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questo post nasce come critica a quest’altro post di Marco Caruso.

Caro Marco, questo è un commento di critica al tuo post ed alle tue posizioni nonché al tuo pensiero; l’ho suddiviso in 5 parti consequenziali:

PARTE 1: cosa c’è di sostanzioso nel tuo post

prendo nota dei seguenti fatti: il tuo post-critica attribuisce al Fatto le seguenti “mancanze” di fondo a riguardo dell’articolo su Letta:

  1. “menzogna” di Travaglio e compagni sull’originalità dell’articolo (infatti dell’indagine su Letta ne avevano già parlato su Repubblica);
  2. Travaglio e compagni sbeffeggiano Letta anche se dovrebbero trattarlo come presunto innocente in quanto soltanto indagato in primo grado di giudizio.

Per il resto il post è un concentrato di opinioni personali decisamente schierate – cosa legittima in quanto il blog è tuo ed è tuo il pensiero che deve rispecchiare –, scritte con una certa fluidità e dimestichezza nell’esprimere le proprie idee e da una persona non priva di conoscenze di cultura generale né stupida; e tuttavia l’alta criticità presente in tali opinioni non è supportata da nessun dato concreto che possa giustificare una condivisione di tali opinioni stesse da parte di un lettore sinceramente interessato a conoscere la verità e a non assumere per buono niente per partito preso,
pertanto mi dedicherò ad esaminare solamente ciò che si basa su un qualcosa di concreto, ossia i 2 punti elencati poco sopra.

Prima di tutto però scriverò una breve considerazione sul tuo ritenere Il Fatto un giornale “manettaro”.

PARTE 2: considerazioni sul ritenere Il Fatto un giornale “manettaro”
Tu consideri il Fatto Quotidiano come “una specie di gazzetta delle procure, tra le cui pagine a farla da padroni ci sono atti giudiziari, stralci di intercettazioni, notifiche d’indagini in corso e quante più informazioni i magistrati militanti riescono a passare sottobanco alla redazione”.
C’è da dire che quelli “manettari” non sono certo gli unici articoli che vi appaiono bensì nel complesso la minoranza di una totalità di articoli fra cui molti – interessanti e professionali – niente c’entrano con la giustizia, indi per cui il considerarlo manettaro in “termini assoluti” è quantomeno un atto di filtraggio della realtà; ed inoltre si può aggiungere che la comunque maggior concentrazione di articoli manettari – come li chiami te – rispetto ad altri giornali (per cui si può considerare un giornale “manettaro” in “termini relativi”, se ti pare) non è che un bene quando tali articoli riportano fatti effettivamente avvenuti informando correttamente i cittadini, dato l’alto livello di omertà di molti degli altri quotidiani nazionali a riguardo delle vicende giuridiche dei nostri leader dall’improbabile rigore morale.
Insomma come dice deso1977 qui… “se l’Italia non è abituata all’informazione e se gli scandali così tanti, la colpa non è del nuovo giornale”, in accordo con la risposta dell’editoriale del Fatto di oggi a questa accusa di “manettarità”: “noi siamo specializzati – con tutti i nostri limiti ed errori, come tutti i giornalisti del mondo – nelle notizie. […] quella su Letta e le altre che abbiamo già raccontato e racconteremo non sono frutto di una nostra particolare bravura. Ma della censura e dell’autocensura che regna nella gran parte della tv e della stampa italiane”.

Come m’ha detto il mio amico Lorenzo Bandieri per chat:

“sono d’accordo nel dire
che non è vero
che è un giornale manettaro,
io aggiungerei
che mi sembra che un po’ tutti i giornali
c’abbiano fatto un cazzo così
con la storia dei processi
di meredith kercher
amanda knox
alberto stasi
sempre processi erano
e c’hanno fatto du palle così.
se bisogna parlà di processi, allora preferisco
sentire parlare di processi di interesse
sociale”.

PARTE 3: il primo dei 2 concetti sostanziosi presenti nel tuo post è falso

Prendo nota del fatto che la prima delle 2 “mancanze” del Fatto Quotidiano che tu evidenzi a riguardo dell’articolo su Letta è efficacemente stata smontata da nick più sopra, e cito:

“Il Fatto NON intende dire che nessun giornale ne abbia mai parlato, ma dice che non è stato dato il giusto risalto alla notizia: infatti dice ad esempio che “La voce delle voci” ne ha parlato offrendo una “panoramica dell’indagine”. E cos’è questo se non un giornale? 🙂
Repubblica ne ha parlato di più?
L’articolo dice comunque che “nessun direttore ha pubblicato le intercettazioni che raccontano come le emergenze sono state usate per fare affari e favori”. Se puoi smentire questo dato bene; vuol dire che chi ha scritto l’articolo ha sbagliato.”

Indi per cui non è corretto criticare l’articolo su Letta per le sue affermazioni sulla sua originalità, e ripeto quel che ho scritto nel mio precedente commento, ossia che non vi è “nessuna vera contraddizione con ciò che è stato affermato dal Fatto se non piccoli appigli a cui afferrarsi se proprio si vuole criticare per partito preso”.

PARTE 4: valore relativo del Fatto Quotidiano rispetto agli altri giornali sulla base dell’offerta “d’informazione corretta”

a questo punto rimane un solo concetto di fondo contestabile in tutto il tuo post di critica al Fatto Quotidiano (in quanto l’unico rimasto basato su una critica sostanziosa e non vaga e senza fondamenti condivisibili come il resto dell’articolo), ossia quello per cui Letta dovrebbe essere trattato come presunto innocente e che Travaglio e company – non facendolo – non starebbero offrendo col loro giornale un’informazione corretta perché eccessivamente parziale, e vorrebbero “dare un’idea di colpevolezza fornendo tutte le prove del caso” e anche “dare al lettore un solo filtro per leggere una realtà che ha invece anche un’altra faccia”; e tu questo lo trovi scorretto.
E forse anch’io, ragioniamoci su.

Intanto ditemi quale giornale non lo fa e quale persona non lo fa.
i giornali pro-governo lo fanno continuamente per screditare la sinistra e far credere che tutto vada bene: si ha continuamente nei prodotti editoriali manipolazione dell’informazione. Berlusconi è demagogo fino al midollo, i suoi giornali e gran parte dell’informazione “ufficiale” di oggi fanno altrettanto.
Fa altrettanto addirittura Palazzo Chigi, che risponde al Fatto sul caso Letta in maniera vergognosamente parziale lasciando intendere il falso, e questo è stato addirittura dimostrato! (anch’io come alex considero ben peggiore questo rispetto all’impostazione dell’articolo su Letta.)
tu stesso lo fai continuamente, ogni volta che scrivi:
screditi Travaglio, Il Fatto, Gino Strada, screditi a testa bassa tutto quello che è in contrasto con la tua maniera di pensare: per quanto riguarda Il Fatto gli abbai contro un post di critica delle cui affermazioni solo una forse è condivisibile e potrebbe essere fondata, e ti dimentichi che quel giornale rifiuta sovvenzioni pubbliche, che rifiuta di scendere a compromessi su questioni che reputa “etiche” (e considera matrice della sua etica la Costituzione); dai di sinistroide a qualcuno dei redattori, li consideri prevedibili nel loro continuo riportare sentenze, ma non ti chiedi onestamente (ossia mettendo in dubbio anche il tuo stesso credo) se per caso molte volte non riportino anche la verità, cosa che giustificherebbe perfino la loro prevedibilità ai tuoi occhi.

a mio avviso, da quello che ho potuto capire leggendo un po’ del tuo blog, tu sei una persona con alcune capacità intellettive che parte dal presupposto che quello in cui crede sia fondamentalmente giusto, e di conseguenza utilizza le sue capacità oratorie ed intellettuali per diffonderlo e difenderlo dalle accuse e per attaccare gli avversari.
un pensiero come il tuo, per quanto ho potuto osservare sul tuo blog, è un pensiero forse abile, ma – e non leggervi offesa alcuna – di scarsa qualità: è di scarsa qualità un pensiero intento a confermare quello che già crede, allo stesso modo in cui è di scarsa qualità una ricerca scientifica in cui lo sperimentatore dà considerazione soltanto ai risultati che danno conferma alle sue previsioni.

a seguito di questa mia parentesi – condivisibile o meno – emerge un primo dato: se anche Il Fatto si stesse macchiando della colpa di non essere imparziale e di non favorire una corretta informazione, non lo starebbe facendo meno dei suoi stessi avversari: perciò la sua qualità di giornale forse ne perderebbe in “termini assoluti” ma non in “termini relativi” rispetto alla gran maggioranza delle altre testate editoriali, se non tutte; ne consegue che nella peggiore delle ipotesi, dal mio punto di vista, Il Fatto Quotidiano rimarrebbe comunque uno dei miglior quotidiani italiani oggi in circolazione, e mi azzarderei a dire il migliore se soltanto conoscessi a fondo anche gli altri.

