You are currently browsing the tag archive for the ‘sistemi emergenti’ tag.

in attesa di un'ondata di cristallizzazione

sono in un periodo di stallo, c’è qualcosa che mi si sta cristallizzando dentro – spero una buona idea e non la gotta – e penso a tante cose contemporaneamente che non riesco a tenerle tutte a mente… uso carta e penna per vedere se mi riesce di buttarle tutte lì, davanti a me, e poterle associare fra loro dandogli una buona forma, e qualche volta mi sembra che questa forma la prendano, e un frammento del quadro mostra le proprie fattezze… ma poi basta che i pensieri vadano poco oltre che d’un botto perdo tutto l’arazzo… per ora niente, o poco più… si accumulano i quaderni, i fogliolini, langue il blog… mi si affolla la mente e a volte mi sale l’ansia per l’impossibilità di vedere ancora un disegno completo e coerente di ciò che penso, così ce l’ho con me stesso e le mie limitate capacità, e mi piglia un po’ male…

ma non ho abbandonato il forum, sto solo cercando di far convergere fra loro i miei vari progetti e idee per vedere se c’è verso di seguirli tutti in un unico insieme coerente… e ben fatto

cmq il forum è sempre attivo (come il cervello quando dorme)! postate qualcosa e state sicuri che commenterò, anzi magari mi dareste il via per postare qualcosa anch’io…

questo post è in risposta a questi commenti qui, e fondamentalmente a questo di iamarf:

Le cose vive (FB o qualsiasi altra rete) sono cose composte da una moltitudine di cosine vive (gli umani) a loro volta composte da moltitudini di cosettine vive (cellule) a loro volta costituite da moltitudini di altre cosettine (organelli ex microorganismi) e reti di cicli biochimici intrecciate le une con le altre …

Poi, più precisamente, le cose vive non sono poi in realtà *cose* bensì *processi* nei quali un insieme di forme in relazione funzionale fra loro mantiene una certa stabilità grazie ad un flusso entrante di materia ed energia ed un altro flusso uscente di materia ed energia.

mi sento confuso – stupido? – può darsi, ma sono immerso in questo nuovo mondo che non conoscevo

sistemi emergenti?” certo, ne ero già venuto a conoscienza, e m’affascinano e mi ci faccio anche dei bei trippi
reti vive?” perché no, sono circa 6 anni che ipotizzo che in base alla definizione che ci diamo di vita si possa considerare *processo* vivo l’insieme “virus-cellula infettata” se non il virus in sé e per sé… non è di per sé questa una piccola rete viva?
mannaggia alla distruzione delle creatività per mano della scolarizzazione?” anche sì, ricordo come fosse oggi quando -guardando fuori dalla finestra, alle superiori- mi venne una gran voglia di uscire di classe e sortire dalla scuola, libero, in quel momento, fuori da quelle mura, e lo feci, presi fagotto e me ne andai con alle spalle le urla della professoressa e davanti una gran soddisfazione

eppure questa concezione della rete viva, ancora, mi sfugge

-stupido?- può darsi, ma ho bisogno di interiorizzarla, perché con la testa il concetto l’ho capito – un po’ – a dispetto di quel che può sembrare, ma me ne sbatto, perché la testa è in grado di trovare molte obiezioni a qualunque tesi, anche alle tue, alle vostre, alle mie, la testa non vede ragioni, le produce forse, ma non le vede, è forse in grado di partire da un punto che nessuno sa chi glielo dà, quel punto di appoggio, alla testa, da cui partire, ma da lì parte e crea teorie, e crea ragioni, e così vedo con la testa tutta questa storia delle reti vive: teorie: belle, affascinanti, teorie

no non importa se sono stupido o no, qui in questa faccenda ci voglio vedere chiaro in altro modo, bisogna che lo capisca in altro modo, perché capirlo con la testa vorrebbe dire sposare una teoria, e io per partito preso non sposo neppure la teoria di non sposare teorie per partito preso, ma l’unico modo di vederci chiaro, in questa rete viva, è continuare a navigare attraverso questa *vita*

ne riparleremo quando sarò in grado di riparlarne, questa volta non posterò senza aver aspettato a sufficienza, l’unica maniera di imparare questo genere di cose è percorrere

considera questo il mio contributo all’assignment 3: ooh l’ho letto a fondo quel pamphlet, ce n’avrei di cose da dire, obiezioni da sollevare, ringraziamenti da formulare, ma sospendo tutto, tutto fino a che non avrò le carte in tavola per farlo, da ora in poi sì che giocherò col web
lo tratterò come una cosa viva
aspettatevi disastri*

ti va bene come contributo questo andrea?

da sandro, un ragazzo che dall’erasmus aveva come desiderio una cosa che comprendeva quella di creare una rete orizzontale di persone che potessero cambiare il mondo anche in verticale, che cioè influisse anche sulle istituzioni sconvolgendole e riassestandole dall’interno, e che per questo ha deciso di sostenere un’altra volta l’esame di informatica, a gratis, senza nessun vantaggio formale, la materia considerata più inutile in tutta l’università di medicina, ma solo non sapeva che entrando in questo genere di rete avrebbe trovato una cosa ancora più grande di quella che immaginava, di una complessità imparagonabilmente maggiore, dalla quale è rimasto fondamentalmente sbigottito, perché fondamentalmente è un ragazzo sensibile all’immensità

ora sandro è confuso e giocherà col web

– sarà stupido? –
può darsi

*intendo per disastri non i disastri tipo il titanic o cose così, ma stravolgimenti!

COME COMMENTARE I MIEI POST

se volete commentare un mio articolo e non sapete come fare cliccate l'ultima delle parole scritte in blu presenti sotto il titolo di ogni post: se nessuno ha ancora commentato ci sarà scritto "Lascia un commento", se qualcuno ha già commentato ci sarà specificato il numero dei commenti presenti, ad esempio "7 commenti", ma potrebbero essere anche 5 o 10.000... ok? insomma voi cliccate lì e poi andate a commentare in fondo alla pagina. Se invece quel pulsante non fosse presente, andate in fondo alla pagina e commentate direttamente... BUON COMMENTO! :)

È CALDAMENTE CONSIGLIATO PERMETTERSI DI FARE ERRORI!

Questo sito in perenne modifica si propone di fare e dire tante cose e quindi si suppone che tante volte sbaglierà. La creatività presuppone la libertà di fallire, il cambiamento sociale anche. Un richiamo a questo concetto (e a molti altri) si trova anche in questo bel video qua! Permettersi di fare errori è forse il miglior modo per correggerli. Dato poi che di errori ne faccio tanti e che il mio pensiero è perennemente in evoluzione, non è difficile che al termine di un mio post possiate incontrare un aggiornamento scritto in rosso. Siete caldissimamente invitati a esporre critiche dubbi consensi e quant'altro di civilmente espresso al fine di contribuire all'aggiornamento e al perfezionamento dei miei pensieri! GRAZIE!!!

Aggiornamenti Twitter

Errore: Twitter non ha risposto. Aspetta qualche minuto e aggiorna la pagina.

Le immagini presenti sul blog non realizzate da me appartengono ai rispettivi proprietari e verranno rimosse in seguito a specifica richiesta.