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PREOCCUPATISSIMO per le riforme costituzionali e sulla libertà in internet che questa destra SCELLERATA vuole fare, DISGUSTATO dalla tiepidezza con cui il PD fa opposizione, FRASTORNATO dalla gente che ignora o addirittura appoggia ciò che così chiaramente è marcio, DECISO a cambiare il nostro tipo di gestione del potere con uno più condiviso che passi dalla CONSAPEVOLEZZA delle persone comuni e dalla loro CAPACITÀ CRITICA, che è esattamente ciò che non si insegna a scuola.

Giorgio Gaber, senz’altro tra i più grandi pensieri dello spettacolo italiano della seconda metà del 900, tra i pochi davvero coerenti. Un dispiacere non averlo conosciuto di persona. Una critica potente e viscerale, ma profondamente sottile e riflettuta, che amo e da cui lascio criticare anche me stesso, come è giusto che sia…

Per me, un amore.

Giorgio Gaber – La strada

Mi fa male il mondo – Giorgio Gaber (1a parte)

Mi fa male il mondo – Giorgio Gaber (2a parte)

La Democrazia

Giorgio Gaber – Non insegnate ai bambini

Io se fossi Dio 1° (versione completa)

Io se fossi Dio 2° (versione completa)

Giorgio Gaber – Teatro Canzone – Il dilemma

Gaber – Quando è moda è moda

gaber giorgio …L’Illogica Allegria

sesso per la gioia dei disabili!!

Che vuoi che c’entri il sesso coi disabili?!!
Se uno è handicappato mica se le fa le pippe!
Quella è roba da gente sana, non scherziamo!
Ci vuole la carburazione funzionante…

.. e invece la volete la verità? Non solo il buon vecchio disabile le pippe se le fa, ma fa anche all’amore… corpo, testa e ambiente sociale permettendo!
E certo perché sempre di persone si parla, e tutti quegli impulsi strani e birichini che tante volte elettrizzano gli altri ce li hanno anche loro: mica son fatti di pongo!
Ma purtroppo a quanto pare parecchi pensano che i disabili non abbiano una vita sessuale o peggio non la debbano avere.

Attorno all’handicap c’è infatti un alone di idiozia e preconcetti che determina la relegazione in ambito sociale di chi ne è portatore poco più che alla pubblicità progresso o a quella dell’8 X 1000.
Ma gli handicappati – passatemi il termine non politically correct (concetto questo comunque di per sé ampiamente criticato, come si può leggere su Wikipedia) – non possono essere reclusi al rango di strumento di intenerimento, né essere oggetto di pregiudizi per i quali non dovrebbero aver libero accesso al sesso.
Se si parte dal presupposto che chiunque dovrebbe poter vivere una sessualità gratificante e piena, bisogna cominciare a distruggere questo tabù.

Parliamone un po’ allora.

Girando sul web alla ricerca di sesso sfrenato ho avuto invece la fortuna di imbattermi in alcuni post del blog di Maximiliano, un uomo affetto da distrofia muscolare da quando aveva 2 anni: “un mucchiettino di ossa storte”, si definisce lui stesso. Ma vivo e dalle disarmanti apertura e lucidità, aggiungo io, senza contare la sua notevole dose di inventiva che gli ha permesso di partorire il progetto Diversamente Agibile, che è – in buona sostanza – una guida turistica on-line per disabili (soprattutto motori) scritta da disabili, in cui vengono recensiti i servizi e le strutture incontrati nei vari viaggi in giro per il mondo e per l’Italia e le loro accessibilità da parte di chi ha problemi fisici: apprezzo moltissimo questo progetto dati l’attinenza e il parallelismo con la mia visione di “società ideale”.
Maximiliano è inoltre – tanto per fare un po’ di gossip – sposato con Enza, una bellissima donna siciliana, di cui è innamoratissimo e da cui è ricambiatissimo, come possiamo leggere in questa sua autointervista scritta dopo un mese dal loro matrimonio, o nei suoi post della categoria “Mi Sposo”.

E bravo Maximiliano.

È grazie a lui ed ovviamente al web 2.0 che ho avuto la conferma che i disabili hanno le stesse esigenze sessuali di tutti noi, che vanno dai pensieri erotici ai rapporti sessuali completi passando dalla masturbazione.
Ci tengo a precisare che in questo post mi riferisco solo a quelle persone la cui disabilità permette l’accesso anche difficoltoso ad una vita sessuale: dalla tetraplegia ai ritardi mentali sono un mucchio coloro che potrebbero vivere una sessualità gratificante ma a cui viene troppo spesso negata.
Per quanto riguarda tutti coloro che invece soffrono di disfunzioni erettilli e altri disturbi della sessualità dico solo che molti di questi sono risolvibili – specie se di origine nervosa ma anche in vari casi di origine fisica – e che in ogni caso un buon medico (quelli che, per capirci, hanno davvero a cuore i propri pazienti oltreché essere competenti in materia) potrà aiutare a risolvere o convivere con la propria condizione.