PARTE 5: valore assoluto del Fatto Quotidiano sulla base dell’offerta “d’informazione corretta” e della sua presenza nel panorama giornalistico italiano

considerato che mi trovo in accordo con te sul fatto che un bravo giornalista è anche quello che riporta i fatti mantenendo una certa obiettività anche nel caso in cui fosse diffuso fra i suoi colleghi l’atteggiamento di manipolare l’informazione, mi chiedo una volta per tutte: Il Fatto Quotidiano è un buon giornale?
Ammetto che questo punto mi ha dato da pensare, e per questo ti devo ringraziare, Marco, in tutta sincerità. Una delle prime cose che mi è saltata alla mente cercando di rispondere a questo dilemma è che io tento di giustificare le MIE opinioni per partito preso esattamente come fai tu con le tue, in quanto ho effettivamente cercato di smontare le tue critiche e giustificare il Fatto Quotidiano per partito preso. com’era quel discorso sulla pagliuzza e sulla trave? mea culpa.

Allora ho cercato di liberarmi da ogni pregiudizio e mi son detto intanto che Il Fatto Quotidiano è senz’altro schierato, ovviamente, come è normale che sia e come va anche bene,e diffatti si definisce apertamente come testata di opposizione, contro Berlusconi, non a favore del PD, a favore della Costituzione. (Per quanto riguarda poi se definirlo di sinistra o meno, francamente non lo so e nemmeno me ne preoccupo: si dicono talmente tante fregnacce su sinistra e destra che io me le vorrei anche risparmiare.)

Detto questo arrivo al sodo: Travaglio (degli altri redattori non parlo perché non li conosco ancora bene, ma è un piacere iniziare a farlo) è vero che è spesso decisamente “critichino”, e tutto sommato succede anche che quando parla di indagini spesso si capisce subito da che parte stia pure se non ci sono ancora prove definitive a carico, e questo può effettivamente essere considerato un difetto. Nonostante questo però non considero sbagliata l’intenzione di riportare nel dettaglio quel che è successo nel caso in cui sia tutto VERO ciò che si riporta, come lo è quando si ha il supporto delle intercettazioni. Le prove e le intercettazioni stesse a mio avviso giustificano in gran parte il tono “critichino” di Travaglio e il non aver atteso gradi superiori di giudizio. Sul fatto poi che quel che si riporta dovrebbe essere anche COMPLETO, ossia comprendente anche la visione della difesa (caso questo in cui ad essa non è stato ancora dato modo di parlare), ti do ragione: credo che in questi casi, per quel poco che lo conosco (ma mi permetto di parlare perché “penso”, come dici te, e perché mi riservo di cambiare opinione nel caso in cui ne trovi una migliore), Travaglio possa commettere degli sbagli. E TUTTAVIA io voglio conoscere i FATTI che Travaglio riporta anche quando la difesa non ha ancora espresso nulla, perché può essere critico sapere ciò che è successo in tempi brevi da quando è successo (sarò io poi a valutare l’articolo e a informarmi meglio su internet se lo considero inadeguato o troppo di parte.. ma i fatti li voglio conoscere!), ed INOLTRE, considerati i dati alla mano di cui Travaglio dispone ogni volta che scrive, e considerato anche tutto il resto, lo apprezzo e lo approvo comunque moltissimo nonostante alcune sue – a mio avviso poche – pecche. Anche perché se sgarra, sgarra raramente. Senz’altro molto meno di quante ne azzecca.

Tralasciando Travaglio e considerando Il Fatto Quotidiano nella sua interezza, poi, è innegabile l’alta qualità di molti degli articoli, che riguardino vicende giudiziarie oppure no: poco importa che tu o altri non ne condividiate tutte le interpretazioni (nemmeno a me succede sempre, anzi c’ho sempre da ridire qualcosa su tutto), l’importante è che non sia un giornale bugiardo, che non abbia padroni o interessi che ne pilotino le notizie, e che affronti temi importanti. Io nel Fatto ci vedo tutto questo, nonostante almeno in parte si macchi della colpa di tutti i giornali, quella cioè di dipingere i propri nemici come “brutti”.

Un’ulteriore considerazione sul Fatto di primaria importanza: con Il Fatto Quotidiano una GROSSA fetta di italiani (fra cui molte persone intelligenti e oneste) sta vivendo dopo molti anni la piacevolissima sensazione di sentirsi finalmente rappresentati nel panorama dell’informazione di massa italiana, e queste persone potranno forse anche aver torto, ma nessuno in nessuna occasione può permettersi di negar loro questo diritto di poter leggere un giornale che amano e vederlo diffuso in tutta Italia.

Il Fatto Quotidiano, dato tutto quello che oggi rappresenta, è come tale un tassello importante della nostra speranza di Democrazia.

Ecco perché considero Il Fatto un buon giornale, che mi piaccia o meno.

Saluti,
Puggelli Sandro

dato questo

e questo

che ne dici di firmare qui?

Parto dicendo che non apprezzo gli insulti a tutti i costi al governo, a berlusconi, alle istituzioni, né apprezzo il continuo catastrofismo economico, il calcare sempre e solo la mano su ciò che non va: questo non certo perché creda che le cose vadano bene (con le dovute eccezioni), ma perché temo che fondamentalmente questi atteggiamenti di scontro a tutti i costi rafforzino i sostenitori del governo a trincerarsi sempre di più nella propria posizione, anche quando sarebbe meglio si ponessero qualche dubbio e cambiassero – almeno su alcune questioni – parte.

Invece bisogna portare solide argomentazioni edificate con spirito costruttivo e con la consapevolezza che suoniamo tutti nella stessa banda, e se qualcuno alle volte dissona, magari è perché ogni tanto bisogna anche suonare il jazz.

Ad ogni modo pur se non mi piacciono le critiche fatte solo “per moda”, disprezzo ancora di più il continuo indorare la pillola, lo stare sempre dalla parte del governo, di berlusconi, delle istituzioni, e mi deludono coloro che infastiditi dai continui brontolii degli “antiberlusconisti a tutti i costi” non si chiedono se magari non ci sia qualcosa di vero in quello che “gli avversari” (che triste chiamarli così) dicono – a prescindere dal grado di consapevolezza con cui lo sostengono -, almeno una volta ogni tanto.
Ma come perlopiù manca da una parte, la consapevolezza manca anche dall’altra.

Con questo voglio inaugurare una serie di post di critica dell’operato del governo attuale e di questioni ad esso correlate. Utilizzerò questo singolo post come premessa e indice continuamente aggiornato dei vari post che via via andrò stilando.

Vorrei soltanto che chi è sempre a favore incondizionato dell’attuale governo (ma non solo) ci ripensasse sinceramente e poi scegliesse di credere in quello che vuole lui, anche confermando la propria idea nel caso, ma valutando le cose volta per volta senza essere condizionato dal pensiero dei propri cari al proprio fianco: cosa senz’altro impossibile e peraltro forse sbagliata da portare all’estremo, però in certa misura attuabile e giusta.

