrofia muscolare da quando aveva 2 anni: “un mucchiettino di ossa storte”, si definisce lui stesso. Ma vivo e dalle disarmanti apertura e lucidità, aggiungo io, senza contare la sua notevole dose di inventiva che gli ha permesso di partorire il progetto Diversamente Agibile, che è – in buona sostanza – una guida turistica on-line per disabili (soprattutto motori) scritta da disabili, in cui vengono recensiti i servizi e le strutture incontrati nei vari viaggi in giro per il mondo e per l’Italia e le loro accessibilità da parte di chi ha problemi fisici: apprezzo moltissimo questo progetto dati l’attinenza e il parallelismo con la mia visione di “società ideale”.
Maximiliano è inoltre – tanto per fare un po’ di gossip – sposato con Enza, una bellissima donna siciliana, di cui è innamoratissimo e da cui è ricambiatissimo, come possiamo leggere in questa sua autointervista scritta dopo un mese dal loro matrimonio, o nei suoi post della categoria “Mi Sposo”.

E bravo Maximiliano.

È grazie a lui ed ovviamente al web 2.0 che ho avuto la conferma che i disabili hanno le stesse esigenze sessuali di tutti noi, che vanno dai pensieri erotici ai rapporti sessuali completi passando dalla masturbazione.
Ci tengo a precisare che in questo post mi riferisco solo a quelle persone la cui disabilità permette l’accesso anche difficoltoso ad una vita sessuale: dalla tetraplegia ai ritardi mentali sono un mucchio coloro che potrebbero vivere una sessualità gratificante ma a cui viene troppo spesso negata.
Per quanto riguarda tutti coloro che invece soffrono di disfunzioni erettilli e altri disturbi della sessualità dico solo che molti di questi sono risolvibili – specie se di origine nervosa ma anche in vari casi di origine fisica – e che in ogni caso un buon medico (quelli che, per capirci, hanno davvero a cuore i propri pazienti oltreché essere competenti in materia) potrà aiutare a risolvere o convivere con la propria condizione.

Ritornando ai portatori di disabilità motoria dobbiamo riconoscere intanto che per loro le difficoltà di origine fisica si uniscono a quelle di tipo sociale.
Per le prime c’è da dire che se riesci a usare pollice e indice ti sei garantito l’autonomia masturbatoria (per i maschietti… alle femminucce magari basta l’indice)… che non è poco dato che gli altri si devono far aiutare, cosa assolutamente problematica per chi non ha un partner e per coloro che vivono laddove non esiste assistenza sessuale “pratica” (se capite cosa intendo..) per i diversamente abili (come per es. in Italia).
E qui si apre anche il capitolo delle difficoltà di tipo sociale, dato che mi immagino già qualcuno saltare sulla sedia:
“Ma come, vorresti mandare i disabili a puttane?!!”.
Su questo bisogna chiarirsi perbenino: PRIMO bisogna saper distinguere tra prostituta e prostituta: una donna che sceglie consapevolmente tale mestiere è ben diversa da quelle che vi sono costrette, quindi non sono in linea di principio contrario alla prostituzione (mi viene da pensare a Bocca di Rosa di De André, per esempio), perciò non vedo perché se un uomo a cui funzionano le gambe ci può andare non dovrebbe avere lo stesso diritto uno a cui non funzionano (su tutto questo voglio precisare che la realtà è differente dalla teoria e che credo che la stragrande maggioranza del fenomeno della prostituzione sia disgustoso, per intenderci: non mi piace la prostituzione che vediamo tutti i giorni per strada e ancor meno i puttanieri e meno ancora i giri che ci sono dietro, io mi sto riferendo solo a quelle donne che scelgono di fare le prostitute in totale libertà e felicità: se le prostitute non sono pienamente felici, io sono contrario); SECONDO non stavo pensando di mandare i disabili a puttane, ma di istituire anche in Italia l’esercizio delle assistenti sessuali per disabili, come già avviene per esempio in Svizzera e in altri paesi dell’Unione Europea. Ora mi chiederete: e che fanno queste assistenti sessuali? Non ci fanno forse all’amore coi disabili? Certo, possono farlo qualora fosse il caso – anche se le loro mansioni non si limitano certamente a questo – e in questo sarebbero in fondo delle prostitute… ma di un tipo particolare, senz’altro del tipo che io permetterei: nella puntata delle Iene di martedì scorso c’era un servizio in cui Pellazza intervistava 2 assistenti sessuali per portatori d’handicap svizzere da cui traspare l’utilità che tale figura professionale può avere per molti che non possono vivere la sessualità in altra maniera. Fra le altre cose, una di loro dice chiaramente che non farebbe mai la prostituta “normale” in quanto per lei quello che fa ha tutto un altro significato rispetto alla normale prostituzione.
Ulteriori approfondimenti sulla masturbazione di un disabile motorio li potrete trovare nell’interessante post di Maximiliano, avendo cura di leggere anche i commenti al post, che valgono almeno quanto il post stesso; i dubbi di una escort che non se la sente di avere come cliente un disabile li potete trovare sempre in un post di Maximiliano e nello stesso blog di Alexia, la escort in questione (ci tengo a precisare che è lodevole il proposito di Alexia di mettere in piazza le sue difficoltà e cercare il confronto e la crescita personale, e che non deve certo diventare un obbligo per le prostitute di accettare clienti che non vogliono accettare); mentre notizie di una prostituta che più che volentieri lavora coi disabili e che per questo la società le ha messo i bastoni fra le ruote le trovate in quest’altro post sempre del nostro Max.