Ritornando ai portatori di disabilità motoria dobbiamo riconoscere intanto che per loro le difficoltà di origine fisica si uniscono a quelle di tipo sociale.
Per le prime c’è da dire che se riesci a usare pollice e indice ti sei garantito l’autonomia masturbatoria (per i maschietti… alle femminucce magari basta l’indice)… che non è poco dato che gli altri si devono far aiutare, cosa assolutamente problematica per chi non ha un partner e per coloro che vivono laddove non esiste assistenza sessuale “pratica” (se capite cosa intendo..) per i diversamente abili (come per es. in Italia).
E qui si apre anche il capitolo delle difficoltà di tipo sociale, dato che mi immagino già qualcuno saltare sulla sedia:
“Ma come, vorresti mandare i disabili a puttane?!!”.
Su questo bisogna chiarirsi perbenino: PRIMO bisogna saper distinguere tra prostituta e prostituta: una donna che sceglie consapevolmente tale mestiere è ben diversa da quelle che vi sono costrette, quindi non sono in linea di principio contrario alla prostituzione (mi viene da pensare a Bocca di Rosa di De André, per esempio), perciò non vedo perché se un uomo a cui funzionano le gambe ci può andare non dovrebbe avere lo stesso diritto uno a cui non funzionano (su tutto questo voglio precisare che la realtà è differente dalla teoria e che credo che la stragrande maggioranza del fenomeno della prostituzione sia disgustoso, per intenderci: non mi piace la prostituzione che vediamo tutti i giorni per strada e ancor meno i puttanieri e meno ancora i giri che ci sono dietro, io mi sto riferendo solo a quelle donne che scelgono di fare le prostitute in totale libertà e felicità: se le prostitute non sono pienamente felici, io sono contrario); SECONDO non stavo pensando di mandare i disabili a puttane, ma di istituire anche in Italia l’esercizio delle assistenti sessuali per disabili, come già avviene per esempio in Svizzera e in altri paesi dell’Unione Europea. Ora mi chiederete: e che fanno queste assistenti sessuali? Non ci fanno forse all’amore coi disabili? Certo, possono farlo qualora fosse il caso – anche se le loro mansioni non si limitano certamente a questo – e in questo sarebbero in fondo delle prostitute… ma di un tipo particolare, senz’altro del tipo che io permetterei: nella puntata delle Iene di martedì scorso c’era un servizio in cui Pellazza intervistava 2 assistenti sessuali per portatori d’handicap svizzere da cui traspare l’utilità che tale figura professionale può avere per molti che non possono vivere la sessualità in altra maniera. Fra le altre cose, una di loro dice chiaramente che non farebbe mai la prostituta “normale” in quanto per lei quello che fa ha tutto un altro significato rispetto alla normale prostituzione.
Ulteriori approfondimenti sulla masturbazione di un disabile motorio li potrete trovare nell’interessante post di Maximiliano, avendo cura di leggere anche i commenti al post, che valgono almeno quanto il post stesso; i dubbi di una escort che non se la sente di avere come cliente un disabile li potete trovare sempre in un post di Maximiliano e nello stesso blog di Alexia, la escort in questione (ci tengo a precisare che è lodevole il proposito di Alexia di mettere in piazza le sue difficoltà e cercare il confronto e la crescita personale, e che non deve certo diventare un obbligo per le prostitute di accettare clienti che non vogliono accettare); mentre notizie di una prostituta che più che volentieri lavora coi disabili e che per questo la società le ha messo i bastoni fra le ruote le trovate in quest’altro post sempre del nostro Max.

Detto tutto questo, rimane ancora da trattare il nocciolo delle difficoltà di tipo sociale che un disabile può incontrare nel vissuto della propria sessualità, e che è presente anche all’interno di questo mio stesso scritto in alcune cose che ho dato per scontate: com’è che quando si parla del diritto di un disabile di vivere liberamente la propria sessualità ci si riferisce sempre alle seghe e alle puttane? (Passatemi i termini: è per dar forza al discorso!)
Com’è che un disabile deve avere tutta questa difficoltà a trovarsi normali partner come tutti gli altri?

L’approfondimento di questi concetti e una soluzione che condivido APPIENO li lascio ad Antonio Capoduro, un’altra meravigliosa persona scoperta su internet:
Antonio è un esperto di formazione a distanza (e-learning) sui temi dell’accessibilita’ e del Web ferventemente convinto che con la diffusione dell’informatica si possa e si debba migliorare la qualità della vita di tutti, e il cui principale obiettivo – come dice lui stesso – è la “diffusione della cultura del libero accesso alle informazioni con professionalità, con razionalità e un pizzico di ironia”.
Estremamente attivo come collaboratore di varie università e riviste, consulente informatico e tanto altro, è a tutti gli effetti una mente “sguinzagliata” e in piena attività al servizio di tutti noi.

In un suo eccellente articolo – di cui consiglio la lettura integrale – pubblicato sulla rivista Anthropos Magazine, Antonio scrive:

Quello della sessualità in generale, e dei disabili in particolare, è un argomento delicato che non si affronta volentieri. […] Premettendo dunque che è stato complicato documentarsi adeguatamente per scrivere del rapporto fra disabilità e sessualità, si può comunque affermare che dai documenti e dai siti internet visitati emerge che il disabile ha un’unica via per soddisfare il proprio bisogno sessuale: la masturbazione. […] i disabili sono considerati “diversi”: a loro le circostanze negano l’appagamento di un istinto al quale neppure gli animali si sottraggono. […] Se i film erotici sono spariti dal piccolo schermo, sono invece diventate numerose le offerte personali e di numeri a pagamento. E queste pratiche avvilenti ed antieconomiche sembrano essere l’unica alternativa all’amore impossibile del disabile.

Antonio è sua volta disabile, sa di cosa parla.
L’articolo così continua:

[…] A chi pensa che siano poche le alternative per i disabili e che in fondo sia inutile cercarle, sarebbe bello far sapere quanto invece tutto può diventare più facile (anche la disabilità) quando si ha la certezza di avere una persona accanto, con cui si condividono l’affetto, la tenerezza e l’amore. […] La sensazione di gioia che genera un gesto di affetto, o un atto sessuale completo, è grandissima ed è indispensabile all’equilibrio mentale. […] è pericoloso credere che la masturbazione o il sesso a pagamento siano l’unica alternativa.
[…] In Italia esistono alcuni centri di assistenza psicologica sessuale […] Non si arriva mai, però, a soddisfare fisicamente l’atto, perché l’atto sessuale viene considerato estraneo.
[…] In Europa, già a partire dai primi anni Ottanta, esistono organizzazioni che offrono servizi di questo genere […] perlopiù dislocate nei Paesi Bassi, in Germania e nei paesi scandinavi; l’offerta, per i disabili dei due sessi, compresi gli omosessuali, è di prestazioni sessuali e/o di “tenerezza”;
[…] Le problematiche poste da tali servizi sono molte e complesse, perché attengono da un lato al bisogno di espressione del potenziale sessuale delle persone con disabilità, dall’altro alla realtà densa e multifattoriale della sessualità, che chiama in causa non solo la pelle e i genitali, ma anche le emozioni, i sentimenti e le relazioni.
[…] Il lavoro più grande da parte degli operatori e degli psichiatri è portare queste persone a riconoscere i [propri] limiti e la [propria] personalità e stimolare verso una condizione sociale, economica e sessualmente sostenibile.

Eccola quindi la sola ed unica soluzione:

Per fare questo […] Occorre dare la possibilità ai disabili di essere autonomi, di poter sperimentare il mondo esterno e non solo quello della famiglia, delle comunità o delle cooperative. Soltanto in questo modo si può avere una maggiore partecipazione alla vita attiva e sperare quindi in un incontro che dia origine a un rapporto affettivo. […] è necessario creare le condizioni perché l’incontro avvenga. Occorre quindi togliere il disabile dall’isolamento, inserirlo nella vita sociale e non relegarlo in realtà “protette” ove la protezione impedisce di sperimentare. […] Ci vuole la partecipazione di tutti, maggiore sensibilità e attenzioni ma anche maggiore umiltà da parte dei disabili, che troppo spesso si riservano il ruolo delle vittime; questo atteggiamento li spinge a pensare che tutto sia loro dovuto. […] La fatica nel creare le relazioni accomuna disabili e non, e abbatte la barriera costruita dai pregiudizi. […] L’assistenza sessuale per i diversamente abili va affrontata perché al momento costituisce l’unica e utile risposta al bisogno di soddisfazione del piacere sessuale, è l’unica alternativa alla masturbazione. Questo, però, è solo il primo passo. Per superare davvero il problema della sessualità nei disabili occorre creare le condizioni per eliminare le barriere di pregiudizi e di paure: serve un’azione sociale che spinga le persone ad incontrarsi liberamente, senza timore d’essere giudicate in base alla differente abilità.