Indice dei post (in continuo aggiornamento):

la gestione dei terremotati abruzzesi raccontata da un clown che c’è stato

critiche sulla politica ed elogio della Politica vera

con quanta consapevolezza scegli per chi votare? (e seguito del discorso)

Il Fatto Quotidiano diffonde la notizia dell’indagine su Gianni Letta per abuso d’ufficio, truffa e turbativa, e sbugiarda Palazzo Chigi (altrimenti è anche presente inoltre un post argomentativo circa Il Fatto Quotidiano stesso in rapporto agli altri giornali italiani)

come ormai è mia consuetudine fare, userò facebook per riportare alcuni pensieri qui sul blog,
facebook che, ricordiamolo, ha i grandi meriti di favorire interconnessioni fra le persone – essendo un social network – e di ospitarne effettivamente
tante, di persone…
ma anche l’enorme demerito di essere un social network “chiuso”, in cui tutto – comprese tutte le cose a cui tenete di più – è proprietà privata dei proprietari dell’azienda (bill gates per es. pare sia il proprietario di un 5% di FB), forse in parte compresi i diritti degli individui.
in attesa della morte di facebook in favore di un social network di massa più aperto, possiamo comunque di buon grado utilizzarlo per le sue buone qualità, per esempio sfruttandolo come spunto per i miei
post (questa volta non ho copiato pari pari dalla discussione, ho apportato delle aggiunte al mio discorso):



Vito Roccia la moda è il frutto dell’ ignoranza, grazie alla quale l’ individuo cessa di pensare con la propria testa per aggrapparsi a ideali forti e affascinanti, con la speranza di sentirsi parte di qualcosa di grande e acquisire così sicurezza, ma rinunciando alla propria individualità, che a mio avviso, insieme alla capacità di dare amore e la libertà di pensiero, la cosa più preziosa che l’ essere umano possiede.

 
A Morgan Shazz piace questo elemento.
Sandro Puggelli alle 12.27 del 02 giugno
“moda” però è solo una parola,
bisogna mettersi d’accordo su cosa significa.
tutti i miei discorsi sulle mode sono una provocazione per cercare di sviluppare coscienza critica in me e in chi li legge, e si basano tutti su un fatto vero:
molte volte siamo dei pecoroni che seguono mode che se sapessero davvero che cosa significano non le seguirebbero affatto.
è questo quello che credo tu intenda per “moda”, e lo condivido.
Fabio Volo con una telefonata ad uno che gli aveva scritto dandogli del “comunista” mostra molto bene questo fenomeno per cui qualcosa diventa di moda (come per es. dare del comunista, o del fascista, a chi non la pensa come te) e l’importanza del senso critico:

in questo senso “seguire le mode” si rifà a una mentalità approssimativa, quella per cui qualcuno fa qualcosa attorno a te – che non importa che sia così ganzo basta che provenga dall’ambiente a cui tu attribuisci l’autorità di insegnarti come si vive – e tu cominci a rifarlo per sentirti parte del mondo, il tuo mondo.
per saper vivere bene insomma.

però bisogna stare attenti
questo meccanismo non è sbagliato a priori.. io non vorrei banalizzare il problema… “moda” è la parola che ho usato per esprimere l’aspetto negativo di un qualcosa di naturale, e che ci deve essere e che è indispensabile per imparare a vivere,
questo qualcosa di naturale si chiama “apprendimento” e di fatto si basa almeno in gran parte niente meno che sul copiare le cose che vedi: ci sono proprio dei neuroni particolari che si chiamano neuroni a specchio che hanno il compito di fare questo, anche se non so se tale meccanismo si esaurisce con essi.

è un meccanismo grandioso, che permette a un bambino appena nato di apprendere tutto quello che te sai fare oggi

questo apprendimento è un qualcosa che va al di là delle parole “individualità” e “moda”: è un metterci in relazione col mondo in 2 sensi: dal mondo verso di noi e da noi verso di lui, sfumando nettamente il limite nel mezzo.
è alla fine semplicemente un fenomeno che ci unisce alla nostra più profonda realtà dell’essere una cosa sola con le cose che ci stanno intorno:
quello per cui rielaboriamo gli “imput” che provengono dal mondo ed esterniamo “output” in seguito alla nostra particolare rielaborazione delle cose, e magari all’aggiunta di qualcosa di completamente nostro.

ciò che intendo per “moda” è l’aspetto negativo di questa cosa meravigliosa, quello che si ha quando manca la criticità

ma moda per qualcuno è una cosa meravigliosa, è arte
io non sono contro quel genere di moda, quell’arte…
andare contro la moda a tutti i costi è da “fricchettoni”, da “quelli che non hanno schemi”
da persone insomma perfettamente inquadrabili nello schema di chi rifiuta gli schemi, in etichette.

invece il discorso è più fine, più sottile

lasciamo perdere di voler essere originali per forza
io sono contro la mancanza di critica nei confronti dei propri valori
nei confronti anche della cosiddetta moda,
ma non in sé e per sé contro la moda.

e anche cosa voglia dire essere critici non è una barzelletta
non vuol dire essere dubbiosi di tutto,
“criticare tutto”, cercare sempre il pelo nell’uovo,
vivere con l’ansia di sapere se quello che si fa è giusto o sbagliato…
è forse piuttosto il chiedersi cosa di una certa esperienza faccia per noi,
qual è l’aspetto di quella cosa comune che meglio si sposa con la nostra individualità

ecco, l’integrazione fra questa “individualità” del libero pensiero e questa “collettività” delle mode è la cosa da ricercare, secondo me.

bisogna far sposare al meglio le 2 cose, senza che vi sia né l’alternativismo a tutti i costi né la pelandronaggine del seguire le mode

è una questione di stile
bisogna avere un certo stile
verso la vita

è lo stile


questo è il video di “Quando è moda è moda” più gettonato su YouTube, ieri avevo pubblicato l’altra versione.

a proposito di questa canzone e del suo autore ho trovato nella rete una lettera molto interessante scritta da Majid Valcarenghi al suo amico Giorgio Gaber: “Siamo tutti polli di allevamento

voglio citare questo pezzo:

[…] Certo, quella sera tu mi hai detto: la moda consuma, trasforma. E io aggiungo deforma, trasfigura, corrode, mangia vivo come il cancro…
Ma non mi hai detto che dietro la moda ci sono i bisogni su cui la moda s’innesta,
si attacca, cresce e si moltiplica. Se non ci fossero i bisogni reali, non avrebbe probabilmente vita facile la moda.
Per i jeans il bisogno reale era un modo più comodo e sportivo di vestirsi per sostituire la giacca e la piega. Su questo bisogno reale industria, pubblicità, mass media hanno fatto sì che un prodotto povero per chi aveva pochi soldi, assumesse l’immagine di una scelta chic fino a far diventare di moda sembrare poveri e trasandati. Ma è certo che I’uso che noi abbiamo fatto dei jeans è diverso da chi è stato spinto dalla moda. Una riprova quindi del nostro “Non importa cosa ma importa come”.
Così quando dici “non sono più compagno” io ho sentito un’emozione fortissima perché anch’io tante volte ho sentito usare “alla moda” il termine compagno, usato come un titolo onorifico non diverso dall’Ing. o dal Rag. Tibiletti. Questo è il compagno Tibiletti. Mi veniva da dire scusa, compagno di chi? NelIe nuove generazioni affibbiare il titolo di compagno al primo che incontri è normale come dare del fascista o del qualunquista a chi rifiuta questa moda oscena. Perché è chiaro: o uno è compagno o fascista, o qualunquista. Non si scappa. E invece tu scappi e io scappo. […]

e anch’io scappo.

su youtube ci sono 2 video di questa canzone di Giorgio Gaber, questo è quello con minore frequentazione. Posto questo anche se non credo che le immagini rispecchino fedelmente la forza della canzone, bensì perché si conclude in una maniera che apprezzo e che ho interpretato come il pericolo di cadere nella ultima, tremenda, moda del voler uscire a tutti i costi dalle mode (cosa questa che rettifica anche il mio stesso pensiero qui sotto).
Ad ogni modo il motivo per cui ho pubblicato la canzone sono prima di tutto le parole.