Detto tutto questo, rimane ancora da trattare il nocciolo delle difficoltà di tipo sociale che un disabile può incontrare nel vissuto della propria sessualità, e che è presente anche all’interno di questo mio stesso scritto in alcune cose che ho dato per scontate: com’è che quando si parla del diritto di un disabile di vivere liberamente la propria sessualità ci si riferisce sempre alle seghe e alle puttane? (Passatemi i termini: è per dar forza al discorso!)
Com’è che un disabile deve avere tutta questa difficoltà a trovarsi normali partner come tutti gli altri?

L’approfondimento di questi concetti e una soluzione che condivido APPIENO li lascio ad Antonio Capoduro, un’altra meravigliosa persona scoperta su internet:
Antonio è un esperto di formazione a distanza (e-learning) sui temi dell’accessibilita’ e del Web ferventemente convinto che con la diffusione dell’informatica si possa e si debba migliorare la qualità della vita di tutti, e il cui principale obiettivo – come dice lui stesso – è la “diffusione della cultura del libero accesso alle informazioni con professionalità, con razionalità e un pizzico di ironia”.
Estremamente attivo come collaboratore di varie università e riviste, consulente informatico e tanto altro, è a tutti gli effetti una mente “sguinzagliata” e in piena attività al servizio di tutti noi.

In un suo eccellente articolo – di cui consiglio la lettura integrale – pubblicato sulla rivista Anthropos Magazine, Antonio scrive:

Quello della sessualità in generale, e dei disabili in particolare, è un argomento delicato che non si affronta volentieri. […] Premettendo dunque che è stato complicato documentarsi adeguatamente per scrivere del rapporto fra disabilità e sessualità, si può comunque affermare che dai documenti e dai siti internet visitati emerge che il disabile ha un’unica via per soddisfare il proprio bisogno sessuale: la masturbazione. […] i disabili sono considerati “diversi”: a loro le circostanze negano l’appagamento di un istinto al quale neppure gli animali si sottraggono. […] Se i film erotici sono spariti dal piccolo schermo, sono invece diventate numerose le offerte personali e di numeri a pagamento. E queste pratiche avvilenti ed antieconomiche sembrano essere l’unica alternativa all’amore impossibile del disabile.

Antonio è sua volta disabile, sa di cosa parla.
L’articolo così continua:

[…] A chi pensa che siano poche le alternative per i disabili e che in fondo sia inutile cercarle, sarebbe bello far sapere quanto invece tutto può diventare più facile (anche la disabilità) quando si ha la certezza di avere una persona accanto, con cui si condividono l’affetto, la tenerezza e l’amore. […] La sensazione di gioia che genera un gesto di affetto, o un atto sessuale completo, è grandissima ed è indispensabile all’equilibrio mentale. […] è pericoloso credere che la masturbazione o il sesso a pagamento siano l’unica alternativa.
[…] In Italia esistono alcuni centri di assistenza psicologica sessuale […] Non si arriva mai, però, a soddisfare fisicamente l’atto, perché l’atto sessuale viene considerato estraneo.
[…] In Europa, già a partire dai primi anni Ottanta, esistono organizzazioni che offrono servizi di questo genere […] perlopiù dislocate nei Paesi Bassi, in Germania e nei paesi scandinavi; l’offerta, per i disabili dei due sessi, compresi gli omosessuali, è di prestazioni sessuali e/o di “tenerezza”;
[…] Le problematiche poste da tali servizi sono molte e complesse, perché attengono da un lato al bisogno di espressione del potenziale sessuale delle persone con disabilità, dall’altro alla realtà densa e multifattoriale della sessualità, che chiama in causa non solo la pelle e i genitali, ma anche le emozioni, i sentimenti e le relazioni.
[…] Il lavoro più grande da parte degli operatori e degli psichiatri è portare queste persone a riconoscere i [propri] limiti e la [propria] personalità e stimolare verso una condizione sociale, economica e sessualmente sostenibile.

Eccola quindi la sola ed unica soluzione:

Per fare questo […] Occorre dare la possibilità ai disabili di essere autonomi, di poter sperimentare il mondo esterno e non solo quello della famiglia, delle comunità o delle cooperative. Soltanto in questo modo si può avere una maggiore partecipazione alla vita attiva e sperare quindi in un incontro che dia origine a un rapporto affettivo. […] è necessario creare le condizioni perché l’incontro avvenga. Occorre quindi togliere il disabile dall’isolamento, inserirlo nella vita sociale e non relegarlo in realtà “protette” ove la protezione impedisce di sperimentare. […] Ci vuole la partecipazione di tutti, maggiore sensibilità e attenzioni ma anche maggiore umiltà da parte dei disabili, che troppo spesso si riservano il ruolo delle vittime; questo atteggiamento li spinge a pensare che tutto sia loro dovuto. […] La fatica nel creare le relazioni accomuna disabili e non, e abbatte la barriera costruita dai pregiudizi. […] L’assistenza sessuale per i diversamente abili va affrontata perché al momento costituisce l’unica e utile risposta al bisogno di soddisfazione del piacere sessuale, è l’unica alternativa alla masturbazione. Questo, però, è solo il primo passo. Per superare davvero il problema della sessualità nei disabili occorre creare le condizioni per eliminare le barriere di pregiudizi e di paure: serve un’azione sociale che spinga le persone ad incontrarsi liberamente, senza timore d’essere giudicate in base alla differente abilità.

Voglio concludere il post con le stesse, semplici parole di Maximiliano:

non c’è nessuna differenza tra le nostre sessualità“.

sesso per la gioia dei disabili!!
se non ve ne foste accorti, la stechiometria della “reazione” presente nel disegnino è stata rispettata… 🙂

dato questo

e questo

che ne dici di firmare qui?

1) prima c’era D’Alia.

2) ma ora D’Alia parrebbe fermato.

3) adesso c’è una legge forse peggiore.