Voglio concludere il post con le stesse, semplici parole di Maximiliano:

non c’è nessuna differenza tra le nostre sessualità“.

sesso per la gioia dei disabili!!
se non ve ne foste accorti, la stechiometria della “reazione” presente nel disegnino è stata rispettata… 🙂

questo post nasce come critica a quest’altro post di Marco Caruso.

Caro Marco, questo è un commento di critica al tuo post ed alle tue posizioni nonché al tuo pensiero; l’ho suddiviso in 5 parti consequenziali:

PARTE 1: cosa c’è di sostanzioso nel tuo post

prendo nota dei seguenti fatti: il tuo post-critica attribuisce al Fatto le seguenti “mancanze” di fondo a riguardo dell’articolo su Letta:

  1. “menzogna” di Travaglio e compagni sull’originalità dell’articolo (infatti dell’indagine su Letta ne avevano già parlato su Repubblica);
  2. Travaglio e compagni sbeffeggiano Letta anche se dovrebbero trattarlo come presunto innocente in quanto soltanto indagato in primo grado di giudizio.

Per il resto il post è un concentrato di opinioni personali decisamente schierate – cosa legittima in quanto il blog è tuo ed è tuo il pensiero che deve rispecchiare –, scritte con una certa fluidità e dimestichezza nell’esprimere le proprie idee e da una persona non priva di conoscenze di cultura generale né stupida; e tuttavia l’alta criticità presente in tali opinioni non è supportata da nessun dato concreto che possa giustificare una condivisione di tali opinioni stesse da parte di un lettore sinceramente interessato a conoscere la verità e a non assumere per buono niente per partito preso,
pertanto mi dedicherò ad esaminare solamente ciò che si basa su un qualcosa di concreto, ossia i 2 punti elencati poco sopra.

Prima di tutto però scriverò una breve considerazione sul tuo ritenere Il Fatto un giornale “manettaro”.

PARTE 2: considerazioni sul ritenere Il Fatto un giornale “manettaro”
Tu consideri il Fatto Quotidiano come “una specie di gazzetta delle procure, tra le cui pagine a farla da padroni ci sono atti giudiziari, stralci di intercettazioni, notifiche d’indagini in corso e quante più informazioni i magistrati militanti riescono a passare sottobanco alla redazione”.
C’è da dire che quelli “manettari” non sono certo gli unici articoli che vi appaiono bensì nel complesso la minoranza di una totalità di articoli fra cui molti – interessanti e professionali – niente c’entrano con la giustizia, indi per cui il considerarlo manettaro in “termini assoluti” è quantomeno un atto di filtraggio della realtà; ed inoltre si può aggiungere che la comunque maggior concentrazione di articoli manettari – come li chiami te – rispetto ad altri giornali (per cui si può considerare un giornale “manettaro” in “termini relativi”, se ti pare) non è che un bene quando tali articoli riportano fatti effettivamente avvenuti informando correttamente i cittadini, dato l’alto livello di omertà di molti degli altri quotidiani nazionali a riguardo delle vicende giuridiche dei nostri leader dall’improbabile rigore morale.
Insomma come dice deso1977 qui… “se l’Italia non è abituata all’informazione e se gli scandali così tanti, la colpa non è del nuovo giornale”, in accordo con la risposta dell’editoriale del Fatto di oggi a questa accusa di “manettarità”: “noi siamo specializzati – con tutti i nostri limiti ed errori, come tutti i giornalisti del mondo – nelle notizie. […] quella su Letta e le altre che abbiamo già raccontato e racconteremo non sono frutto di una nostra particolare bravura. Ma della censura e dell’autocensura che regna nella gran parte della tv e della stampa italiane”.

Come m’ha detto il mio amico Lorenzo Bandieri per chat:

“sono d’accordo nel dire
che non è vero
che è un giornale manettaro,
io aggiungerei
che mi sembra che un po’ tutti i giornali
c’abbiano fatto un cazzo così
con la storia dei processi
di meredith kercher
amanda knox
alberto stasi
sempre processi erano
e c’hanno fatto du palle così.
se bisogna parlà di processi, allora preferisco
sentire parlare di processi di interesse
sociale”.

PARTE 3: il primo dei 2 concetti sostanziosi presenti nel tuo post è falso

Prendo nota del fatto che la prima delle 2 “mancanze” del Fatto Quotidiano che tu evidenzi a riguardo dell’articolo su Letta è efficacemente stata smontata da nick più sopra, e cito:

“Il Fatto NON intende dire che nessun giornale ne abbia mai parlato, ma dice che non è stato dato il giusto risalto alla notizia: infatti dice ad esempio che “La voce delle voci” ne ha parlato offrendo una “panoramica dell’indagine”. E cos’è questo se non un giornale? 🙂
Repubblica ne ha parlato di più?
L’articolo dice comunque che “nessun direttore ha pubblicato le intercettazioni che raccontano come le emergenze sono state usate per fare affari e favori”. Se puoi smentire questo dato bene; vuol dire che chi ha scritto l’articolo ha sbagliato.”

Indi per cui non è corretto criticare l’articolo su Letta per le sue affermazioni sulla sua originalità, e ripeto quel che ho scritto nel mio precedente commento, ossia che non vi è “nessuna vera contraddizione con ciò che è stato affermato dal Fatto se non piccoli appigli a cui afferrarsi se proprio si vuole criticare per partito preso”.

PARTE 4: valore relativo del Fatto Quotidiano rispetto agli altri giornali sulla base dell’offerta “d’informazione corretta”

a questo punto rimane un solo concetto di fondo contestabile in tutto il tuo post di critica al Fatto Quotidiano (in quanto l’unico rimasto basato su una critica sostanziosa e non vaga e senza fondamenti condivisibili come il resto dell’articolo), ossia quello per cui Letta dovrebbe essere trattato come presunto innocente e che Travaglio e company – non facendolo – non starebbero offrendo col loro giornale un’informazione corretta perché eccessivamente parziale, e vorrebbero “dare un’idea di colpevolezza fornendo tutte le prove del caso” e anche “dare al lettore un solo filtro per leggere una realtà che ha invece anche un’altra faccia”; e tu questo lo trovi scorretto.
E forse anch’io, ragioniamoci su.