_ facebook, discussione sorta dalla pubblicazione di un mio pensiero:

Sandro Puggelli che quello in cui crediamo è molto spesso una moda. oggi per es. il fascismo va di moda, ma anche il socialismo va di moda, anche se con meno incisività. ci sarà mai la moda del non seguire mode? conto di sì

21.09 · Commenta · Mi piace

A Diletta Gelli, Yuri Archinucci e Veronica Sbordone piace questo elemento.

Lorenzo Castronovo alle 21.26 del 30 maggio
MODA?!?!
Sandro Puggelli alle 21.27 del 30 maggio
non per tutti
per la maggior parte
moda
moda
allo stesso modo in cui da noi va di moda il cristianesimo e in india il buddhismo
se non ti garba la parola moda metti quella che vuoi te
Lorenzo Castronovo alle 21.27 del 30 maggio
QUALE MODA??????
SERVIRE LA PATRIA E IL POPOLO…NON E’ UNA MODA.
Sandro Puggelli alle 21.29 del 30 maggio
anzi, per la vertià ora anche qui comincia a andare di moda il buddhismo
non dico che non ci siano persone che non ci credano veramente,
dico che la stragrande maggioranza delle persone crede in quel che crede per moda…
gli altri solitamente sono anche quelli in grado di riconoscere anche la ragione dell’altro, e non solo la propria
Sandro Puggelli alle 21.31 del 30 maggio
per tanti è una moda invece
non so per te
ma c’è una regola indispensabile affinché queste cose siano moda: non bisogna rendersi conto di star seguendo una moda
Sandro Puggelli alle 21.33 del 30 maggio
ovviamente se voglio essere davvero onesto devo rivolgere questa mia critica anche verso di me, mi piacerebbe solo una cosa: che la gente si mettesse nei panni di chi la pensa diversamente da sé
… un po’ meno esaltazione non guasterebbe,
secondo me
Lorenzo Castronovo alle 21.38 del 30 maggio
il prefetto CESARE MORI (1932) disse:
“FASCISTI si è o non si è….con o senza distintivo.”
chi ha bisogno di distintivi o del supporto degli altri…….non ha spina dorsale.
Sandro Puggelli alle 21.51 del 30 maggio
ma che diavolo vuol dire questa frase?
che chi è fascista non può esserlo per moda perché sennò si baserebbe sull’idea degli altri?
beh secondo me invece è una moda: togli il gruppo di supporto, e la > parte dei sedicenti fascisti diventeranno qualcos’altro..
i problemi dei credo di massa (per es., ma non solo, il fascismo) è che fanno strage di ragazzi senza capacità di giudizio.
oggi il fascismo va di moda…
ma in un senso un po’ particolare: nel senso che tu (come io) fai quello che ti viene insegnato di fare
allo stesso modo in cui tu parli l’italiano e non il coreano: perché il tuo ambiente ti ha insegnato quello in cui credere, e la lingua da parlare
questo non vuol dire automaticamente che sia sbagliato parlare l’italiano o essere fascista, ma dovrebbe almeno farci venire il dubbio, chiaro?
P.S. cmq allora io sono uno senza la spina dorsale, perché io ho bisogno del supporto degli altri, e non me ne vergogno
Giuseppe Belperio alle 22.24 del 30 maggio
Sandro son d’accordissimo con te. Molti ragazzi sono trascinati dalla corrente e diciamo anche da questo mondo che non da più valori, ma solo materialità.
Alessandro Desii alle 22.24 del 30 maggio
Purtroppo come sempre è stato, la società impone degli schemi che la gente si trova a seguire senza nemmen volere.
E’ una situazione drammatica, che porta la gente a fare delle scelte in maniera inconsapevole, credendo invece di averle fatte di proposito.
E’ un concetto strano, definibile come ha detto bene Sandro con la parola MODA.
E il problema della moda non è solo sul frequentare il locale o comprarsi il le scarpe Nike! Il problema moda oggi come oggi è SOLO riferito a quegl’ideali che ci vengono imposti, che ci troviamo spesso a seguire senza neanche pensarci!
La potenza dei messaggi lanciati dai mass-media è infinita e noi non ce ne rendiamo neanche conto!
Dobbiamo svegliarci TUTTI, pensare con il nostro cervello, sempre pensando non solo a noi stessi, ma anche alle persone attorno!
Sandro Puggelli alle 22.26 del 30 maggio
giusto (e mi rincuora sentirtelo dire) ma ricorda: critichiamo anche noi stessi, non soltanto gli altri 😉
detto questo, non sai quanto piacere mi fa avere un po’ d’appoggio… 🙂
Alessandro Desii alle 22.30 del 30 maggio
infatti sono purtroppo il primo a trovarmi in difficoltà!
Bravo Sandro, come sempre mi trovo d’accordo con te!
Grande!
Alarico Ciaramelli alle 0.18 del 31 maggio
Menomale che Sandro c’è!
Bravo, la penso come te…
Prova ad andare in un social network tipo Netlog, è completamente invaso da bimbi 12enni che pubblicano foto di Mussolini rivendicandone le gesta!
Ahò, ma che siamo grulli?
Ovviamente non mancano frasi del tipo: “Immigrati di merda, vaffanculo” e bla bla bla……
Ma questi, secondo voi, parlano per sentito dire (e quindi per moda, imitando le parole altrui) oppure perchè hanno l’esperienza e le conoscenze adatte per poter discutere di tutto ciò?
Sandro Puggelli alle 0.38 del 31 maggio
sai, secondo me la gente di dodici anni è in grado di pensare e scegliere come e meglio degli adulti (anzi, la mia società ideale dà molta più considerazione ai ragazzi e ai bambini di quanto non faccia quella d’oggi), tuttavia questo non vuol dire che i casi che dici non sian moda
mi pare ovvio che sia un fenomeno di massa più o meno come i pokemon qualche anno fa, o come le spice girls
(a proposito:
se provavi a dire alle ragazzine convinte che le spice girls fossero il meglio gruppo del mondo che la loro era tutta una moda, s’incazzavano da morire.. non molto diverso da quel che succede se lo dici a un giovane fascista di oggi (e per carità: anche a un giovane comunista, o fricchettone, o punkettone, o quello che ti pare: sono le etichete in sé e per sé che sono mode))
Sandro Puggelli alle 0.39 del 31 maggio
tutto questo mi fa pensare che ciò di cui c’è bisogno non è tanto un partito politico con le palle, quanto di un’epidemia di llibero pensiero e di libertà d’opinione e di pensiero critico che contagi tutta la società…
si insegni questo, a scuola
Lorenzo Castronovo alle 0.45 del 31 maggio
x me sono solo parole al vento…….io ho servito la patria x 3 anni e molti miei ex-colleghi lo fanno ancora………..quindi dei vostri discorsi non me ne pò fregà de meno………
noi diciamo sempre……..è facile parlare quando si stà a casa al calduccio!!!!!!!!!
x noi c’è solo SACRIFICIO E DOVERE
Alarico Ciaramelli alle 0.46 del 31 maggio
Eheheh, è questo il problema!
Comunque il fatto è che quello dei bambini è un esempio, ci sono molti adulti che dicono/fanno le stesse cose… Ed è molto preoccupante perchè non avere idee (o seguire ideali che vanno di moda nel gruppetto in cui escono) alla loro età vuol dire essere succubi di qualcosa!
Alarico Ciaramelli alle 0.55 del 31 maggio
Ah, una cosa ganza!
Su Netlog in periodo elezioni erano pubblicate ovunque immagini di Berlusconi, Fini, e simboli di partiti quali Fiamma Tricolore e altri… Ed erano anche molto gettonati i vari Hitler, Mussolini e svastiche varie…
Io commentavo uno ad uno queste foto e chiedevo ai proprietari se potevano spiegarmi le motivazioni per le quali votavano quel determinato partito e di spiegarmi in poche parole il programma elettorale che presentavano.
OH, NON CE N’ERA UNO CHE RISPONDEVA!
O mi infamavano (“Oh ma che cazzo vuoi comunista di merda!” detto infinite volte), o mi infamavano ma poi si convertivano (convinsi seriamente un naziskin a leggere i programmi elettorali per poi decidere! E lui mi disse: “Ok, grazie! Comunque se avessi qualche domanda posso ricontattarti? ahahah…), oppure mi bloccavano direttamente il profilo sottraendomi la possibilità di parlarne.
Quelli con foto di svastiche, Mussolini e Hitler li segnalavo direttamente agli operatori del sito dicendo:
Alarico Ciaramelli alle 0.56 del 31 maggio
“Apologia di fascismo, perseguibile legalmente” e provvedevano loro a cancellare foto o profili…
E ti ripeto, gente dai 20 anni in su!
Assurdo…
Sandro Puggelli alle 1.03 del 31 maggio
guarda castro, io non ti vengo a dire che quello in cui credi è falso hai capito? sono sicuro che per te siano valori veri, e come tali li riconosco e li rispetto, perché avendo a cuore te ho a cuore anche quello in cui credi