4) io ho deciso di firmare

5) il seguito di questo post (sempre sulla legge intercettazioni-rettifica)

come ormai è mia consuetudine fare, userò facebook per riportare alcuni pensieri qui sul blog,
facebook che, ricordiamolo, ha i grandi meriti di favorire interconnessioni fra le persone – essendo un social network – e di ospitarne effettivamente
tante, di persone…
ma anche l’enorme demerito di essere un social network “chiuso”, in cui tutto – comprese tutte le cose a cui tenete di più – è proprietà privata dei proprietari dell’azienda (bill gates per es. pare sia il proprietario di un 5% di FB), forse in parte compresi i diritti degli individui.
in attesa della morte di facebook in favore di un social network di massa più aperto, possiamo comunque di buon grado utilizzarlo per le sue buone qualità, per esempio sfruttandolo come spunto per i miei
post (questa volta non ho copiato pari pari dalla discussione, ho apportato delle aggiunte al mio discorso):



Vito Roccia la moda è il frutto dell’ ignoranza, grazie alla quale l’ individuo cessa di pensare con la propria testa per aggrapparsi a ideali forti e affascinanti, con la speranza di sentirsi parte di qualcosa di grande e acquisire così sicurezza, ma rinunciando alla propria individualità, che a mio avviso, insieme alla capacità di dare amore e la libertà di pensiero, la cosa più preziosa che l’ essere umano possiede.

 
A Morgan Shazz piace questo elemento.
Sandro Puggelli alle 12.27 del 02 giugno
“moda” però è solo una parola,
bisogna mettersi d’accordo su cosa significa.
tutti i miei discorsi sulle mode sono una provocazione per cercare di sviluppare coscienza critica in me e in chi li legge, e si basano tutti su un fatto vero:
molte volte siamo dei pecoroni che seguono mode che se sapessero davvero che cosa significano non le seguirebbero affatto.
è questo quello che credo tu intenda per “moda”, e lo condivido.
Fabio Volo con una telefonata ad uno che gli aveva scritto dandogli del “comunista” mostra molto bene questo fenomeno per cui qualcosa diventa di moda (come per es. dare del comunista, o del fascista, a chi non la pensa come te) e l’importanza del senso critico:

in questo senso “seguire le mode” si rifà a una mentalità approssimativa, quella per cui qualcuno fa qualcosa attorno a te – che non importa che sia così ganzo basta che provenga dall’ambiente a cui tu attribuisci l’autorità di insegnarti come si vive – e tu cominci a rifarlo per sentirti parte del mondo, il tuo mondo.
per saper vivere bene insomma.

però bisogna stare attenti
questo meccanismo non è sbagliato a priori.. io non vorrei banalizzare il problema… “moda” è la parola che ho usato per esprimere l’aspetto negativo di un qualcosa di naturale, e che ci deve essere e che è indispensabile per imparare a vivere,
questo qualcosa di naturale si chiama “apprendimento” e di fatto si basa almeno in gran parte niente meno che sul copiare le cose che vedi: ci sono proprio dei neuroni particolari che si chiamano neuroni a specchio che hanno il compito di fare questo, anche se non so se tale meccanismo si esaurisce con essi.

è un meccanismo grandioso, che permette a un bambino appena nato di apprendere tutto quello che te sai fare oggi

questo apprendimento è un qualcosa che va al di là delle parole “individualità” e “moda”: è un metterci in relazione col mondo in 2 sensi: dal mondo verso di noi e da noi verso di lui, sfumando nettamente il limite nel mezzo.
è alla fine semplicemente un fenomeno che ci unisce alla nostra più profonda realtà dell’essere una cosa sola con le cose che ci stanno intorno:
quello per cui rielaboriamo gli “imput” che provengono dal mondo ed esterniamo “output” in seguito alla nostra particolare rielaborazione delle cose, e magari all’aggiunta di qualcosa di completamente nostro.

ciò che intendo per “moda” è l’aspetto negativo di questa cosa meravigliosa, quello che si ha quando manca la criticità

ma moda per qualcuno è una cosa meravigliosa, è arte
io non sono contro quel genere di moda, quell’arte…
andare contro la moda a tutti i costi è da “fricchettoni”, da “quelli che non hanno schemi”
da persone insomma perfettamente inquadrabili nello schema di chi rifiuta gli schemi, in etichette.

invece il discorso è più fine, più sottile

lasciamo perdere di voler essere originali per forza
io sono contro la mancanza di critica nei confronti dei propri valori
nei confronti anche della cosiddetta moda,
ma non in sé e per sé contro la moda.

e anche cosa voglia dire essere critici non è una barzelletta
non vuol dire essere dubbiosi di tutto,
“criticare tutto”, cercare sempre il pelo nell’uovo,
vivere con l’ansia di sapere se quello che si fa è giusto o sbagliato…
è forse piuttosto il chiedersi cosa di una certa esperienza faccia per noi,
qual è l’aspetto di quella cosa comune che meglio si sposa con la nostra individualità

ecco, l’integrazione fra questa “individualità” del libero pensiero e questa “collettività” delle mode è la cosa da ricercare, secondo me.

bisogna far sposare al meglio le 2 cose, senza che vi sia né l’alternativismo a tutti i costi né la pelandronaggine del seguire le mode

è una questione di stile
bisogna avere un certo stile
verso la vita

è lo stile


questo è il video di “Quando è moda è moda” più gettonato su YouTube, ieri avevo pubblicato l’altra versione.

a proposito di questa canzone e del suo autore ho trovato nella rete una lettera molto interessante scritta da Majid Valcarenghi al suo amico Giorgio Gaber: “Siamo tutti polli di allevamento

voglio citare questo pezzo:

