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PREOCCUPATISSIMO per le riforme costituzionali e sulla libertà in internet che questa destra SCELLERATA vuole fare, DISGUSTATO dalla tiepidezza con cui il PD fa opposizione, FRASTORNATO dalla gente che ignora o addirittura appoggia ciò che così chiaramente è marcio, DECISO a cambiare il nostro tipo di gestione del potere con uno più condiviso che passi dalla CONSAPEVOLEZZA delle persone comuni e dalla loro CAPACITÀ CRITICA, che è esattamente ciò che non si insegna a scuola.

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È come se ci fossero 2 strade che la mia consapevolezza può intraprendere… che la mia concezione di me può intraprendere.
Anzi ci sono molte, moltissime strade.
E in base a quale è quella percorsa io mi percepisco diversamente e mi si prospettano dinnanzi possibilità del tutto diverse, ed io, io stesso sono diverso ed ho capacità completamente diverse.
Ed è così che la mia mente fissa i miei limiti, le mie sensazioni, le mie possibilità.
È come se ciò che sono fosse tremendamente legato a ciò che io immagino, alla mia immaginazione.

i miei primi 2 tours

Cosa compicciare con la mia vita, se dentro ho delle idee e dei desideri che ancora non sono riuscito a identificare chiaramente?

In queste condizioni la cosa più difficile – o comunque una di quelle che blocca più persone – è il partire: aspetti il momento giusto, di avere chiaro dove vuoi andare a parare, così da non commettere grossolani errori che poi ti saranno apportatori di numerose critiche da parte di coloro che vedono le cose sotto punti di vista diversi dai tuoi, tanto più aspre quanto più stravagante ai loro occhi ciò che vuoi costruire, e quanto più importante per loro l’argomento cui si riferisce.

Ma se continui con queste preoccupazioni con ogni probabilità non partirai mai: è molto difficile, se non impossibile, arrivare a formulare un qualcosa di completo senza ricevere i necessari complementi e idee dal mondo “pratico”. Come dire che “buttarsi” nell’azzardo di un pensiero non ancora ben formato è un ottimo modo per formarlo appieno. È questo più o meno quello che intendevo nel mio 2° post quando scrivevo della necessità di partire da qualche parte, aborrendo la perfezione e permettendomi di fare errori: li avrei corretti poi durante il percorso.

D’altra parte – specie per questioni importanti e che implicano una certa responsabilità – non puoi neppure partire “alla caciarona” rischiando di distruggere cose di riguardo in nome di un’idea sbagliata o di un desiderio che non nutrirai il mese seguente.

Scegliere il momento giusto in cui partire non è sempre facile, e lo si azzecca soltanto indovinando la corretta sintesi fra il disegno di ciò che già sei riuscito a renderti chiaro e l’azzardo di sperimentarlo anzitempo integrandolo così nel mondo.

Io sono sempre stato una persona maturante dentro una gran matassa di cose risultanti a volte interessanti per qualcuno e vacue infantilità per altri.

Tutt’ora non ho ben capito cosa compicciare nella mia vita: dire “farò il medico” non mi è sufficiente né dal punto di vista dell’onestà intellettuale né da quello della gratificazione, come non mi basta qualunque altra strada preformata che io conosca.

Così da sempre so con chiarezza che voglio buttare nel gran calderone delle mia attività tutte le cose che mi piace fare: disegnare, scrivere qualche canzone, scrivere qualche poesia, qualche libro, filosofeggiare sulle cose e sulla scienza, giocare, ridere e scherzare, dedicarmi alla ricerca di una soluzione ai problemi del mondo, fare figli e crescerli con una compagna, vivere in compagnia di buoni amici con cui dedicarmi intensamente a un sogno, crearmi un ambiente favoloso attorno a me che comprenda uno splendido rapporto con la natura, informarmi e crescere in cultura, dedicarmi alla ricerca scientifica e fare importanti scoperte e tutto quello che dimentico, e quello che non c’è verso scrivere.