Intanto ditemi quale giornale non lo fa e quale persona non lo fa.
i giornali pro-governo lo fanno continuamente per screditare la sinistra e far credere che tutto vada bene: si ha continuamente nei prodotti editoriali manipolazione dell’informazione. Berlusconi è demagogo fino al midollo, i suoi giornali e gran parte dell’informazione “ufficiale” di oggi fanno altrettanto.
Fa altrettanto addirittura Palazzo Chigi, che risponde al Fatto sul caso Letta in maniera vergognosamente parziale lasciando intendere il falso, e questo è stato addirittura dimostrato! (anch’io come alex considero ben peggiore questo rispetto all’impostazione dell’articolo su Letta.)
tu stesso lo fai continuamente, ogni volta che scrivi:
screditi Travaglio, Il Fatto, Gino Strada, screditi a testa bassa tutto quello che è in contrasto con la tua maniera di pensare: per quanto riguarda Il Fatto gli abbai contro un post di critica delle cui affermazioni solo una forse è condivisibile e potrebbe essere fondata, e ti dimentichi che quel giornale rifiuta sovvenzioni pubbliche, che rifiuta di scendere a compromessi su questioni che reputa “etiche” (e considera matrice della sua etica la Costituzione); dai di sinistroide a qualcuno dei redattori, li consideri prevedibili nel loro continuo riportare sentenze, ma non ti chiedi onestamente (ossia mettendo in dubbio anche il tuo stesso credo) se per caso molte volte non riportino anche la verità, cosa che giustificherebbe perfino la loro prevedibilità ai tuoi occhi.

a mio avviso, da quello che ho potuto capire leggendo un po’ del tuo blog, tu sei una persona con alcune capacità intellettive che parte dal presupposto che quello in cui crede sia fondamentalmente giusto, e di conseguenza utilizza le sue capacità oratorie ed intellettuali per diffonderlo e difenderlo dalle accuse e per attaccare gli avversari.
un pensiero come il tuo, per quanto ho potuto osservare sul tuo blog, è un pensiero forse abile, ma – e non leggervi offesa alcuna – di scarsa qualità: è di scarsa qualità un pensiero intento a confermare quello che già crede, allo stesso modo in cui è di scarsa qualità una ricerca scientifica in cui lo sperimentatore dà considerazione soltanto ai risultati che danno conferma alle sue previsioni.

a seguito di questa mia parentesi – condivisibile o meno – emerge un primo dato: se anche Il Fatto si stesse macchiando della colpa di non essere imparziale e di non favorire una corretta informazione, non lo starebbe facendo meno dei suoi stessi avversari: perciò la sua qualità di giornale forse ne perderebbe in “termini assoluti” ma non in “termini relativi” rispetto alla gran maggioranza delle altre testate editoriali, se non tutte; ne consegue che nella peggiore delle ipotesi, dal mio punto di vista, Il Fatto Quotidiano rimarrebbe comunque uno dei miglior quotidiani italiani oggi in circolazione, e mi azzarderei a dire il migliore se soltanto conoscessi a fondo anche gli altri.

PARTE 5: valore assoluto del Fatto Quotidiano sulla base dell’offerta “d’informazione corretta” e della sua presenza nel panorama giornalistico italiano

considerato che mi trovo in accordo con te sul fatto che un bravo giornalista è anche quello che riporta i fatti mantenendo una certa obiettività anche nel caso in cui fosse diffuso fra i suoi colleghi l’atteggiamento di manipolare l’informazione, mi chiedo una volta per tutte: Il Fatto Quotidiano è un buon giornale?
Ammetto che questo punto mi ha dato da pensare, e per questo ti devo ringraziare, Marco, in tutta sincerità. Una delle prime cose che mi è saltata alla mente cercando di rispondere a questo dilemma è che io tento di giustificare le MIE opinioni per partito preso esattamente come fai tu con le tue, in quanto ho effettivamente cercato di smontare le tue critiche e giustificare il Fatto Quotidiano per partito preso. com’era quel discorso sulla pagliuzza e sulla trave? mea culpa.

Allora ho cercato di liberarmi da ogni pregiudizio e mi son detto intanto che Il Fatto Quotidiano è senz’altro schierato, ovviamente, come è normale che sia e come va anche bene,e diffatti si definisce apertamente come testata di opposizione, contro Berlusconi, non a favore del PD, a favore della Costituzione. (Per quanto riguarda poi se definirlo di sinistra o meno, francamente non lo so e nemmeno me ne preoccupo: si dicono talmente tante fregnacce su sinistra e destra che io me le vorrei anche risparmiare.)

Detto questo arrivo al sodo: Travaglio (degli altri redattori non parlo perché non li conosco ancora bene, ma è un piacere iniziare a farlo) è vero che è spesso decisamente “critichino”, e tutto sommato succede anche che quando parla di indagini spesso si capisce subito da che parte stia pure se non ci sono ancora prove definitive a carico, e questo può effettivamente essere considerato un difetto. Nonostante questo però non considero sbagliata l’intenzione di riportare nel dettaglio quel che è successo nel caso in cui sia tutto VERO ciò che si riporta, come lo è quando si ha il supporto delle intercettazioni. Le prove e le intercettazioni stesse a mio avviso giustificano in gran parte il tono “critichino” di Travaglio e il non aver atteso gradi superiori di giudizio. Sul fatto poi che quel che si riporta dovrebbe essere anche COMPLETO, ossia comprendente anche la visione della difesa (caso questo in cui ad essa non è stato ancora dato modo di parlare), ti do ragione: credo che in questi casi, per quel poco che lo conosco (ma mi permetto di parlare perché “penso”, come dici te, e perché mi riservo di cambiare opinione nel caso in cui ne trovi una migliore), Travaglio possa commettere degli sbagli. E TUTTAVIA io voglio conoscere i FATTI che Travaglio riporta anche quando la difesa non ha ancora espresso nulla, perché può essere critico sapere ciò che è successo in tempi brevi da quando è successo (sarò io poi a valutare l’articolo e a informarmi meglio su internet se lo considero inadeguato o troppo di parte.. ma i fatti li voglio conoscere!), ed INOLTRE, considerati i dati alla mano di cui Travaglio dispone ogni volta che scrive, e considerato anche tutto il resto, lo apprezzo e lo approvo comunque moltissimo nonostante alcune sue – a mio avviso poche – pecche. Anche perché se sgarra, sgarra raramente. Senz’altro molto meno di quante ne azzecca.