[…] Certo, quella sera tu mi hai detto: la moda consuma, trasforma. E io aggiungo deforma, trasfigura, corrode, mangia vivo come il cancro…
Ma non mi hai detto che dietro la moda ci sono i bisogni su cui la moda s’innesta,
si attacca, cresce e si moltiplica. Se non ci fossero i bisogni reali, non avrebbe probabilmente vita facile la moda.
Per i jeans il bisogno reale era un modo più comodo e sportivo di vestirsi per sostituire la giacca e la piega. Su questo bisogno reale industria, pubblicità, mass media hanno fatto sì che un prodotto povero per chi aveva pochi soldi, assumesse l’immagine di una scelta chic fino a far diventare di moda sembrare poveri e trasandati. Ma è certo che I’uso che noi abbiamo fatto dei jeans è diverso da chi è stato spinto dalla moda. Una riprova quindi del nostro “Non importa cosa ma importa come”.
Così quando dici “non sono più compagno” io ho sentito un’emozione fortissima perché anch’io tante volte ho sentito usare “alla moda” il termine compagno, usato come un titolo onorifico non diverso dall’Ing. o dal Rag. Tibiletti. Questo è il compagno Tibiletti. Mi veniva da dire scusa, compagno di chi? NelIe nuove generazioni affibbiare il titolo di compagno al primo che incontri è normale come dare del fascista o del qualunquista a chi rifiuta questa moda oscena. Perché è chiaro: o uno è compagno o fascista, o qualunquista. Non si scappa. E invece tu scappi e io scappo. […]

e anch’io scappo.

su youtube ci sono 2 video di questa canzone di Giorgio Gaber, questo è quello con minore frequentazione. Posto questo anche se non credo che le immagini rispecchino fedelmente la forza della canzone, bensì perché si conclude in una maniera che apprezzo e che ho interpretato come il pericolo di cadere nella ultima, tremenda, moda del voler uscire a tutti i costi dalle mode (cosa questa che rettifica anche il mio stesso pensiero qui sotto).
Ad ogni modo il motivo per cui ho pubblicato la canzone sono prima di tutto le parole.

_ facebook, discussione sorta dalla pubblicazione di un mio pensiero:

Sandro Puggelli che quello in cui crediamo è molto spesso una moda. oggi per es. il fascismo va di moda, ma anche il socialismo va di moda, anche se con meno incisività. ci sarà mai la moda del non seguire mode? conto di sì

21.09 · Commenta · Mi piace

A Diletta Gelli, Yuri Archinucci e Veronica Sbordone piace questo elemento.