Ovviamente da sempre mi hanno insegnato che non va bene fare così ed è meglio fare bene una cosa sola che farne tante male, ma io non sono del tutto d’accordo, anche a causa dell’essermi chiesto “ma chi li mette i limiti che stabiliscono che una cosa è una cosa sola, a sé stante, mentre un’altra cosa è in realtà un’insieme di cose?”, così mi sono risposto che l’integrazione olistica di tutte le cose che mi interessano è la sola cosa alla quale ho deciso di dedicarmi, e ho deciso di farlo bene.

Ad ogni modo ho trovato quello che credo un buon modo per partire e sbloccarmi senza dover per forza attendere una “ondata di cristallizzazione”**, che oltre ad essere per me molto divertente rende il momento giusto di partire sempre e solo l’adesso.

Ho deciso di incominciare una specie di Tour in giro per il mondo per cercare quelle realtà che compongono alcuni frammenti della realtà che voglio creare io, e per cercare le persone in sintonia coi miei stessi desideri.

Ho già in mente 2 viaggi: il primo nel mondo di ecovillaggi, paesini ed ecologico, il secondo in quello della Sanità… sono 2 cose che comunque so appartenere con molta probabilità al mio futuro, quindi vale la pena partire con esse.

Spiegherò meglio in altri post cosa ne farò, e si vedrà col tempo che succederà!

Fin da ora sia chiaro che chiunque voglia condividere con me qualsivoglia tappa dei miei tour, o darmi idee ecc. ecc. è ben accetto!

Via via che il tour andrà avanti delineerò le caratteristiche del mio vivere ideale e le maniere per realizzarlo, e le persone con cui farlo.

Ma queste cose si vedranno più in là,
non c’è fretta.

* questo titolo l’ho ripreso da un motto della Fraternità di Romena

** “ondata di cristallizzazione” è un concetto che riprendo da Pirsig, e più o meno vuol dire il formarsi automatico e istantaneo di un’intera matassa di pensieri a partire da dei frammenti spersi qua e là nella propria testa, quasi come una sorta di illuminazione..

in attesa di un'ondata di cristallizzazione

sono in un periodo di stallo, c’è qualcosa che mi si sta cristallizzando dentro – spero una buona idea e non la gotta – e penso a tante cose contemporaneamente che non riesco a tenerle tutte a mente… uso carta e penna per vedere se mi riesce di buttarle tutte lì, davanti a me, e poterle associare fra loro dandogli una buona forma, e qualche volta mi sembra che questa forma la prendano, e un frammento del quadro mostra le proprie fattezze… ma poi basta che i pensieri vadano poco oltre che d’un botto perdo tutto l’arazzo… per ora niente, o poco più… si accumulano i quaderni, i fogliolini, langue il blog… mi si affolla la mente e a volte mi sale l’ansia per l’impossibilità di vedere ancora un disegno completo e coerente di ciò che penso, così ce l’ho con me stesso e le mie limitate capacità, e mi piglia un po’ male…

ma non ho abbandonato il forum, sto solo cercando di far convergere fra loro i miei vari progetti e idee per vedere se c’è verso di seguirli tutti in un unico insieme coerente… e ben fatto

cmq il forum è sempre attivo (come il cervello quando dorme)! postate qualcosa e state sicuri che commenterò, anzi magari mi dareste il via per postare qualcosa anch’io…

Circa un anno fa io, Maria la mia ragazza e Serena una nostra amica, desiderosi di costruire il nostro ambiente di lavoro e di vita ideale – fra cui il nostro ospedale ideale – ci invischiammo in un bislacco progetto per conoscere meglio come gli ospedali fossero organizzati.

Dopo una serie di “peripezie” contattammo la Direzione Sanitaria dell’Ospedale di Ponte a Niccheri a Firenze e organizzammo una specie di tour in giro per l’ospedale con il buon vecchio Fabrizio Gemmi, gentile Direttore Sanitario del medesimo ospedale, che intanto ci spiegava come funziona il suo ospedale. (quante volte ho ripetuto ‘ospedale’ qui!)