Tralasciando Travaglio e considerando Il Fatto Quotidiano nella sua interezza, poi, è innegabile l’alta qualità di molti degli articoli, che riguardino vicende giudiziarie oppure no: poco importa che tu o altri non ne condividiate tutte le interpretazioni (nemmeno a me succede sempre, anzi c’ho sempre da ridire qualcosa su tutto), l’importante è che non sia un giornale bugiardo, che non abbia padroni o interessi che ne pilotino le notizie, e che affronti temi importanti. Io nel Fatto ci vedo tutto questo, nonostante almeno in parte si macchi della colpa di tutti i giornali, quella cioè di dipingere i propri nemici come “brutti”.

Un’ulteriore considerazione sul Fatto di primaria importanza: con Il Fatto Quotidiano una GROSSA fetta di italiani (fra cui molte persone intelligenti e oneste) sta vivendo dopo molti anni la piacevolissima sensazione di sentirsi finalmente rappresentati nel panorama dell’informazione di massa italiana, e queste persone potranno forse anche aver torto, ma nessuno in nessuna occasione può permettersi di negar loro questo diritto di poter leggere un giornale che amano e vederlo diffuso in tutta Italia.

Il Fatto Quotidiano, dato tutto quello che oggi rappresenta, è come tale un tassello importante della nostra speranza di Democrazia.

Ecco perché considero Il Fatto un buon giornale, che mi piaccia o meno.

Saluti,
Puggelli Sandro

oggi è uscito il primo numero de “Il Fatto Quotidiano“, nuovo quotidiano che esce dal martedì alla domenica, che rifiuta finanziamenti pubblici e dipende economicamente in toto dalle vendite ai lettori e dai proventi della pubblicità, che nessun telegiornale ne ha mai parlato, che annovera fra le sue penne 16 redattori fra i 30 e i 40 anni che rispondono ai nomi di Marco Travaglio, Oliviero Beha, Marco Lillo, Francesco Bonazzi, Wanda Marra, Gianni Barbaccetto, Massimo Fini, Peter Gomez e altri che comunque io sono ignorante e ne conosco pochi, che è disponibile anche in pdf, che si propone come pubblicazione libera da padroni di sorta e che ha fatto quasi il tutto esaurito alle 9.30 del mattino determinando per tal motivo la scelta da parte della redazione di pubblicare online gratuitamente il primo numero in via del tutto eccezionale.
io sono riuscito ad averne una copia, francamente mi è piaciuta e intendo seguitare a comprarne, se davvero il giornale si manterrà come hanno promesso.
io ne ho fiducia.

ho inviato anche una mail alla segreteria della redazione, eccola qua:

cari ragazzi del fatto quotidiano (vi fa piacere che vi ringiovanisca, eh? vecchi briganti! 😉 )

non ho mai scritto alla segreteria di un quotidiano e sono onorato di cominciare con voi.

oggi ho penato non poco per trovare una copia del vostro (nostro?) giornale in edicola… molto ingenuamente son uscito di casa alle 11.00 quando il quotidiano era esaurito già da un bel po’, quando, dopo aver girato con la mi’ ragazza per 4 o 5 edicole in modo vergognosamente infruttuoso, ho avuto quel che si suol dire un lampo di genio: i supermercati! quanta gente va nei supermercati a comprare i quotidiani?!! ci siam dunque fiondati nel supermercato con servizio vendita giornali più vicino e… la bellezza di 2 (due) copie del Fatto anno 1 numero 1 eran lì ad aspettarci!!
si compran tutte e 2 e ce ne torniamo a casa contenti per il nuovo giornale sotto braccio e per la bella idea avuta.. finalmente una storia a lieto fine!!! (ero già lì lì per brontolarvi via email!)

cari ragazzi del Fatto, vorrei lasciarvi qualche mio consiglio, se ve ne giovate:

– pubblicate più copie, please… ma parecchie di più, eh? francamente 3 sole copie per giornalaio mi sembran un po’ pochine..
..anche se è comprensibile che dobbiate andarci piano.
[infatti hanno in effetti dovuto cominciare con una bassa tiratura per non rischiare il flop economico. Le copie in tutta Italia erano 100.000 (con successiva ristampa e messa sul mercato di altre 50.000 nel solo territorio di Milano per sopperire in minima parte alla richiesta). Già domani, per il secondo numero, ne stamperanno 250.000: è prevedibile per il futuro una rapidissima impennata. NdA]

– scrivete la verità, sempre, in ogni direzione, senza nemmeno dovervi etichettare come “di opposizione” o “di governo”, di “destra” come “di sinistra”, “contro” o “a favore”: preoccupatevi solo di continuare a informare la gente con i fatti… siate davvero liberi!
è quello di cui c’è più bisogno oggi..!…

– consiglio di inserire una pagina di “buone notizie” o quantomeno di innovazioni e fatti positivi, chessò, per esempio le nuove invenzioni e idee in campo ecologico, per fare un esempio, o le proposte innovative dei cittadini in campo politico.. che ne so, forse è un discorso un po’ buonista… ma secondo me c’è la possibilità di farla diventare una cosa davvero interessante… in piena sincerità penso ci sia un DISPERATO bisogno di proposte in positivo… mi piacerebbe trovarle sul Fatto! 🙂

– c’è la possibilità di spedirvi qualche vignetta fatta da noi lettori con la speranza di vederla pubblicata sul fatto quotidiano? e altrettanto:

– pubblicate una volta al giorno o una volta ogni tanto un articolo scritto dai vostri lettori, ovviamente solo se di qualità (ma tra tutti noi lettori senz’altro qualcosa di vera qualità la si trova sempre!)… mi piace l’idea che tra di voi ci sia ogni giorno uno di noi…

– (ehm.. c’è la possibilità che per ogni vignetta e articolo pubblicato si percepisca qualche soldino?… scusate la venialità!!!)

… come minimo questi miei “consigli” li avete già pensati da voi e magari già scritti da qualche parte.. perdonate in tal caso questa mia lista e prendetela come una approvazione di quello che già vi state proponendo.

che dire ancora?
grazie!

davvero con affetto,
sandro puggelli.


… mi sono poi dimenticato di “consigliargli” di filtrare sempre con molta attenzione i prodotti e le cose che pubblicizzeranno sul loro giornale… mi pare una questione importante, no?