Lorenzo Castronovo alle 21.26 del 30 maggio
MODA?!?!
Sandro Puggelli alle 21.27 del 30 maggio
non per tutti
per la maggior parte
moda
moda
allo stesso modo in cui da noi va di moda il cristianesimo e in india il buddhismo
se non ti garba la parola moda metti quella che vuoi te
Lorenzo Castronovo alle 21.27 del 30 maggio
QUALE MODA??????
SERVIRE LA PATRIA E IL POPOLO…NON E’ UNA MODA.
Sandro Puggelli alle 21.29 del 30 maggio
anzi, per la vertià ora anche qui comincia a andare di moda il buddhismo
non dico che non ci siano persone che non ci credano veramente,
dico che la stragrande maggioranza delle persone crede in quel che crede per moda…
gli altri solitamente sono anche quelli in grado di riconoscere anche la ragione dell’altro, e non solo la propria
Sandro Puggelli alle 21.31 del 30 maggio
per tanti è una moda invece
non so per te
ma c’è una regola indispensabile affinché queste cose siano moda: non bisogna rendersi conto di star seguendo una moda
Sandro Puggelli alle 21.33 del 30 maggio
ovviamente se voglio essere davvero onesto devo rivolgere questa mia critica anche verso di me, mi piacerebbe solo una cosa: che la gente si mettesse nei panni di chi la pensa diversamente da sé
… un po’ meno esaltazione non guasterebbe,
secondo me
Lorenzo Castronovo alle 21.38 del 30 maggio
il prefetto CESARE MORI (1932) disse:
“FASCISTI si è o non si è….con o senza distintivo.”
chi ha bisogno di distintivi o del supporto degli altri…….non ha spina dorsale.
Sandro Puggelli alle 21.51 del 30 maggio
ma che diavolo vuol dire questa frase?
che chi è fascista non può esserlo per moda perché sennò si baserebbe sull’idea degli altri?
beh secondo me invece è una moda: togli il gruppo di supporto, e la > parte dei sedicenti fascisti diventeranno qualcos’altro..
i problemi dei credo di massa (per es., ma non solo, il fascismo) è che fanno strage di ragazzi senza capacità di giudizio.
oggi il fascismo va di moda…
ma in un senso un po’ particolare: nel senso che tu (come io) fai quello che ti viene insegnato di fare
allo stesso modo in cui tu parli l’italiano e non il coreano: perché il tuo ambiente ti ha insegnato quello in cui credere, e la lingua da parlare
questo non vuol dire automaticamente che sia sbagliato parlare l’italiano o essere fascista, ma dovrebbe almeno farci venire il dubbio, chiaro?
P.S. cmq allora io sono uno senza la spina dorsale, perché io ho bisogno del supporto degli altri, e non me ne vergogno
Giuseppe Belperio alle 22.24 del 30 maggio
Sandro son d’accordissimo con te. Molti ragazzi sono trascinati dalla corrente e diciamo anche da questo mondo che non da più valori, ma solo materialità.
Alessandro Desii alle 22.24 del 30 maggio
Purtroppo come sempre è stato, la società impone degli schemi che la gente si trova a seguire senza nemmen volere.
E’ una situazione drammatica, che porta la gente a fare delle scelte in maniera inconsapevole, credendo invece di averle fatte di proposito.
E’ un concetto strano, definibile come ha detto bene Sandro con la parola MODA.
E il problema della moda non è solo sul frequentare il locale o comprarsi il le scarpe Nike! Il problema moda oggi come oggi è SOLO riferito a quegl’ideali che ci vengono imposti, che ci troviamo spesso a seguire senza neanche pensarci!
La potenza dei messaggi lanciati dai mass-media è infinita e noi non ce ne rendiamo neanche conto!
Dobbiamo svegliarci TUTTI, pensare con il nostro cervello, sempre pensando non solo a noi stessi, ma anche alle persone attorno!
Sandro Puggelli alle 22.26 del 30 maggio
giusto (e mi rincuora sentirtelo dire) ma ricorda: critichiamo anche noi stessi, non soltanto gli altri 😉
detto questo, non sai quanto piacere mi fa avere un po’ d’appoggio… 🙂
Alessandro Desii alle 22.30 del 30 maggio
infatti sono purtroppo il primo a trovarmi in difficoltà!
Bravo Sandro, come sempre mi trovo d’accordo con te!
Grande!
Alarico Ciaramelli alle 0.18 del 31 maggio
Menomale che Sandro c’è!
Bravo, la penso come te…
Prova ad andare in un social network tipo Netlog, è completamente invaso da bimbi 12enni che pubblicano foto di Mussolini rivendicandone le gesta!
Ahò, ma che siamo grulli?
Ovviamente non mancano frasi del tipo: “Immigrati di merda, vaffanculo” e bla bla bla……
Ma questi, secondo voi, parlano per sentito dire (e quindi per moda, imitando le parole altrui) oppure perchè hanno l’esperienza e le conoscenze adatte per poter discutere di tutto ciò?
Sandro Puggelli alle 0.38 del 31 maggio
sai, secondo me la gente di dodici anni è in grado di pensare e scegliere come e meglio degli adulti (anzi, la mia società ideale dà molta più considerazione ai ragazzi e ai bambini di quanto non faccia quella d’oggi), tuttavia questo non vuol dire che i casi che dici non sian moda
mi pare ovvio che sia un fenomeno di massa più o meno come i pokemon qualche anno fa, o come le spice girls
(a proposito:
se provavi a dire alle ragazzine convinte che le spice girls fossero il meglio gruppo del mondo che la loro era tutta una moda, s’incazzavano da morire.. non molto diverso da quel che succede se lo dici a un giovane fascista di oggi (e per carità: anche a un giovane comunista, o fricchettone, o punkettone, o quello che ti pare: sono le etichete in sé e per sé che sono mode))
Sandro Puggelli alle 0.39 del 31 maggio
tutto questo mi fa pensare che ciò di cui c’è bisogno non è tanto un partito politico con le palle, quanto di un’epidemia di llibero pensiero e di libertà d’opinione e di pensiero critico che contagi tutta la società…
si insegni questo, a scuola
Lorenzo Castronovo alle 0.45 del 31 maggio
x me sono solo parole al vento…….io ho servito la patria x 3 anni e molti miei ex-colleghi lo fanno ancora………..quindi dei vostri discorsi non me ne pò fregà de meno………
noi diciamo sempre……..è facile parlare quando si stà a casa al calduccio!!!!!!!!!
x noi c’è solo SACRIFICIO E DOVERE
Alarico Ciaramelli alle 0.46 del 31 maggio
Eheheh, è questo il problema!
Comunque il fatto è che quello dei bambini è un esempio, ci sono molti adulti che dicono/fanno le stesse cose… Ed è molto preoccupante perchè non avere idee (o seguire ideali che vanno di moda nel gruppetto in cui escono) alla loro età vuol dire essere succubi di qualcosa!
Alarico Ciaramelli alle 0.55 del 31 maggio
Ah, una cosa ganza!
Su Netlog in periodo elezioni erano pubblicate ovunque immagini di Berlusconi, Fini, e simboli di partiti quali Fiamma Tricolore e altri… Ed erano anche molto gettonati i vari Hitler, Mussolini e svastiche varie…
Io commentavo uno ad uno queste foto e chiedevo ai proprietari se potevano spiegarmi le motivazioni per le quali votavano quel determinato partito e di spiegarmi in poche parole il programma elettorale che presentavano.
OH, NON CE N’ERA UNO CHE RISPONDEVA!
O mi infamavano (“Oh ma che cazzo vuoi comunista di merda!” detto infinite volte), o mi infamavano ma poi si convertivano (convinsi seriamente un naziskin a leggere i programmi elettorali per poi decidere! E lui mi disse: “Ok, grazie! Comunque se avessi qualche domanda posso ricontattarti? ahahah…), oppure mi bloccavano direttamente il profilo sottraendomi la possibilità di parlarne.
Quelli con foto di svastiche, Mussolini e Hitler li segnalavo direttamente agli operatori del sito dicendo:
Alarico Ciaramelli alle 0.56 del 31 maggio
“Apologia di fascismo, perseguibile legalmente” e provvedevano loro a cancellare foto o profili…
E ti ripeto, gente dai 20 anni in su!
Assurdo…
Sandro Puggelli alle 1.03 del 31 maggio
guarda castro, io non ti vengo a dire che quello in cui credi è falso hai capito? sono sicuro che per te siano valori veri, e come tali li riconosco e li rispetto, perché avendo a cuore te ho a cuore anche quello in cui credi

quello che ti dico è che quello in cui credi per qualcuno è una moda, e come tale subisce periodi INN in cui ci sono molti più “adepti” e periodi OUT in cui permane solo uno zoccolo duro (che può essere moda anche questa)

inoltre, anche se una cosa è moda per molti, questo non vuol dire che debba essere sbagliata per forza!