Alla fine di quei giorni in cui ci venne insegnato come funziona un “ospedale attuale”, presentammo alla Direzione Sanitaria la nostra idea di “ospedale ideale” sottoforma di un fascicolino che ora posto qui all’attenzione di tutti.

Lo lascio invariato rispetto all’anno scorso, anche se nel frattempo le cervella non sono andate in pensione e qualcosa da aggiungere e da ritoccare l’avrebbero anche partorito.
Ma mi pare già così un ottimo punto di inizio! 😀

nel caso in cui non riusciste a vedere il fascicolo qui sopra pubblicato con scribd, lo potete trovare anche qui: fascicolo per il nostro ospedale ideale

Infine, puoi commentare questo fascicolo e dare dritte sul tuo ospedale ideale anche qui nel forum oltre che qui sul blog: fai te!

riporto una critica all’idea che lanciavo qui da parte di un mio carissimo amico (e proprio per questo gli rispondo in modo colorito),
la posto perché è una critica giustissima che credo che molti condividano, e mi dà la possibilità di rispondere:

per quello che riguarda il forum ti dico che c’ho capito poco, ossia a me lo sai mi piace di più fare che parlare per cui tu segui il forum, […] poi se hai idee fammele sapere, comunque se ci sono dei ragazzi giovani che affrontano temi importanti come quelli del mondo ideale male non fa, secondo me serve a poco ma meglio farlo che no.

macché, non c’hai capito un cazzo!
non è per parlare ma per fare
intendo creare 2 sezioni distinte: una è quella in dove come dici te si chiacchiera, e sì serve ma serve a poco
la seconda è quella in cui oltre a manifestare quello che si desidera ci si scrive anche delle chiare strategie per ottenerlo, e poi si fanno (per fare un esempio, quello della maglietta contro il razzismo ne è uno)… la speranza è che così si possano incontrare tante persone con desideri simili e con cui FARE
è uno strumento per fare

nonostante non tu debba certo per forza dedicartici anche te cerco di farti capire meglio
wikipedia te lo sai cos’è no? come la consideri? fare o parlare? per me in questo caso è le 2 cose insieme: infatti creare un’enciclopedia libera, più grande e in alcuni casi + approfondita della treccani (è il nome di un’enciclopedia famosa se non tu lo sapessi, non sono Fufi, Rocky e Ringo!), con un livello di accuratezza in genere pari a una normale enciclopedia e senz’altro molto più aggiornata, e quindi diffondere cultura e conoscenze è un esempio bello di come internet possa far sì che la gente si organizzi e sviluppi “prodotti” di pari livello o anche superiori a quelli delle più grandi industrie del settore (attenzione non dico poche persone che dall’alto scrivono un’enciclopedia per tutti gli altri (senza niente voler togliere a questa cosa comunque meravigliosa): dico la massa stessa che si autoorganizza e crea un prodotto per sé stessa!)

ora te cerca di capire bene quello che voglio fare io, perché secondo me non hai capito una mazza se mi rispondi “parlare”
cerca di comportarti in maniera intelligente per una volta – dico: sforzatici! -: non ho assolutamente idea di come fare ma una delle cose che ho in mente è questa: prova a immaginare intere popolazioni che si autoorganizzano direttamente senza più bisogno di intermediari… perlomeno non ai livelli dei giorni nostri, senza cioè un manipolo di pochi potenti (per carità spero ci siano le eccezioni!) che vivono in maniera completamente distinta dal popolo, che non sanno neppure vagamente che cosa vuol dire essere “popolo”, che nel peggiore dei casi si approfittano e si incollano alle proprie poltrone… bene uno degli obiettivi è rendere il potere del popolo maggiore,
cioè far sì che le genti NORMALI abbiano maggiore influenza sulla società (no, non mi dire che oggi ce n’hanno tanta.. in certi casi sì ma ti faccio un esempio: quando l’America fece guerra all’Afganistan non considerò minimamente l’opinione pubblica mondiale… ma nemmeno degli Americani! quando scoppiò la guerra la > parte degli americani era contraria! tuttavia bush la fece iniziare lo stesso! poi l’opinione pubblica – che è scivolosa come una saponetta – ebbe modo col tempo di cambiare direzione più di una volta, ma il punto è: come si permise di dichiarare guerra a un altro paese senza che il proprio popolo fosse d’accordo? ma funziona per davvero questa democrazia o ha bisogno quantomeno di migliorie?… ma a te sembra normale che un governo faccia qualcosa nonostante il proprio popolo non voglia?
pensaci, ma te lo chiedo di nuovo: pensaci davvero, anche nel caso lo sapessi di già, pensaci di nuovo una volta, perché io questa non me la spiego, perché a me sembra davvero TANTO grave… cioè, mi lascia impotente, esterefatto, allibito…