Ad ogni modo, detto tutto questo, aspetto che l’informazione pubblica adotti definitivamente (con le dovute eccezioni che ci vogliono sempre) un supporto digitale, perché, come dice Stefano nel 564° commento in questa pagina qua…:

Il cartaceo va abolito. La stampa costa, le poste sono inefficienti e il consumo di carta è dannoso per l’ambiente. Serve una completa riconversione al digitale, in abbonamento ma a bassissimo prezzo (es. 30 cent a copia/giorno). E, naturalmente, con supporto differente anche modalità di fruizione deve essere differente: articoli on-progress durante la giornata con contenuti multimediali. Insomma, un giornale online.

un giornale online con risposte e critiche online e smentita online degli articoli contenenti informazioni fasulle, e controsmentite online nel caso in cui ci si possa permettere di farlo, come se lo è potuto permettere il Fatto Quotidiano già dal primo numero, quando a seguito della pubblicazione di un articolo senza peli sulla lingua su di un Gianni Letta indagato per abuso d’ufficio, truffa e turbativa (nella totale ignoranza del popolo italiano in quanto nessun giornale ha mai passato tale notizia se non una volta in maniera assolutamente velata sulla Repubblica) un comunicato di Palazzo Chigi ha prontamente smentito che vi siano attualmente in corso indagini su Letta per poi essere controsmentito altrettanto rapidamente sul web dal Fatto Quotidiano con tanto di libera pubblicazione degli atti ufficiali.

quando finalmente la libera informazione raggiunge e supera in velocità la menzogna

dato questo

e questo

che ne dici di firmare qui?

questo post si basa completamente su fatti veri descritti da una persona vera che è stata lì veramente a prestare volontariato che non si è fermato al fare solamente 4 risate.
Questa persona (Nuvola o Federico) è un amico di cui mi fido ciecamente, quindi anche i fatti che riporta testimonio io stesso essere veri.

Ricordatevi che anche se non condivideste le opinioni di Nuvola, o le mie, e ne avreste tutto il diritto, dovreste comunque chiedervi se qualcosa di vero non lo stessimo raccontando: è importante riconoscere che anche non ci piace qualche volta l’azzecca.

1) parte del report di Nuvola il clown di ritorno per la prima volta dall’Abruzzo (a suo tempo questo frammento lo censurò, adesso l’ha pubblicato lui stesso qui. il resto del report invece lo trovate qui)

Vi racconto due o tre piccole storie che rendono bene l’idea dell’atteggiamento politico, l’ultimo giorno che ho lavorato a Piànola (un piccolo campo proprio sotto il Gran Sasso)è venuto in visita Berlusconi, appena siamo arrivati al mattino il campo era blindato, pieno di polizia e forze dell’ordine ma fino a qui tutto normale, alcune persone anziane e meno che vivono in quel campo la mattina vanno con la macchina a dare da mangiare agli animali rimasti nelle stalle tipo mucche, maiali, galline etc. e poi tornano prima di pranzo, quella mattina quando sono tornate hanno trovato il campo sbarrato, divieto di accesso alle macchine e un chilometro a piedi perché veniva Berlusconi (tanto il terremoto non gli bastava), poi appena si entrava nel campo avevano messo tre o quattro pancali di frutta e verdura (mele, patate, arance) in bella mostra, vi assicuro che l’unica cosa che non manca mai è il cibo e che normalmente sta nelle tende magazzino ma siccome veniva lui….tutto fuori per le telecamere e poi appena riparte tutto dentro i magazzini di nuovo, m’è parso di essere dentro uno dei filmati dell’istituto luce quando si vede Mussolini a giro per il paese o quando andava a mietere il grano. Inoltre la grande idea di Silviuccio è stata quella di arrivare all’ora di pranzo (quando il pranzo era già stato consegnato alla metà degli abitanti del campo) e di fare la conferenza stampa nella tenda refettorio passando vicino alle file per il pasto per cui chi lo aveva avuto bene e gli altri……interruzione della distribuzione per una mezz’ora (tanto non hanno da fare altro tutto il giorno). Fatta la conferenza ha preso in braccio una bimba, salutato un clown e poi è ripartito….che bello eh? Per non parlare degli aiuti umanitari, potremmo farci un bestiario, sono arrivate scarpe nuove col tacco del 12 (ideali per una campo di tende con la ghiaia a terra e il fango), è arrivato un pancale di scatolette senza etichetta né data di scadenza per cui faranno il toto-scatoletta, apri e non sai che ti tocca e poi annusi sperando che non sia andato a male, l’arma dei carabinieri ha mandato come aiuto ai terremotati quattro scatoloni di mouse (senza computer beninteso) per cui adesso volendo ognuno ha un mouse, basta che compri un gatto ed è a posto per il cibo (e poi si lamentano delle barzellette), sono arrivate sponde copriletto per gli anziani allettati (solo che là non ci sono più i letti ma le brande e le sponde ovviamente non ci stanno). Ovviamente le telecamere riprendono solo quello che vogliono e assistiamo a scene orribili come giornalisti che dicono :”Ci serve una mamma con bambino per l’intervista chi c’è?” nessuno risponde e allora aggiungono indicando due persone a caso:”Tu fai la mamma, tu il bambino” oppure dialoghi tra giornalisti e terremotati tipo:”Scusi può rimettersi la maglietta di ieri che dobbiamo rifare la scena perché non è venuta bene?” oppure tu sei vestito da clown che passeggi dopo una giornata di lavoro e senti alle tue spalle un rumore, ti giri e c’è una fotografa che ti sta fotografando….così……inutilmente e allora da bravo clown (che risponde sempre in maniera comica e mai offensiva pur dicendo tutto ciò che pensa) gli urlo:”vuole che mi sdraio su quel mucchio di macerie? Secondo me clown e macerie sono una bella foto” lei se ne va col capo
basso.