molte cose che vanno di moda, io le faccio mie… per es. ho appena pubblicato un video dello chef tony: piace a molti, e piace anche a me 😉

Sandro Puggelli alle 1.03 del 31 maggio
quello che è necessario è coscienza critica, che è l’esatto opposto di dire “le tue per m sono parole al vento”
tu mi dici che le mie per te sono parole al vento
il che significa che non le prendi in considerazione
il che vuol dire che non sei critico nei confronti di quello in cui credi
il che vuol dire che potrebbe essere vero che anche per te è una “moda”: non perché non ci credi davvero, ma perché ci credi tanto da non metterlo in discussione.
io invece tutti i miei valori li voglio mettere in discussione, perché non voglio essere il fantoccio di qualcun’altro:
vi assicuro perciò che le vostre parole non sono per me parole al vento.
e l’ultima cosa che credo è che si debba obbligare gli altri a credere quello che si crede noi
per cui
tu credi nei i tuoi valori
a me basta che non tu voglia che anche gli altri vi si adeguino
io per esempio non ci credo o perlomeno non ci credo nel modo in cui ci credi tu,
e a me piace così
Alarico Ciaramelli alle 1.08 del 31 maggio
Si si, giusto!
E’ per quello che io facevo leggere agli altri i programmi elettorali, e non il programma elettorale del partito che votai io…
Per esempio a una che faceva la Berlusconiana (ma che non sapeva spiegarmi il perchè, oltre a “Comunista di merda!”) chiesi di leggere il programma di Scilvio, perchè se era convinta di voler votare lui era giusto che conoscesse queste cose!
Comunque: “io per esempio non ci credo o perlomeno non ci credo nel modo in cui ci credi tu,
e a me piace così”
Sta frase a effetto finale mi garba! E’ proprio SBAM! Non so se mi spiego…
Sandro Puggelli alle 1.11 del 31 maggio
a proposito, ma chi t’ha detto che io sia a casa al calduccio?
al di là di questo, io sono DAVVERO a casa al calduccio 😉 , ma questo non vuol dire che non mi sbatta per quello in cui credo, anzi
inoltre pensa a tutti quelli che la pensano come me ma NON SONO a casa al calduccio… Visualizza altro
per esempio quelli che sono in paesi di guerra a riparare le ferite dilaniate dalle mine che qualche ligio soldato innamorato della patria ha posto al suolo
io ti dico, e ci metto tutta la mia anima,
che un solo arto sbudellato di una qualunque vittima di mina vale 100 volte di più di tutti i principi miei, tuoi e dei tuoi amici messi assieme:
alle volte, per favore, meno principi, più cuore.
anche a costo di andare contro i propri amici e la propria patria.
Lorenzo Castronovo alle 1.15 del 31 maggio
scusa, non capisco,non mi pare di aver menzionato FINI-BOSSI o BERLUSCONI………3 personaggi che sono in cima alla mia lista nera…….
e poi……hitler…….ma chi ha mai parlato di lui????
MAI STATO FILO-NAZIONALSOCIALISTA………
voi parlate tanto……..MA I FATTI??????
mi sà che avete un pò le idee confuse….su i veri valori della destra sociale……..
se proprio devi menzionarmi delle persone…allora menziona questi!!!!…….ettore muti-italo balbo-giovanni gentile-junio valerio borghese…….questi sono VERI UOMINI!!!!!
no,quei 3 coglioni del P.D.L.
ma sai almeno chi sono???? o devo spiegartelo????
quando vuoi……..
io non sono come quello SKIN…….non ho bisogno di insultarti x averla vinta…….
Alarico Ciaramelli alle 1.17 del 31 maggio
Ma chi dice a te, infatti?
C’è anche gente che in questi ideali crede fermamente e che ha anche una cultura, ma le persone di cui parlavo non sei tu.
Sbaglio?
Sandro Puggelli alle 1.26 del 31 maggio
scusa, ma a che ti stai riferendo castro?
nessuno ha nominato quelle persone (a parte prima alarico ha nominato berlusconi, ma per fare un esempio)
comunque voglio subito chiarire una cosa:
il mio messaggio non ha niente a che vedere col partitismo politico:
se il 90% delle volte la destra è moda
il 90% delle volte anche la sinistra è moda
non cominciamo l’ennesima guerra destra sinistra:
mi fanno troppo ribrezzo, non ho intenzione di mettermi da nessuna delle 2 parti, anche se preferisco la sinistra (ma non quella del parlamento), perché sono sicuro che tutte e 2 le parti abbiano qualcosa di buono da insegnare
da questa discussione tenete lontani gli insulti, o vi cancellerò i commenti
attenetevi alla discussione, nel caso rileggetela, perché stiamo andando fuori dal discorso:
ricapitolando:
NON SI STA FACENDO UNA GUERRA TRA DESTRA E SINISTRA
SI STA RAGIONANDO DELLA CONSAPEVOLEZZA DI QUELLI CHE SONO I NOSTRI VALORI
Sandro Puggelli alle 1.30 del 31 maggio
ah scusa hai visto che in questo hai ragione te castro (si sbaglia tutti) alarico aveva nominato davvero quelle persone mi era sfuggito.. aspetta vado a rileggere e poi commento..
per ora scusami 🙂
(a proposito però: che ne sai io quanto parlo e quanto agisco?
ti assicuro che non mi fermo alle parole … 😉
Sandro Puggelli
Sandro Puggelli alle 1.44 del 31 maggio
allora… sì, capito
era un buon esempio di moda, fra l’altro interessante
… personalmente mi fa piacere sapere che il castro non sia fra quelli… d’altra parte è sempre stato uno informato, sulle sue cose (sulle mie meno, ma sulle sue molto, il che non è poco visti i tempi)
a proposito sai una cosa lore? mi sa che andrò a informarmi davvero su ettore muti, italo balbo, giovanni gentile, junio valerio borghese, e questo grazie a te che mi hai messo il seme della curiosità in testa
vabbè ma detto tutto questo ribadisco i concetti fondamentali:
1) teniamoci i valori che vogliamo, ma si sappia metterli in discussione, sennò si agiscie come balocchini, come robot.