mi pare incredibile che chi ci governa faccia dichiarazioni come questa senza scatenare una insurrezione popolare,
ma viviamo nel paese delle paperelle?

e sia chiaro non me ne sbatte il cazzo di prendere le difese della sinistra, per favore per una volta cerchiamo di accantonare queste cazzate di destra e sinistra, ok?
posso perlomeno non condividere la violenza come mezzo per far valere le proprie idee? (fossero anche giuste, cribbio!)

questa cosa è da cambiare
non importa se è utopico, se non so come fare: c’è da cominciare
internet è in grado di fornire gli strumenti per espandere informazione ma soprattutto per organizzarsi…
un po’ alla volta sto cercando di creare un sistema che un giorno diventi parte fondante del governo di un popolo, che un domani sia talmente tanto ben fatto che le persone lo utilizzeranno per autoamministrarsi…
ti immagini se tutti (o quasi) gli uomini e le donne del mondo si potessero organizzare in un sistema che nascesse dai loro desideri?
una delle sfide più grosse è far convivere fra loro idee contrastanti
un’altra è quella di diffondere capillarmente una corretta e libera informazione per rendere le persone in grado di scegliere con più coscienza e consapevolezza
è già possibile cominciare a discuterne e tentarvi soluzioni

ti è mai capitato di pensare “vorrei che il mondo fosse così”, “vorrei che i miei vicini avessero tutti i giorni da mangiare”, vorrei che le ricchezze fossero distribuite meglio ecc.?
sto cercando di cambiare queste cose non solo nel piccolo ma anche nel grande, in quanto le 2 cose non sono separate e vanno portate avanti tutte e 2… sto cercando persone con gli stessi obiettivi e idee geniali con cui attuare dei piani semplici e funzionanti
non voglio “parlare”

non so se puoi capire
certo non voglio obbligarti a farne parte
cerca di capire solo che sto cercando un modo di cambiare le cose in grande
e proprio perché sono solo un bischero sto cercando aiuto su internet: “oh tutti voi che vi rendete conto di quanto siano ridicoli i miei mezzi e di quanto sciocca la metà delle cose che dico: se pure però sognate anche voi un mondo in cui finalmente vigano PACE, GIUSTIZIA, anche tutte le CAZZATE che volete, QUELLO CHE VI PARE, ma non PERSONE CHE CON PIU’ FACILITA’ DEGLI ALTRI POSSANO RAGGIUNGERE I BENI ESSENZIALI, ma non INTOLLERANZA, ma non RAZZISMO né PREGIUDIZI né POVERTA’ né NOIA, né QUEL CHE VI PARE allora aiutatemi a raddrizzare le cose che fo storte e a cercare i mezzi giusti per creare un mondo migliore”

come dire: “dato che sono sinceramente interessato a crearlo non limitatevi a dirmi che sto usando i mezzi sbagliati, aiutatemi a trovarli giusti”

aggiornamento (10/04/2009): a qualche giorno di distanza, come è giusto che sia, ho evoluto il mio pensiero e ci tengo a rafforzare che non penso ci sia una reale distinzione tra parlare e fare, perché le 2 cose si trovano congiunte nelle persone che hanno un atteggiamento propositivo. Cambio così idea dicendo che la sezione in cui si chiacchiera non solo serve ma serve anche a tanto se si discute sul proprio mondo ideale: se tutti lo facessimo regolarmente con spirito costruttivo questo mondo sarebbe MOLTO più colorito di quello di oggi. La separazione fra parola e azione diventa una chiavica in coloro i quali non hanno il cervello scollegato dal corpo.