Nuvola

2) frammento del report di Nuvola il clown di ritorno per la seconda volta dall’Abruzzo (il report per intero lo trovate qui)

adesso il lavoro è molto cambiato, i clown cercano di far rientrare le persone nelle case che sono agibili poiché loro non si fidano, hanno paura e non vogliono dormirci, tra qualche giorno rientreranno nelle tende tutte le persone che erano sulla costa negli alberghi e qualcuno sarà forzato al rientro, sarebbe molto bello poterli aiutare in questo. La situazione delle casette in legno è orribile poiché lo stato ancora non fa niente e loro se le stanno costruendo a spese loro, una casetta di legno costa 40.000 euro, un container 6.500 euro e chi non ha soldi si attacca per adesso, quando arriverà settembre ci saranno tante persone a tremare nelle tende e con loro anche gli anziani e anche quelli allettati, inoltre a 100 metri da Coppito faranno il G8 e tante case là sono agibili, le persone stranamente vorrebbero rientrare ma siccome è zona rossa per sicurezza stanno ritardando la cosa e potranno rientrare solo a G8 finito, non dicono questo ovviamente, dicono dobbiamo ancora fare verifiche ma se una casa è agibile ormai lo rimane per cui l’unica spiegazione è quella del G8, tutti lo sanno ma nessuno lo dice ufficialmente (tra l’altro hanno fatto una specie di legge per cui durante il G8 saranno tolti dai campi il vino, il caffè e la cioccolata per i bimbi poiché dicono che queste sostanze eccitano le persone e poi per non eccitarle troppo stanno costruendo un albergo per ospitare il G8 perché loro non possono stare nelle tende, fanno un albergo che costa miliardi, paghiamo le spese del G8 organizzato prima e oramai cambiato e loro si devono comprare i container e le casette di legno, bello vero?)

3) botta e risposta fra me e Nuvola:

Io: queste sono 2 lettere dall’abruzzo [la prima e la seconda]… sono tutte vere le cose che dicono? anche quelle sul tenere prigioniera un’intera città?

Nuvola: purtroppo si sono vere, ma c’è anche di peggio, questo che dicono è niente in confronto all’aria che si respira, al campo di piazza d’armi sono stipate circa 5000 persone che vivono con le ronde armate notte e giorno dello stato per controllare che tutto vada bene, e infatti è l’unico campo dove sono successi due stupri di ragazzine di 16/17 anni e tre o quattro accoltellamenti, ovviamente i responsabili non sono stati trovati, se ti racconto tutto vomiti, lasciamo perdere.

il discorso che mi avrebbe fatto vomitare poi Nuvola me lo ha scritto davvero, ma siccome le cose si fanno serie e ci andrebbero di mezzo anche delle brave persone, abbiamo deciso di non pubblicarlo.


per leggere altre critiche a politica e governo all’interno del mio blog vai qui

per altre informazioni sulle bugie e la cattiva politica nei confronti dei terremotati dell’abruzzo leggi l’ottimo post dell’ottimo Titolando, oppure, sempre del medesimo autore, una raccolta di fatti e link sulla verità abruzzese, fra cui non posso non evidenziare un sito gestito dai diretti interessati con una raffica di collegamenti a altri siti e blog di loro compaesani… meglio di così…

Parto dicendo che non apprezzo gli insulti a tutti i costi al governo, a berlusconi, alle istituzioni, né apprezzo il continuo catastrofismo economico, il calcare sempre e solo la mano su ciò che non va: questo non certo perché creda che le cose vadano bene (con le dovute eccezioni), ma perché temo che fondamentalmente questi atteggiamenti di scontro a tutti i costi rafforzino i sostenitori del governo a trincerarsi sempre di più nella propria posizione, anche quando sarebbe meglio si ponessero qualche dubbio e cambiassero – almeno su alcune questioni – parte.

Invece bisogna portare solide argomentazioni edificate con spirito costruttivo e con la consapevolezza che suoniamo tutti nella stessa banda, e se qualcuno alle volte dissona, magari è perché ogni tanto bisogna anche suonare il jazz.

Ad ogni modo pur se non mi piacciono le critiche fatte solo “per moda”, disprezzo ancora di più il continuo indorare la pillola, lo stare sempre dalla parte del governo, di berlusconi, delle istituzioni, e mi deludono coloro che infastiditi dai continui brontolii degli “antiberlusconisti a tutti i costi” non si chiedono se magari non ci sia qualcosa di vero in quello che “gli avversari” (che triste chiamarli così) dicono – a prescindere dal grado di consapevolezza con cui lo sostengono -, almeno una volta ogni tanto.
Ma come perlopiù manca da una parte, la consapevolezza manca anche dall’altra.

Con questo voglio inaugurare una serie di post di critica dell’operato del governo attuale e di questioni ad esso correlate. Utilizzerò questo singolo post come premessa e indice continuamente aggiornato dei vari post che via via andrò stilando.

Vorrei soltanto che chi è sempre a favore incondizionato dell’attuale governo (ma non solo) ci ripensasse sinceramente e poi scegliesse di credere in quello che vuole lui, anche confermando la propria idea nel caso, ma valutando le cose volta per volta senza essere condizionato dal pensiero dei propri cari al proprio fianco: cosa senz’altro impossibile e peraltro forse sbagliata da portare all’estremo, però in certa misura attuabile e giusta.

Indice dei post (in continuo aggiornamento):

la gestione dei terremotati abruzzesi raccontata da un clown che c’è stato

critiche sulla politica ed elogio della Politica vera

con quanta consapevolezza scegli per chi votare? (e seguito del discorso)

Il Fatto Quotidiano diffonde la notizia dell’indagine su Gianni Letta per abuso d’ufficio, truffa e turbativa, e sbugiarda Palazzo Chigi (altrimenti è anche presente inoltre un post argomentativo circa Il Fatto Quotidiano stesso in rapporto agli altri giornali italiani)

1) prima c’era D’Alia.

2) ma ora D’Alia parrebbe fermato.

3) adesso c’è una legge forse peggiore.

4) io ho deciso di firmare

5) il seguito di questo post (sempre sulla legge intercettazioni-rettifica)

come ormai è mia consuetudine fare, userò facebook per riportare alcuni pensieri qui sul blog,
facebook che, ricordiamolo, ha i grandi meriti di favorire interconnessioni fra le persone – essendo un social network – e di ospitarne effettivamente
tante, di persone…
ma anche l’enorme demerito di essere un social network “chiuso”, in cui tutto – comprese tutte le cose a cui tenete di più – è proprietà privata dei proprietari dell’azienda (bill gates per es. pare sia il proprietario di un 5% di FB), forse in parte compresi i diritti degli individui.
in attesa della morte di facebook in favore di un social network di massa più aperto, possiamo comunque di buon grado utilizzarlo per le sue buone qualità, per esempio sfruttandolo come spunto per i miei
post (questa volta non ho copiato pari pari dalla discussione, ho apportato delle aggiunte al mio discorso):



Vito Roccia la moda è il frutto dell’ ignoranza, grazie alla quale l’ individuo cessa di pensare con la propria testa per aggrapparsi a ideali forti e affascinanti, con la speranza di sentirsi parte di qualcosa di grande e acquisire così sicurezza, ma rinunciando alla propria individualità, che a mio avviso, insieme alla capacità di dare amore e la libertà di pensiero, la cosa più preziosa che l’ essere umano possiede.