quello che ti dico è che quello in cui credi per qualcuno è una moda, e come tale subisce periodi INN in cui ci sono molti più “adepti” e periodi OUT in cui permane solo uno zoccolo duro (che può essere moda anche questa)

inoltre, anche se una cosa è moda per molti, questo non vuol dire che debba essere sbagliata per forza!

molte cose che vanno di moda, io le faccio mie… per es. ho appena pubblicato un video dello chef tony: piace a molti, e piace anche a me 😉

Sandro Puggelli alle 1.03 del 31 maggio
quello che è necessario è coscienza critica, che è l’esatto opposto di dire “le tue per m sono parole al vento”
tu mi dici che le mie per te sono parole al vento
il che significa che non le prendi in considerazione
il che vuol dire che non sei critico nei confronti di quello in cui credi
il che vuol dire che potrebbe essere vero che anche per te è una “moda”: non perché non ci credi davvero, ma perché ci credi tanto da non metterlo in discussione.
io invece tutti i miei valori li voglio mettere in discussione, perché non voglio essere il fantoccio di qualcun’altro:
vi assicuro perciò che le vostre parole non sono per me parole al vento.
e l’ultima cosa che credo è che si debba obbligare gli altri a credere quello che si crede noi
per cui
tu credi nei i tuoi valori
a me basta che non tu voglia che anche gli altri vi si adeguino
io per esempio non ci credo o perlomeno non ci credo nel modo in cui ci credi tu,
e a me piace così
Alarico Ciaramelli alle 1.08 del 31 maggio
Si si, giusto!
E’ per quello che io facevo leggere agli altri i programmi elettorali, e non il programma elettorale del partito che votai io…
Per esempio a una che faceva la Berlusconiana (ma che non sapeva spiegarmi il perchè, oltre a “Comunista di merda!”) chiesi di leggere il programma di Scilvio, perchè se era convinta di voler votare lui era giusto che conoscesse queste cose!
Comunque: “io per esempio non ci credo o perlomeno non ci credo nel modo in cui ci credi tu,
e a me piace così”
Sta frase a effetto finale mi garba! E’ proprio SBAM! Non so se mi spiego…
Sandro Puggelli alle 1.11 del 31 maggio
a proposito, ma chi t’ha detto che io sia a casa al calduccio?
al di là di questo, io sono DAVVERO a casa al calduccio 😉 , ma questo non vuol dire che non mi sbatta per quello in cui credo, anzi
inoltre pensa a tutti quelli che la pensano come me ma NON SONO a casa al calduccio… Visualizza altro
per esempio quelli che sono in paesi di guerra a riparare le ferite dilaniate dalle mine che qualche ligio soldato innamorato della patria ha posto al suolo
io ti dico, e ci metto tutta la mia anima,
che un solo arto sbudellato di una qualunque vittima di mina vale 100 volte di più di tutti i principi miei, tuoi e dei tuoi amici messi assieme:
alle volte, per favore, meno principi, più cuore.
anche a costo di andare contro i propri amici e la propria patria.
Lorenzo Castronovo alle 1.15 del 31 maggio
scusa, non capisco,non mi pare di aver menzionato FINI-BOSSI o BERLUSCONI………3 personaggi che sono in cima alla mia lista nera…….
e poi……hitler…….ma chi ha mai parlato di lui????
MAI STATO FILO-NAZIONALSOCIALISTA………
voi parlate tanto……..MA I FATTI??????
mi sà che avete un pò le idee confuse….su i veri valori della destra sociale……..
se proprio devi menzionarmi delle persone…allora menziona questi!!!!…….ettore muti-italo balbo-giovanni gentile-junio valerio borghese…….questi sono VERI UOMINI!!!!!
no,quei 3 coglioni del P.D.L.
ma sai almeno chi sono???? o devo spiegartelo????
quando vuoi……..
io non sono come quello SKIN…….non ho bisogno di insultarti x averla vinta…….
Alarico Ciaramelli alle 1.17 del 31 maggio
Ma chi dice a te, infatti?
C’è anche gente che in questi ideali crede fermamente e che ha anche una cultura, ma le persone di cui parlavo non sei tu.
Sbaglio?
Sandro Puggelli alle 1.26 del 31 maggio
scusa, ma a che ti stai riferendo castro?
nessuno ha nominato quelle persone (a parte prima alarico ha nominato berlusconi, ma per fare un esempio)
comunque voglio subito chiarire una cosa:
il mio messaggio non ha niente a che vedere col partitismo politico:
se il 90% delle volte la destra è moda
il 90% delle volte anche la sinistra è moda
non cominciamo l’ennesima guerra destra sinistra:
mi fanno troppo ribrezzo, non ho intenzione di mettermi da nessuna delle 2 parti, anche se preferisco la sinistra (ma non quella del parlamento), perché sono sicuro che tutte e 2 le parti abbiano qualcosa di buono da insegnare
da questa discussione tenete lontani gli insulti, o vi cancellerò i commenti
attenetevi alla discussione, nel caso rileggetela, perché stiamo andando fuori dal discorso:
ricapitolando:
NON SI STA FACENDO UNA GUERRA TRA DESTRA E SINISTRA
SI STA RAGIONANDO DELLA CONSAPEVOLEZZA DI QUELLI CHE SONO I NOSTRI VALORI
Sandro Puggelli alle 1.30 del 31 maggio
ah scusa hai visto che in questo hai ragione te castro (si sbaglia tutti) alarico aveva nominato davvero quelle persone mi era sfuggito.. aspetta vado a rileggere e poi commento..
per ora scusami 🙂
(a proposito però: che ne sai io quanto parlo e quanto agisco?
ti assicuro che non mi fermo alle parole … 😉
Sandro Puggelli
Sandro Puggelli alle 1.44 del 31 maggio
allora… sì, capito
era un buon esempio di moda, fra l’altro interessante
… personalmente mi fa piacere sapere che il castro non sia fra quelli… d’altra parte è sempre stato uno informato, sulle sue cose (sulle mie meno, ma sulle sue molto, il che non è poco visti i tempi)
a proposito sai una cosa lore? mi sa che andrò a informarmi davvero su ettore muti, italo balbo, giovanni gentile, junio valerio borghese, e questo grazie a te che mi hai messo il seme della curiosità in testa
vabbè ma detto tutto questo ribadisco i concetti fondamentali:
1) teniamoci i valori che vogliamo, ma si sappia metterli in discussione, sennò si agiscie come balocchini, come robot.
2) ricordiamoci che quello in cui crediamo potrebbe non aver valore per un altro, che quindi dobbiamo lasciarlo libero di perseguire la sua vita, anche se si discosta dalla nostra
3) ogni nostro valore non vale niente di fronte alla sofferenza causata a un’altra persona a causa di tale valore
Alarico Ciaramelli
Alarico Ciaramelli alle 10.26 del 31 maggio
Si ma le avevo nominate in ambiti diversi, per il fatto che io chiedevo il loro programma elettorale a coloro che su Netlog esibiano loro foto.
Che è, facevo male?
Solo per vedere se sapevano cosa andavano a votare!
Se Lorenzo l’ha vista come una cosa personale mi dispiace, forse mi sono spiegato male… Oppure sarà meglio rileggere!
E poi non ci siamo mica offesi, peccarità…
Sandro Puggelli
Sandro Puggelli alle 12.07 del 31 maggio
no a me m’è garbata un monte questa cosa, in realtà
è un esempio perfetto dei figliolini-moda
non so perché mi era sfuggito di leggerla, si vede postando i commenti insieme..
non sono in disaccordo con te, è che avevo paura che venissero fori i soliti litigi destra sinistra… quelli che non servono a far altro che a farti trincerare nella tua posizione
lorenzo si era già scagliato in difensiva
se c’è una cosa che aborro sono le chiacchiere vuote che si trovano su internet sulla politica
di politica si dovrebbe ragionare in amicizia, perché se non c’è questo non c’è politica, perché per me politica è costruire insieme
più o meno
non a caso mi fa schifo la > parte della politica d’oggi, perché la gente è lagata a un partito più che agli altri,
più o meno
è sbagliata alle basi
Alessandro Desii
Alessandro Desii alle 12.12 del 31 maggio
Mi intrometto l’ultima volta nella discussione, poi smetto XD
Ho trovato un punto nella discussione veramente bello, in cui Sandro trovi il mio più totale appoggio (e anche quello di tanti psicologi che ho studiato a scuola! :D):
Attraverso le esperienze di vita, attraverso ciò che hai intorno formi il tuo carattere e formi i tuoi ideali.
Il mio massimo rispetto verso ogni persona ed ogni pensiero, purchè non sia dettato dalla moda e non sia eseguito “stile burattino” dalla persona.
Si parla sempre di pensieri giusti, non radicali e che facciano male al prossimo, senza quindi giustificare ideali razzisti estremisti!
Con questo concludo, ringraziando tutti per la discussione, davvero interessante!
Magari più tardi passo per rileggere altri punti della conversazione.
Alessandro Desii
Alessandro Desii alle 12.14 del 31 maggio
che poi io non voglio sofferarmi solo sulla politica, voglio sottolinearlo!
Ogni ambito della vita di ogni uomo è dettato da ciò che ha vissuto e da ciò che ha intorno, ed è quindi anche la più banale delle cose ad essere “influenzata”!
Sandro Puggelli
Sandro Puggelli alle 13.54 del 31 maggio
ma guarda, almeno una volta che gli psicologi mi dano ragione! 😉
Sandro Puggelli
Sandro Puggelli alle 18.41 del 31 maggio
sto per pubblicare sul mio blog questa sfilza di commenti compresi di nome e immagine associata al nome e il link per le vostre pagine facebook,
se qualcuno non volesse mostrare né il proprio nome né la propria immagine né il proprio link associati a questi commenti fuori da facebook me lo dica che non li metterò o – nel caso me lo dicesse dopo averlo già pubblicato – li toglierò
grazie a tutti
Alarico Ciaramelli alle 19.15 del 31 maggio
Metti metti!
Lorenzo Castronovo
Lorenzo Castronovo alle 12.25 del 01 giugno
sandro fai pure…….non c’è problema!!
voglio solo concludere dicendo:
– i valori sono FONDAMENTALI x OGNUNO…purchè siano VERI E SANI…….
per quanto mi riguarda RAZZISMO,VIOLENZA E ANTI-SEMITISMO appartengono al male……non al BENE
io preferisco questi PATRIA-FAMIGLIA e TANTO LAVORO… Visualizza altro
un ultima citazione x concludere:
” l’albero della libertà và rinvigorito con il sangue dei MARTIRI e dei TIRANNI”
T.JEFFERSON
vi saluto….vi ringrazio e spero di non avervi troppo aggredito all’inizio…….. non avevo nessuna intenzione cattiva
Sandro Puggelli alle 14.29 del 01 giugno
ci mancherebbe lore, senza di te questa discussione non ci sarebbe mai stata!
aggiungo subito questo tuo commento al post
.. e poi che dire?
che anch’io condivido le tue opinioni su razzismo, antisemitismo e violenza
per quanto riguarda i tuoi valori positivi io ne preferisco altri (per quanto sono apertissimo a che altri li facciano propri)
semplicemente il mio valore e’ permettere a ciascuno di avere i valori che sceglie (magari con autoconsapevolezza per potervi mettere mano quando vi fosse qualcosa da perfezionare),
e l’integrare i valori, i desideri di ciascuna persona senza che vi siano contrasti fra questi e’ uno dei prossimi obiettivi per me RAGGIUNGIBILI dell’umanita’..
cerchero’ una soluzione che non faccia ne’ martiri ne’ vittime, forse si puo’ trovare,
vale la pena cercarla