chiedo poi scusa a tutti coloro ai quali abbia dato fastidio il tono un po’ acceso del mio post, spero non me ne vogliano e che comprendano le sensazioni che provavo. spero inoltre che possano leggere oltre quello che ha dato loro fastidio e carpirne i contenuti.

invito infine tutti quelli che non si trovano d’accordo con quello che quivi sostengo a manifestare il proprio dissenso e a argomentare le proprie considerazioni. ogni commento è sinceramente il benvenuto. 🙂

progettando il mondo

ho una proposta ditemi se vi garba e se pensate sensato dedicarle tempo

pensavo di creare un wiki, cioè una cosa come wikipedia in cui chiunque può scrivere e contribuire, a differenza di questa però non sarebbe una enciclopedia bensì una specie di laboratorio di progettazione della nostra società ideale, vorrei che ciascuno di noi che crede nella possibilità di creare un mondo migliore vi partecipasse discutendo e proponendo

i principi dovrebbero essere quelli di desiderare qualunque cosa, senza vergogna né ritegno, e poi discutere se è possibile e come realizzarla

vorrei che il laboratorio riguardasse temi ben precisi, cruciali, quali:
la sanità ideale
la scuola ideale
la politica ideale
il sistema d’informazione ideale
eccetera

forse ci dovrebbe essere un forum in cui ciascuno propone e si discute sulle varie proposte, e poi una wiki in cui venissero raccolti i contenuti che emergeranno, comunque ulteriormente aggiornabili

non importa trovare uniformità di vedute su, per es., la scuola ideale che vorremmo: va bene che ci siano una varietà di proposte e di scuole ideali differenti: si metteranno insieme in una unica “scuola ideale” tutte le proposte complementari fra loro, mentre si creeranno più “scuole ideali” in tutti i casi in cui le proposte non potessero coesistere assieme in un unico progetto: una cosa basilare del mondo che io vorrei è la sperimentazione: da una parte apriamo una “scuola ideale”, da un’altra parte un’altra scuola ancora e via dicendo… è giusto così: non esiste qualcosa di ideale per tutti…
a tal proposito manifesto un mio desiderio, una componente del mio mondo ideale: che ciascuno, nel proprio ambiente, fosse responsabile dell’ambiente stesso.. nelle sue regole e nelle sue caratteristiche… che ciascuno contribuisca in maniera attiva alla creazione del posto in cui vive e lavora. Ho uno splendido esempio che illustra questo mio desiderio: nell’Ospedale di Ponte a Niccheri, a Firenze, c’è un bellissimo reparto di oncologia, in cui gli infermieri sono contenti, i medici anche, i pazienti anche: di speciale c’è che il reparto è stato fortemente voluto così (anche nella struttura) dalle persone che ci lavorano e vi sono ricoverate: basta pensare che l’architetta che l’ha disegnato era una paziente del vecchio reparto sul quale sorge il nuovo di cui sto parlando, disegnato da lei… io ci sono stato e vi garantisco che si respira tutta un’altra aria rispetto agli altri reparti, nonostante che chi ci va non sia certo malato di raffreddore… Spero che sia ancora un reparto così.

ci dovrebbero essere pochi princìpi, è lecito discuterne, per ora mi vengono in mente i diritti universali dell’uomo… e dell’ambiente… pochi principi universali insomma che dovrebbero guidare l’intero progetto

il sogno che ho è che l’idea esplodesse al di fuori di noi che la iniziamo e raggiungesse, semplicemente, tutta la società… una società orizzontale che si governa da sola, senza limiti di frontiere né lingua (il progetto sarebbe portato avanti in più parti del mondo possibile, ciascuna sezione con la lingua locale). L’ultima cosa che vorrei è che quelli di noi che ci staranno e la inizieranno divenissero i “padroni” dell’idea. No, il suo senso è completamente nell’ottica del servizio e della parità fra individui, e esattamente come wikipedia deve rimanere completamente aperta, e una volta resa pubblica diviene di tutti, anche di chi la pensa diversamente da noi.