2) ricordiamoci che quello in cui crediamo potrebbe non aver valore per un altro, che quindi dobbiamo lasciarlo libero di perseguire la sua vita, anche se si discosta dalla nostra
3) ogni nostro valore non vale niente di fronte alla sofferenza causata a un’altra persona a causa di tale valore
Alarico Ciaramelli
Alarico Ciaramelli alle 10.26 del 31 maggio
Si ma le avevo nominate in ambiti diversi, per il fatto che io chiedevo il loro programma elettorale a coloro che su Netlog esibiano loro foto.
Che è, facevo male?
Solo per vedere se sapevano cosa andavano a votare!
Se Lorenzo l’ha vista come una cosa personale mi dispiace, forse mi sono spiegato male… Oppure sarà meglio rileggere!
E poi non ci siamo mica offesi, peccarità…
Sandro Puggelli
Sandro Puggelli alle 12.07 del 31 maggio
no a me m’è garbata un monte questa cosa, in realtà
è un esempio perfetto dei figliolini-moda
non so perché mi era sfuggito di leggerla, si vede postando i commenti insieme..
non sono in disaccordo con te, è che avevo paura che venissero fori i soliti litigi destra sinistra… quelli che non servono a far altro che a farti trincerare nella tua posizione
lorenzo si era già scagliato in difensiva
se c’è una cosa che aborro sono le chiacchiere vuote che si trovano su internet sulla politica
di politica si dovrebbe ragionare in amicizia, perché se non c’è questo non c’è politica, perché per me politica è costruire insieme
più o meno
non a caso mi fa schifo la > parte della politica d’oggi, perché la gente è lagata a un partito più che agli altri,
più o meno
è sbagliata alle basi
Alessandro Desii
Alessandro Desii alle 12.12 del 31 maggio
Mi intrometto l’ultima volta nella discussione, poi smetto XD
Ho trovato un punto nella discussione veramente bello, in cui Sandro trovi il mio più totale appoggio (e anche quello di tanti psicologi che ho studiato a scuola! :D):
Attraverso le esperienze di vita, attraverso ciò che hai intorno formi il tuo carattere e formi i tuoi ideali.
Il mio massimo rispetto verso ogni persona ed ogni pensiero, purchè non sia dettato dalla moda e non sia eseguito “stile burattino” dalla persona.
Si parla sempre di pensieri giusti, non radicali e che facciano male al prossimo, senza quindi giustificare ideali razzisti estremisti!
Con questo concludo, ringraziando tutti per la discussione, davvero interessante!
Magari più tardi passo per rileggere altri punti della conversazione.
Alessandro Desii
Alessandro Desii alle 12.14 del 31 maggio
che poi io non voglio sofferarmi solo sulla politica, voglio sottolinearlo!
Ogni ambito della vita di ogni uomo è dettato da ciò che ha vissuto e da ciò che ha intorno, ed è quindi anche la più banale delle cose ad essere “influenzata”!
Sandro Puggelli
Sandro Puggelli alle 13.54 del 31 maggio
ma guarda, almeno una volta che gli psicologi mi dano ragione! 😉
Sandro Puggelli
Sandro Puggelli alle 18.41 del 31 maggio
sto per pubblicare sul mio blog questa sfilza di commenti compresi di nome e immagine associata al nome e il link per le vostre pagine facebook,
se qualcuno non volesse mostrare né il proprio nome né la propria immagine né il proprio link associati a questi commenti fuori da facebook me lo dica che non li metterò o – nel caso me lo dicesse dopo averlo già pubblicato – li toglierò
grazie a tutti
Alarico Ciaramelli alle 19.15 del 31 maggio
Metti metti!
Lorenzo Castronovo
Lorenzo Castronovo alle 12.25 del 01 giugno
sandro fai pure…….non c’è problema!!
voglio solo concludere dicendo:
– i valori sono FONDAMENTALI x OGNUNO…purchè siano VERI E SANI…….
per quanto mi riguarda RAZZISMO,VIOLENZA E ANTI-SEMITISMO appartengono al male……non al BENE
io preferisco questi PATRIA-FAMIGLIA e TANTO LAVORO… Visualizza altro
un ultima citazione x concludere:
” l’albero della libertà và rinvigorito con il sangue dei MARTIRI e dei TIRANNI”
T.JEFFERSON
vi saluto….vi ringrazio e spero di non avervi troppo aggredito all’inizio…….. non avevo nessuna intenzione cattiva
Sandro Puggelli alle 14.29 del 01 giugno
ci mancherebbe lore, senza di te questa discussione non ci sarebbe mai stata!
aggiungo subito questo tuo commento al post
.. e poi che dire?
che anch’io condivido le tue opinioni su razzismo, antisemitismo e violenza
per quanto riguarda i tuoi valori positivi io ne preferisco altri (per quanto sono apertissimo a che altri li facciano propri)
semplicemente il mio valore e’ permettere a ciascuno di avere i valori che sceglie (magari con autoconsapevolezza per potervi mettere mano quando vi fosse qualcosa da perfezionare),
e l’integrare i valori, i desideri di ciascuna persona senza che vi siano contrasti fra questi e’ uno dei prossimi obiettivi per me RAGGIUNGIBILI dell’umanita’..
cerchero’ una soluzione che non faccia ne’ martiri ne’ vittime, forse si puo’ trovare,
vale la pena cercarla

grazie lore, sei un amico 🙂

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clicca qui per leggere il seguito del discorso

… forse sì, ma è un po’ stupida ;):

In some cases [the dermatofibroma] it arises at the site of a minor injury, especially an insect bite or thorn prick.

traduzione (+ o -) corretta:

In alcuni casi [il dermatofibroma] si presenta a seguito di una lesione minore della pelle, specialmente per un pinzo di insetto o per la puntura di una spina

traduzione automatica di google:

In alcuni casi, [il dermatofibroma] sorge sul sito di un minore pregiudizio, in particolare di un insetto o morso spina cazzo.