grazie lore, sei un amico 🙂

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il post è lungo ma lo posto perché ci sono alcune cose interessanti, avevo voglia di cominciare a ragionare di politica.
se vi fa fatica non lo leggete, o leggete soltanto qualche pezzo in qua e in là.
in futuro forse condenserò il mio pensiero in un altro post, per adesso preferisco postarlo in questa forma piuttosto che non postarlo affatto

su facebook mi sono imbattuto in questo video che ho poi trovato anche in youtube:

al video, pubblicato da un mio amico (Niccolò Acciaioli), ha prontamente risposto un altro mio amico (Cristian del Campo) – che si è appena candidato a consigliere comunale nelle fila del PD – tacciandolo di populismo e di non dare risposte ai problemi che solleva.
Niccolò e io stesso abbiamo a nostra volta dato le nostre risposte – per lo più a favore del video o meglio del significato di fondo che ha.

ho deciso di riportare qui la discussione perché si è fatta interessante e tratta un argomento che voglio affrontare nel mio blog.
dato che questo non è territorio neutrale per te Cristian, se vuoi ci si può spostare sul tuo blog! (sarebbe bello continuare la medesima discussione su 2 fronti!)

Cristian e nicco, se volete che tolga i vostri nomi da qui basta che me lo diciate, ok?

Cristian del Campo:

Populismo abbestia! evvai che tutti siamo bravi a mandare a quel paese ma poi nessuno ha voglia di sporcarsi le mani per migliorare le cose…e vabbè!
Su una cosa sono d’accordo: gli schiaffi ai figli. Quelli ogni tanto ci vorrebbero davvero!