Dovremo quindi stare bene attenti a stilare dei bei e semplici principi.

Certo ci sono delle difficoltà ma non le trovo insormontabili. Credete possa funzionare?

Per la blogoclasse poi ho una ulteriore proposta, una cosa molto semplice: che ne dite di aprire una specie di “farsi regali a vicenda?” in cui ciascuno offre quello che può dare e scrive quello che desidera così da stimolare gli altri a regalarglielo e va a cercare se c’è qualcuno che offre qualcosa che gli piacerebbe avere: da un libro a un ritratto, da un corso di fotografia gestito da uno studente a ospitalità per viaggi. mi pare bello che un programma del genere si possa sviluppare in una scuola… io e la mia ragazza offriamo a chiunque lo desideri ospitalità a valencia in casa nostra per un fine settimana, vitto e alloggio inclusi, fino a un massimo di 2 persone per fine settimana. questa è la nostra prima offerta.
Questo progetto dei regali non è un’idea mia lo si trova in molti contesti per es. sul blog di jacopo fo, ma anche in molte altre realtà di condivisione, per esempio si trovano molte di queste idee in un bel libro di Heidemarie Schwermer: Vivere senza soldi
Pensavo comunque che possa essere d’aiuto a rafforzare le connessioni fra di noi e che sia anche più facilmente realizzabile tra di noi rispetto a analoghi progetti su larga scala in quanto si svilupperebbe fra una rete di amici, e quindi con più fiducia alla base.
Comunque sia, l’invito a partecipare è comunque aperto a tutti! (belli e brutti!)

fatemi sapere cosa ne pensate

(aggiornamento: è stato creato il forum: http://liberoesperimento.forumattivo.com )

Nel precedente post scrivevo e disegnavo sulla possibilità di costruire un mondo ideale a suon di desideri, adesso c’è da capire come usare questo blog a tale scopo.
Per la verità si potrebbe semplificare o modificare il precedente disegnino e tutto quello che scrivevo a riguardo; si potrebbe essere più precisi oppure vedere il concetto “dimmi un tuo desiderio/agisci affinché ciò si realizzi” sotto punti di vista diversi da quelli da cui inquadravo la situazione io…: non è che bisogna farsi per forza quei discorsi al fine di ottenere dalla società il cambiamento che vogliamo!
Si potrebbe probabilmente mettere il cambiamento sociale anche sotto punti di vista che non prendano in considerazione il concetto di desiderio, ma non credo serva a molto discutere troppo di queste cose, ora, qui, in un introduzione.
È sufficiente avere un buon punto di riferimento da cui cominciare a cercare una buona strada per cambiare il mondo nella direzione in cui vogliamo e avere chiaro che cmq rimane solo uno dei possibili punti dai quali cercare una delle possibili strade.

In tal caso, però, da quale punto comincerò e lungo quale strada porterò avanti ‘sto blog? Potrei…

princìpi

… ossia proceder col tirar fuori una serie di desideri elementari che gettino le basi della mia società ideale e poi liberare da questa una strategia volta a renderla reale. Oppure…

egocentrificazione semplice

… potrei invece riportare sul blog semplicemente i miei pensieri e i miei scritti e le più varie idee che ho accumulato nei mesi e negl’anni..