 
A Morgan Shazz piace questo elemento.
Sandro Puggelli alle 12.27 del 02 giugno
“moda” però è solo una parola,
bisogna mettersi d’accordo su cosa significa.
tutti i miei discorsi sulle mode sono una provocazione per cercare di sviluppare coscienza critica in me e in chi li legge, e si basano tutti su un fatto vero:
molte volte siamo dei pecoroni che seguono mode che se sapessero davvero che cosa significano non le seguirebbero affatto.
è questo quello che credo tu intenda per “moda”, e lo condivido.
Fabio Volo con una telefonata ad uno che gli aveva scritto dandogli del “comunista” mostra molto bene questo fenomeno per cui qualcosa diventa di moda (come per es. dare del comunista, o del fascista, a chi non la pensa come te) e l’importanza del senso critico:

in questo senso “seguire le mode” si rifà a una mentalità approssimativa, quella per cui qualcuno fa qualcosa attorno a te – che non importa che sia così ganzo basta che provenga dall’ambiente a cui tu attribuisci l’autorità di insegnarti come si vive – e tu cominci a rifarlo per sentirti parte del mondo, il tuo mondo.
per saper vivere bene insomma.

però bisogna stare attenti
questo meccanismo non è sbagliato a priori.. io non vorrei banalizzare il problema… “moda” è la parola che ho usato per esprimere l’aspetto negativo di un qualcosa di naturale, e che ci deve essere e che è indispensabile per imparare a vivere,
questo qualcosa di naturale si chiama “apprendimento” e di fatto si basa almeno in gran parte niente meno che sul copiare le cose che vedi: ci sono proprio dei neuroni particolari che si chiamano neuroni a specchio che hanno il compito di fare questo, anche se non so se tale meccanismo si esaurisce con essi.

è un meccanismo grandioso, che permette a un bambino appena nato di apprendere tutto quello che te sai fare oggi

questo apprendimento è un qualcosa che va al di là delle parole “individualità” e “moda”: è un metterci in relazione col mondo in 2 sensi: dal mondo verso di noi e da noi verso di lui, sfumando nettamente il limite nel mezzo.
è alla fine semplicemente un fenomeno che ci unisce alla nostra più profonda realtà dell’essere una cosa sola con le cose che ci stanno intorno:
quello per cui rielaboriamo gli “imput” che provengono dal mondo ed esterniamo “output” in seguito alla nostra particolare rielaborazione delle cose, e magari all’aggiunta di qualcosa di completamente nostro.

ciò che intendo per “moda” è l’aspetto negativo di questa cosa meravigliosa, quello che si ha quando manca la criticità

ma moda per qualcuno è una cosa meravigliosa, è arte
io non sono contro quel genere di moda, quell’arte…
andare contro la moda a tutti i costi è da “fricchettoni”, da “quelli che non hanno schemi”
da persone insomma perfettamente inquadrabili nello schema di chi rifiuta gli schemi, in etichette.

invece il discorso è più fine, più sottile

lasciamo perdere di voler essere originali per forza
io sono contro la mancanza di critica nei confronti dei propri valori
nei confronti anche della cosiddetta moda,
ma non in sé e per sé contro la moda.

e anche cosa voglia dire essere critici non è una barzelletta
non vuol dire essere dubbiosi di tutto,
“criticare tutto”, cercare sempre il pelo nell’uovo,
vivere con l’ansia di sapere se quello che si fa è giusto o sbagliato…
è forse piuttosto il chiedersi cosa di una certa esperienza faccia per noi,
qual è l’aspetto di quella cosa comune che meglio si sposa con la nostra individualità

ecco, l’integrazione fra questa “individualità” del libero pensiero e questa “collettività” delle mode è la cosa da ricercare, secondo me.

bisogna far sposare al meglio le 2 cose, senza che vi sia né l’alternativismo a tutti i costi né la pelandronaggine del seguire le mode

è una questione di stile
bisogna avere un certo stile
verso la vita

è lo stile


questo è il video di “Quando è moda è moda” più gettonato su YouTube, ieri avevo pubblicato l’altra versione.

a proposito di questa canzone e del suo autore ho trovato nella rete una lettera molto interessante scritta da Majid Valcarenghi al suo amico Giorgio Gaber: “Siamo tutti polli di allevamento

voglio citare questo pezzo:

[…] Certo, quella sera tu mi hai detto: la moda consuma, trasforma. E io aggiungo deforma, trasfigura, corrode, mangia vivo come il cancro…
Ma non mi hai detto che dietro la moda ci sono i bisogni su cui la moda s’innesta,
si attacca, cresce e si moltiplica. Se non ci fossero i bisogni reali, non avrebbe probabilmente vita facile la moda.
Per i jeans il bisogno reale era un modo più comodo e sportivo di vestirsi per sostituire la giacca e la piega. Su questo bisogno reale industria, pubblicità, mass media hanno fatto sì che un prodotto povero per chi aveva pochi soldi, assumesse l’immagine di una scelta chic fino a far diventare di moda sembrare poveri e trasandati. Ma è certo che I’uso che noi abbiamo fatto dei jeans è diverso da chi è stato spinto dalla moda. Una riprova quindi del nostro “Non importa cosa ma importa come”.
Così quando dici “non sono più compagno” io ho sentito un’emozione fortissima perché anch’io tante volte ho sentito usare “alla moda” il termine compagno, usato come un titolo onorifico non diverso dall’Ing. o dal Rag. Tibiletti. Questo è il compagno Tibiletti. Mi veniva da dire scusa, compagno di chi? NelIe nuove generazioni affibbiare il titolo di compagno al primo che incontri è normale come dare del fascista o del qualunquista a chi rifiuta questa moda oscena. Perché è chiaro: o uno è compagno o fascista, o qualunquista. Non si scappa. E invece tu scappi e io scappo. […]

e anch’io scappo.

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Questo sito in perenne modifica si propone di fare e dire tante cose e quindi si suppone che tante volte sbaglierà. La creatività presuppone la libertà di fallire, il cambiamento sociale anche. Un richiamo a questo concetto (e a molti altri) si trova anche in questo bel video qua! Permettersi di fare errori è forse il miglior modo per correggerli. Dato poi che di errori ne faccio tanti e che il mio pensiero è perennemente in evoluzione, non è difficile che al termine di un mio post possiate incontrare un aggiornamento scritto in rosso. Siete caldissimamente invitati a esporre critiche dubbi consensi e quant'altro di civilmente espresso al fine di contribuire all'aggiornamento e al perfezionamento dei miei pensieri! GRAZIE!!!

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