La mia risposta è: l’Italia ti fa schifo? E tu cosa aspetti per renderla meno schifosa?

sandro puggelli (io):

populismo? forse sì, senz’altro un po’
però bisogna distinguere fra ciò che è vero e ciò che non è vero anche in un video populista
io condivido in generale il messaggio che dice che gli attuali politici facciano schifo – non tutti forse, ma la > parte sì – anche quelli del tuo partito cristian, anche i tuoi discorsi mi pare di averli già sentiti fare 100 volte da altre 100 persone nella tua medesima situazione (risultati pochi, anzi in generale sono tutti (o quasi) rimasti ladri)

questa almeno la mia opinione basata sui fatti di cui sono a conoscenza e sempre in continuo mutamento – sono in attesa di qualcuno che mi faccia cambiare idea
tu per es. potresti farlo con le tue azioni, ti assicuro che le giudicherò imparzialmente: fammi ricredere sulla bontà della tua attività politica

tante cose non condivido però del video, per es. graffitare sui muri per me E’ arte, se lo si fa su muri brutti con graffiti BELLI, mai su altre opere d’arte come per. es. statue…
ma cosa volete definire cosa è e cosa non è l’arte? certe cose vanno al di là delle definizioni

e poi per es. credo che i figli possano salire su bene anche senza ceffoni, dato che è pieno il mondo di figli cresciuti di merda con o senza ceffoni
..forse perché col crescere bene i figli i ceffoni non hanno nulla a che vedere, ma dipende da altre cose, come per es. non essere genitori di merda, cosa + impegnativa di dare 2 o 3 ceffoni (che cmq in teoria ci possono anche stare, anche se conto di riuscire a non farne mai uso)

Niccolò Acciaioli:

punto primo:

Sicuramente è un video ‘populista’ nel senso che serve solo a farci girare i coglioni senza essere propositive e bla bla bla, certo non è un discorso di m.l. king va preso per quello che è senza farci un poema sopra, sicuramente rappresenta una certa rabbia che ho dentro, da presona come me che nella politica ci credeva veramente

punto secondo:…

Sono 8 anni che faccio l’educatore (gratuitamente) in diverse realtà, sicuramente non sono molto bravo nel farlo ma credo che se si parla di sporcarsi le mani per cambiare il mondo posso dire di aver cercato di fare la mia, per migliorare le cose ALLA RADICE ovvero creare dei buoni cittadini e delle persone a cui importa (i care).

punto terzo:

A CRISTIANUCCIO… CIOE’ ANCHE MENO PER FAVORE!
apprezzo il tuo impegno politico perchè sono sicuro che lo fai con coscienza ma non è che mo che ti sei candidato ti puoi mettere a dare lezioni a gli altri come se tu fossi l’unico che muove il culo scusa ( mi riferisco alla frase: ‘evvai che tutti siamo bravi a mandare a quel paese ma poi nessuno ha voglia di sporcarsi le mani per migliorare le cose..’ e l’Italia ti fa schifo? E tu cosa aspetti per renderla meno schifosa?)
forse ho frainteso ma sapeva un po di saccentino te lo devo proprio dire

detto questo colgo l’occasione per farti cmq gli auguri e… picchiamo i nostri figli senza pietà!

sandro puggelli:

concordo tutto con niccolò, solo io preferisco picchiare i VOSTRI, di figli, vi va? >:-D

cristian del campo:

Intanto, bello risentirvi!!!! Poi, naturalmente non mi riferivo a chi già si attiva nella società. E’ che credo che questi discorsi che condannano tutto e tutti ad un certo punto, per quanto siano uno sfogo di rabbia, siano però totalmente distruttivi, nel senso che contribuiscono ad alimentare un’idea che tutto intorno a noi non funziona e che sia legittimo criticarla. E basta. Conosco il vostro impegno (tuo e di Sandro) e, siccome mi conoscete anche voi, sapete che credo che l’impegno sociale, quello viso a viso, quello da educatore, quello da medico, quello in cui uno si mette a servizio occhi negli occhi dell’altro è ciò che salva il mondo e continuerà a salvarlo.
Però allo stesso tempo, mi rendo conto che non ci possiamo più permettere di criticare una politica che non va, perchè questo ha due effetti: 1) non la cambia (nel senso che finchè non si sceglie di sporcarsi le mani per cambiare, sarà inutile averle tenute pulite), 2) che svilisce e scredita TUTTA la politica.

I politici di oggi non ci piacciono e non piacciono neanche a me. Ma questo non ci deve consentire di schifare la politica in genere, perchè la politica è azione collettiva e va oltre “chi la fa” (per fortuna).
Mi fanno rabbia questi video solo perchè finiscono per screditare tutto e tutti a prescindere, solo questo. Poi riconosco tutte le mancanze, le truffe, i comportamenti scorretti e le delinquenze che ci sono…ma allora diamoci una mossa, cominciamo a urlare queste cose non solo con dei video su facebook ma facciamolo in piazza oppure nelle sedi di associazioni e volontariato, facciamolo nelle “piazzE” di tutti i quartieri. E forse qualcuno che però si butto dentro un mondo marcio per risanarlo dall’interno ci vuole, come punto di riferimento. Non credo di essere io, anche se mi impegnerò per farlo. Ma credo che c’è sempre più bisogno che, quando tutto è stato distrutto, qualcuno ricominci a sperare e costruire. Solo questo.

Sui ceffoni…bè, senz’altro parlare di educazione dei figli su facebook non … è un granchè…però ritengo che giustificare e tutelare eccessivamente i figli non sia una buona azione educativa. Un caso palese è quello dei professori: quando il genitore va a parlare col prof, generalmente è il professore ad avere torto e il figlio ad essere protetto. Un tempo, la figura del professore era venerata, perchè era l’educatore non solo l’insegnante. Ora, ci sono vie di mezzo ma…il figlio non ha ragione a priori è questo è un concetto educativo che secondo me viene spesso dimenticato oggi. E’ giusto che si assuma le sue responsabilità e che venga punito se sbaglia. Il come lo lascio scegliere a voi ma mi pare l’unico modo per “costringere” a crescere.

Ciao bellissimi. Mi sembra di essere tornato ai tempi di vergaio.it. Vi abbraccio!

sandro puggelli:

guarda cristian (che anche per me è un piacere risentirti!),
se si vuole essere precisi la politica, come accenni anche te, è un qualcosa che riguarda la vita di ciascuno di noi, in ogni momento, ogni volta che ci si mette in relazione con qualcuno, e non quella roba per lo più corrotta che si vede in televisione, e che anche non fosse – ahah – corrotta, sarebbe comunque molto poco rappresentativa delle persone di una nazione.

Uno degli errori che credo si commettano è dire “le cose si cambiano dall’interno”, per cui per cambiare la politica si dovrebbe diventare politici.

questo è vero ma limitato. c’è anche il punto di vista opposto, altrettanto vero e altrettanto limitato, di quelli che sostengono che “le cose si cambiano dall’esterno” perché è l’unico modo di vederle senza condizionamenti.

io credo che il giusto stia nell’andare oltre questa stupida dicotomia e mettersi di buzzo buono per cambiare le cose tout-court, chi da dentro chi da fuori (e anche te accennavi a questo no?)… tutto questo per me è la VERA politica (purtroppo chiamata antipolitica da chi non c’ha capito un cazzo)

così non è che chi ricostruisce siano soltanto quelli all’interno del sistema politico “formale”, che è poi quello che stai difendendo tu, almeno in parte

così sappi che anch’io almeno in parte non la attacco, ma IN GENERALE la politica “formale” mi fa schifo! mi fa schifo perché non ci sono brave persone? sì ci sono brave persone, forse la maggioranza (?), ma non credo la maggioranza di quelle che comandano davvero. come dire che la politica delle istituzioni fa cacare, fa cacare il cazzo, cioè dall’uretra esce merda, capito?

sia chiaro, il video è un video con TANTE carenze, ma non posso non condividerne l’anima: PERCHE’ MI SONO ROTT’U CAZZO DEL SISTEMA POLITICO “FORMALE” ATTUALE, ancor + che dei politici in sé e per sé (che è ovvio che ce ne sia qualcuno bono!), e voglio gente che lo cambi da dentro e da fori, dato che la vera politica è tutte e 2 le cose.