😀

questo post è in risposta a questi commenti qui, e fondamentalmente a questo di iamarf:

Le cose vive (FB o qualsiasi altra rete) sono cose composte da una moltitudine di cosine vive (gli umani) a loro volta composte da moltitudini di cosettine vive (cellule) a loro volta costituite da moltitudini di altre cosettine (organelli ex microorganismi) e reti di cicli biochimici intrecciate le une con le altre …

Poi, più precisamente, le cose vive non sono poi in realtà *cose* bensì *processi* nei quali un insieme di forme in relazione funzionale fra loro mantiene una certa stabilità grazie ad un flusso entrante di materia ed energia ed un altro flusso uscente di materia ed energia.

mi sento confuso – stupido? – può darsi, ma sono immerso in questo nuovo mondo che non conoscevo

sistemi emergenti?” certo, ne ero già venuto a conoscienza, e m’affascinano e mi ci faccio anche dei bei trippi
reti vive?” perché no, sono circa 6 anni che ipotizzo che in base alla definizione che ci diamo di vita si possa considerare *processo* vivo l’insieme “virus-cellula infettata” se non il virus in sé e per sé… non è di per sé questa una piccola rete viva?
mannaggia alla distruzione delle creatività per mano della scolarizzazione?” anche sì, ricordo come fosse oggi quando -guardando fuori dalla finestra, alle superiori- mi venne una gran voglia di uscire di classe e sortire dalla scuola, libero, in quel momento, fuori da quelle mura, e lo feci, presi fagotto e me ne andai con alle spalle le urla della professoressa e davanti una gran soddisfazione

eppure questa concezione della rete viva, ancora, mi sfugge

-stupido?- può darsi, ma ho bisogno di interiorizzarla, perché con la testa il concetto l’ho capito – un po’ – a dispetto di quel che può sembrare, ma me ne sbatto, perché la testa è in grado di trovare molte obiezioni a qualunque tesi, anche alle tue, alle vostre, alle mie, la testa non vede ragioni, le produce forse, ma non le vede, è forse in grado di partire da un punto che nessuno sa chi glielo dà, quel punto di appoggio, alla testa, da cui partire, ma da lì parte e crea teorie, e crea ragioni, e così vedo con la testa tutta questa storia delle reti vive: teorie: belle, affascinanti, teorie

no non importa se sono stupido o no, qui in questa faccenda ci voglio vedere chiaro in altro modo, bisogna che lo capisca in altro modo, perché capirlo con la testa vorrebbe dire sposare una teoria, e io per partito preso non sposo neppure la teoria di non sposare teorie per partito preso, ma l’unico modo di vederci chiaro, in questa rete viva, è continuare a navigare attraverso questa *vita*

ne riparleremo quando sarò in grado di riparlarne, questa volta non posterò senza aver aspettato a sufficienza, l’unica maniera di imparare questo genere di cose è percorrere

considera questo il mio contributo all’assignment 3: ooh l’ho letto a fondo quel pamphlet, ce n’avrei di cose da dire, obiezioni da sollevare, ringraziamenti da formulare, ma sospendo tutto, tutto fino a che non avrò le carte in tavola per farlo, da ora in poi sì che giocherò col web
lo tratterò come una cosa viva
aspettatevi disastri*

ti va bene come contributo questo andrea?

da sandro, un ragazzo che dall’erasmus aveva come desiderio una cosa che comprendeva quella di creare una rete orizzontale di persone che potessero cambiare il mondo anche in verticale, che cioè influisse anche sulle istituzioni sconvolgendole e riassestandole dall’interno, e che per questo ha deciso di sostenere un’altra volta l’esame di informatica, a gratis, senza nessun vantaggio formale, la materia considerata più inutile in tutta l’università di medicina, ma solo non sapeva che entrando in questo genere di rete avrebbe trovato una cosa ancora più grande di quella che immaginava, di una complessità imparagonabilmente maggiore, dalla quale è rimasto fondamentalmente sbigottito, perché fondamentalmente è un ragazzo sensibile all’immensità

ora sandro è confuso e giocherà col web

– sarà stupido? –
può darsi

*intendo per disastri non i disastri tipo il titanic o cose così, ma stravolgimenti!

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È CALDAMENTE CONSIGLIATO PERMETTERSI DI FARE ERRORI!

Questo sito in perenne modifica si propone di fare e dire tante cose e quindi si suppone che tante volte sbaglierà. La creatività presuppone la libertà di fallire, il cambiamento sociale anche. Un richiamo a questo concetto (e a molti altri) si trova anche in questo bel video qua! Permettersi di fare errori è forse il miglior modo per correggerli. Dato poi che di errori ne faccio tanti e che il mio pensiero è perennemente in evoluzione, non è difficile che al termine di un mio post possiate incontrare un aggiornamento scritto in rosso. Siete caldissimamente invitati a esporre critiche dubbi consensi e quant'altro di civilmente espresso al fine di contribuire all'aggiornamento e al perfezionamento dei miei pensieri! GRAZIE!!!

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