… In effetti, per mia natura e indagine personale non mi trovo a mio agio nello sperimentare solo un punto di vista al fine di ottenere un qualcosa, pertanto…

tutte le mie pagine

… non mi dispiacerebbe trovare in wordpress la possibilità di suddividere il blog in sezioni e di mantenere però la continuità fra esse e una grande fluidità nel passaggio dall’una all’altra… sono alle primissime armi coi blog e ho tutto da imparare, per cui vedrò cosa sarà possibile fare e se non converrà fare in un altro modo… mi rendo conto solo ora di quanto in realtà sia affascinante postare tutto quanto in un gran calderone…

a proposito dell’ultimo schema, le “affermazioni false” sono il modo in cui la school for designing a society chiama i desideri che non sono ancora realizzati ma espressi come se lo fossero di già, per fare un esempio: “tutti nel mondo mangiano quando hanno fame” è un’affermazione falsa.

Questo blog nasce con l’obiettivo di essere uno strumento sociale, ossia di fornire una delle possibili chiavi di svolta verso una società ma più in generale un mondo ben vivibile per tutti (sì: anche per Paperino!).
Come procedere quindi? Non l’ho ancora ben capito, ma dopo aver rimuginato mille pensieri, mi sono detto: cominciamo da qualche parte, sarà la rete a dar forma all’idea, se questa attacca!

Per ora, il modo migliore di cominciare, mi sembra quello di buttarla in DiSegNi:

creare desiderio
Questo è il primo di una serie di disegni che riassume alcuni dei dubbi e delle idee che mi affliggevano sul come strutturare questo blog ma più in generale il progetto che v’è alla base.
Con questa prima immagine mi chiedo quale possa essere una buona maniera per progettare una società nella quale chi ci vive ogni 3 per 2 venga preso dalla voglia di esclamare: “FIUUU! Che figata questo mondo!”.
Alla maniera della School for Designing a Society mi rispondo che un ottimo modo potrebbe essere quello di sbizzarrirsi nel desiderare il proprio mondo ideale senza temere di sognare cose folli: molte idee ritenute folli sono poi state realizzate da chi non ha dato retta a chi non le riteneva realizzabili. Quindi, primo passo, desiderare liberamente, fortemente, FOLLEMENTE!
Andiamo avanti, che vogliono dire le scritte CONFRONTARE e INDAGARE nel disegnino? Semplicemente indicano il passo seguente: il confronto del nostro desiderio – che raffigurerà una parte del nostro mondo ideale – con la corrispondente parte del mondo reale. Per es. desideriamo un mondo in cui ognuna delle persone che vi abitano abbiano cibo a disposizione quando hanno fame? PERFETTO! Adesso guardiamo il mondo reale e cerchiamo di capire perché questo non succede.
Per concludere non può mancare la parte corrispondente all’AZIONE: ossia l’attuazione di strategie al fine di ottenere il fine desiderato. Per realizzare il desiderio “tutti hanno cibo quando hanno fame in questo pianeta” si potrà agire su più fronti, per es.: dare un panino a qualche affamato che ci capita sotto gli occhi, ma anche fare volontariato nella mensa dei poveri più vicina, ma anche tirare fuori idee come questa e contribuire a ridurre gli sprechi alimentari della società in cui viviamo, ma anche andare all’origine della differenza nella distribuzione degli alimenti e porvi rimedio con inversioni di tendenza di vario tipo, ma anche nuove idee, vostre personali. L’azione non è però un qualcosa che può cominciare sempre dopo tante elucubrazioni e seghe mentali, sennò si potrebbe anche non partire mai.

Per ora basta così.

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È CALDAMENTE CONSIGLIATO PERMETTERSI DI FARE ERRORI!

Questo sito in perenne modifica si propone di fare e dire tante cose e quindi si suppone che tante volte sbaglierà. La creatività presuppone la libertà di fallire, il cambiamento sociale anche. Un richiamo a questo concetto (e a molti altri) si trova anche in questo bel video qua! Permettersi di fare errori è forse il miglior modo per correggerli. Dato poi che di errori ne faccio tanti e che il mio pensiero è perennemente in evoluzione, non è difficile che al termine di un mio post possiate incontrare un aggiornamento scritto in rosso. Siete caldissimamente invitati a esporre critiche dubbi consensi e quant'altro di civilmente espresso al fine di contribuire all'aggiornamento e al perfezionamento dei miei pensieri! GRAZIE!!!

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