se i politici vogliono che la gente non ne parli male:
1) si riducano gli stipendi a quelli di un impiegato
2) via tutti i privilegi non strettamente legati all’efficienza del loro lavoro e alla loro incolumità
3) diventino realmente rappresentativi delle persone che dovrebbero rappresentare

fino a quel punto, per favore, oh politicanti non rompete il cazzo a chi si lamenta di voi, soprattutto quando lo fa con cognizione di causa (queste parole non sono rivolte a te cristian, ma ai tuoi ultimi capi, che tu nemmeno conosci ma sulle cui direttive si muovono le tue azioni di politico)
!

sui ceffoni ai figli ho già condensato il mio pensiero
non ho voglia di dover fare sempre una questione seria e pallosa di tutto
non mi pare questo il posto non mi pare questo il modo

cristian del campo:

Io sono convinto che la politica si fa in ogni momento in cui c’è un’azione sociale: le associazioni fanno politica, i ragazzi che si impegnano, il volontariato, il consumatore al supermercato fanno politica. Ma è indiscutibile che, per amministrare, sia necessario delegare dei compiti, no? anche perchè la funzione della politica “formale” è anche quella di mediare fra milioni (uno per persona) di interessi differenti. Quidni, tutti non potremo governare. Quando dico di cambiare le cose dall’interno, intendo che va cambiato il concetto di delega nel concetto di rappresentanza. Qui non è questione di incaricare qualcuno di decidere per noi, ma di farsi carico dei nostri problemi e di decidere di conseguenza. E questo, credo, si può fare solo attraverso la politica formale. E non solo questo. C’è anche il discorso che saremo sempre governati da qualcuno e quindi qualcuno lo dovremo sempre scegliere.

Tu credi che le mie azioni politiche siano mosse da qualche capo. io credo che le mie azioni siano tanto più libere quanto più sarò supportato da gente comune. Perchè se non sarò il solo a credere in un miglioramento, allora sarò indipendente dai miei “capi”, nel senso che i primi a cui dovrò rendere conto siete voi e non loro, anche soltanto per un banale motivo: che se perdo il vostro consenso, che con fatica ho radunato insieme, allora la mia azione non ha più ragione di esistere.
IN questo credo che il politico formale debba avere il compito di riunire verso un obiettivo comune. Ma che la politica poi si compia dappertutto! Se io mi troverò a votare per dei fondi da stanziare nel sociale, come potrò stabilire in quale direzione stanziarli se prima non ascolto associazioni e gruppi che quotidianamente lavorano su queste realtà? Come vedi politica e politica formale possono e devono combinarsi.

Ma questo si realizza con 2 requisiti: il politico deve FARSI CARICO dei problemi della gente; la gente deve FIDARSI del politico e della politica formale.
E’ un rapporto di fiducia. Che tante volte è stato tradito e tante volte lo sarà ancora. Ma è l’unica speranza che abbiamo di poter contribuire al miglioramente di questa società. Perchè l’associazione di volontariato ha un’azione limitata se non è supportata da un’amministrazione; e l’amministrazione rischia di essere inutile se non coinvolge chi lavora direttamente con le persone.

Sandro Puggelli:

cristian,
credo che ti sia chiaro che io non sono contro la politica che abbiamo chiamato formale, ho già detto chiaramente che rientra nella politica vera, ne è una parte.
quindi su questo siamo d’accordo.

mi concentrerò su ciò su cui non siamo d’accordo, sennò non ci si capisce nulla.

NON SONO D’ACCORDO quando dici che tutti non potremmo governare, io credo invece che sarà l’evoluzione naturale della politica, anche se so di passare per scemo dicendo così; tuttavia SONO D’ACCORDO che finché questa non diventa una realtà è PROBABILMENTE (scusami, ma io di dare sicurezze laddove non esistono prove non me la sento) necessario usare la delega di qualche governante.

quindi anche se divergiamo in ciò che riteniamo possibile, siamo ancora d’accordo sul fatto che UNA delle cose che dobbiamo fare adesso (e per me neanche la più importante) è scegliere qualcuno in gamba per delegarci nella cosiddetta politica formale.

chi? ecco un’altra cosa su cui NON SIAMO D’ACCORDO: io ho deciso di votare la lista civica pratese di grillo non perché sia un grillino – dato che critico anche grillo – ma semplicemente perché mi piace il loro programma politico più del vostro e di quello degli altri.
e poi perché ritengo che una lista civica più del PD o del PDL manterrà le proprie promesse.
scusami, parlo per esperienza: liberissimi di dimostrarmi che ho torto (anzi mi farebbe piacere).
ma queste sono mie personali opinioni, non voglio convincere nessuno a votare chi voto io (e questa è un’altra differenza fra me e te), mi basta che la gente sappia pensare con la propria testa, io per esempio non so ancora quanto sia in grado di farlo. credo però di più di quelli che credono di essere “liberi”.

a proposito – così ti rispondo anche a questo – io non credo che le tue azioni siano mosse da un qualche capo, io credo che le tue azioni non si possano allontanare dalle direttive del tuo partito. e questo è un riscontro oggettivo, dato che sennò non ti terrebbero nel PD.
c’è una profonda differenza.

ora tu mi puoi dire che condividi le idee di base del PD e per cui non c’è niente di male nello stare tra le sue fila – e infatti lungi da me pensare che tu stia facendo male, ci mancherebbe! – ma il punto è che nel caso in cui le persone al vertice del tuo partito non fossero proprio pulite e avessero degli interessi loschi e/o personali in quello che fanno (e anche qui per carità, non si può fare di tutta l’erba un fascio (e voglio anche sottolineare che secondo me la destra è messa ancora peggio)) alla fine più di tanto da quegli interessi non ti ci potrai discostare, se nel PD vorrai rimanere, è chiaro no?
per questo reputo l’italia dei valori l’unico partito accettabile (ma ahimè non quello dei miei sogni) nell’attuale parlamento (altra idea personale, del tutto opinabile).

ecco un’altra differenza fra me e te: tu ti fidi del tuo partito, io del tuo partito non mi fido più.
liberi di dimostrarmi di star sbagliando, cambierei idea con felicità.
te l’ho già detto che cosa dovrebbero fare, i parlamentari, per acquistare la mia stima, te l’ho riassunto in 3 punti più sopra.
fino ad allora si becchino la rabbia della gente, che pure – molte volte, purtroppo – non sa pensare con la propria testa nemmeno lei.

ecco perché non credo in chi inveisce tanto all’antipolitica: perché quella che chiamano antipolitica è la vera politica, e la politica formale – che ne è solo un filone – se ne è discostata.
perciò io credo che la maggior parte della politica formale di oggi sia in fin dei conti antipolitica, fino a che non si riallineerà con le direttive della politica reale, che vengono dal popolo.

ricorda: io non credo che il tuo essere in politica “formale” faccia di te una persona brutta o comandata dall’alto, credo invece che anche nel tuo ambiente ci siano meravigliose persone che lottano per cambiare “l’antipolitica” dall’interno, ma per poterlo fare dovete ragionare “sia fuori che dentro dal sistema”, altrimenti non saprete vedere le cose dai punti di vista delle persone che non staranno con voi.

sono in attesa di altre risposte dei miei amici (penso Cristian perché Niccolò è un grasso maialone e gli farrà fatica di sicuro rispondere).

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Questo sito in perenne modifica si propone di fare e dire tante cose e quindi si suppone che tante volte sbaglierà. La creatività presuppone la libertà di fallire, il cambiamento sociale anche. Un richiamo a questo concetto (e a molti altri) si trova anche in questo bel video qua! Permettersi di fare errori è forse il miglior modo per correggerli. Dato poi che di errori ne faccio tanti e che il mio pensiero è perennemente in evoluzione, non è difficile che al termine di un mio post possiate incontrare un aggiornamento scritto in rosso. Siete caldissimamente invitati a esporre critiche dubbi consensi e quant'altro di civilmente espresso al fine di contribuire all'aggiornamento e al perfezionamento dei miei pensieri! GRAZIE!!!

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