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c'è 2 videi in fondo

Il TED (Technology Entertainment Design) è un’organizzazione senza scopo di lucro il cui obiettivo è “la diffusione delle idee che meritano di essere diffuse” allo scopo di “cambiare le abitudini, le vite, e, in ultima analisi, il mondo”.

Una delle sue iniziative più importanti è la cosiddetta TED Conference, che si tiene una volta all’anno in California e una ogni 2 in giro per il mondo (TED global), e si tratta di una conferenza alla quale partecipa una sfilza di cervelloni esperti complessivamente nella più vasta quantità di argomenti: dalla scienza alla pedagogia, dalla politica all’arte, dalla matematica all’economia, non c’è materia di cui questa comitiva di geniacci non s’intenda e discuta.

Molte registrazioni degli interventi tenutisi alle conferenze sono liberamente visionabili nel sito del TED, parecchie delle quali sottotitolate in italiano.
Ognuno di noi viene incoraggiato a diffondere i video ai 4 venti con una licenza creative commons.

Ogni conferenziere ha a sua disposizione in media 18 minuti per illustrare la propria scoperta o idea: un requisito essenziale per parlare al TED è quindi quello di saper spiegare con chiarezza e sintesi argomenti a volte anche molto complessi. Se non lo sai fare, non vai a parlare al TED.

Sguazzare fra i video del TED è uno dei miei passatempi preferiti: ultimamente mi è capitato di vedere un video sulla “matematica della guerra“, un altro in cui un simpatico surfista che vive in un camper con la propria compagna mostra la sua personale e complicatissima “Teoria del Tutto” (una “ipotetica teoria di fisica teorica che spiega interamente e collega assieme tutti i fenomeni fisici conosciuti” [fonte: wikipedia]), un altro ancora in cui una meravigliosa vecchietta spiega perché probabilmente l’uomo non derivi da semplici scimmie, bensì da scimmie acquatiche.
Anche il video di Ken Robinson presente nella mia “sidebar” qui a fianco (nello scomparto “È CALDAMENTE CONSIGLIATO PERMETTERSI DI FARE ERRORI!”) viene dal TED 2006.

Non vi nascondo che mi piacerebbe che in un futuro invitassero anche me alla TED Conference per parlargli di una qualche mia scoperta o invenzione. 🙂

Parlo di tutto questo perché oggi pubblico nel mio blog 2 video del TED che credo si inseriscano piuttosto bene nel discorso “progettazione di una società”.

Il primo è il video della simpatica vecchietta (Elaine Morgan) e delle sue scimmie acquatiche che ho già citato poco fa. Lo posto qui per la spiegazione che la cara signora dà al perché la comunità scientifica tardi a riconoscere la teoria che lei sostiene nonostante sia oggigiorno la più sensata: tale spiegazione è a mio avviso assolutamente valida anche per spiegare il motivo per cui spesso e volentieri l’uomo si dimostra incapace di cambiare le proprie abitudini in favore di soluzioni migliori e forse – a questo punto – necessarie per la propria stessa sopravvivenza.

A tutti piace la teoria acquatica. Certo, non ci credono, ma gli piace. E allora chiedo: “Perché pensate che sia una sciocchezza?” Rispondono: “Beh… tutti quanti dicono che lo sia. E non possono sbagliarsi tutti, giusto?” La risposta, chiara e sonora, è: “Sì! sì possono sbagliarsi tutti.”
La storia è piena di casi in cui si sbagliavano tutti.

Guardatelo.

Il secondo è il video di un biologo-fisiologo-antropologo-ecologo-quant’altro statunitense (Jared Diamond, lo stesso che ha scritto l’interessantissimo libro Armi acciaio e malattie – breve storia degli ultimi 13.000 anni) che ci parla dei prodromi che anticipano il collasso di una società, indagando sul pericolo di collasso della nostra rapportandola con quelle già collassate in passato. Ci sono circa 12 questioni che devono essere tutte quante inevitabilmente risolte entro i prossimi 50 anni, ciascuna delle quali è capace da sola di portarci al collasso, sostiene Jared. Le soluzioni che verranno trovate lui non le conosce, ma è sicuro che molti di noi le vedranno attuate coi propri occhi. Pena la scomparsa della nostra società.

Eccovi qua i 2 video:


Elaine Morgan è una tenace sostenitrice dell’ipotesi della scimmia acquatica: l’idea che gli umani si siano evoluti da primati che vivevano in habitat acquosi. Sentite la sua vivace difesa di quest’idea, e la sua teoria sul perché la scienza tradizionale non la prenda sul serio.
Dal TED
video riprodotto con licenza creative commons


Perché le società falliscono? Attraverso gli esempi dei Vichinghi nella Groenlandia dell’età del ferro, la deforestazione dell’Isola di Pasqua e l’attuale situazione del Montana, Jared Diamond ci parla di come i segni del collasso siano vicini, e di come – riconoscendoli in tempo – possiamo evitarlo.
Dal TED
video riprodotto con licenza creative commons

Gli ecovillaggi sono una roba ganzissima: perché sono perfettamente integrati nell’ambiente in cui sorgono, perché ci vivono persone che condividono gli stessi principi di base, perché hanno un nome figo.
Ce ne sono alcuni che sono sostenibili al 100%, cioè inquinamento zero, roba da urlo.

Io personalmente sono assolutamente favorevole all’espansione del numero di insediamenti umani ecosostenibili – come gli ecovillaggi – e all’instaurazione di reti fra questi.
Anzi a dirla tutta uno dei posti in cui vorrei vivere in futuro è proprio l’ecovillaggio. (In realtà, vorrei anche rombare per il mondo con la mia moto sferragliante, con al seguito la borsa degli attrezzi di medicina, una penna e un quadernaccio, attrezzi per la moto, fogli da disegno e i miei pennelli. BRUMMM!!!!)

… tuttavia però forse c’è da ragionare… ci sono troppi esseri umani al mondo per pensare di poter vivere tutti negli ecovillaggi, e d’altra parte non si capisce neanche perché si dovrebbe smettere tutti di vivere nelle città… molti le ritengono sistemazioni di gran lunga preferibili a dei piccoli villaggi sperduti, ed è giusto così, ognuno vive dove vuole!
… anzi anch’io non vorrei mai lasciare del tutto la città.

Quello che mi piacerebbe, però, è che le città fossero più a misura di uomo e di ambiente.

Sarebbe bellissimo vivere in città verdi, ricche di benessere, animali, giraffe, meno macchine, eccetera eccetera, in cui tutti si interessano di tutti, anche degli sconosciuti: mi piace pensare alla mia città ideale come un luogo in cui – prima di tutto – la gente è davvero interessata alle altre persone e a tutto il resto… ecco, io credo che questa sia la cosa più importante, non credo affatto che i problemi del mondo d’oggi siano di livello tecnico.. per la verità, sospetto che abbiamo tutta la tecnica che ci serve per far andare le cose per bene. cioè, per vivere tutti con tutto ciò che ci occorre e per far andare avanti le cose attorno a noi.
Basta pensare alla vecchia storia che nel mondo c’è abbastanza cibo da sfamare tutti, ma l’80% delle persone della Terra vive con solo il 20 % delle risorse totali, e viceversa.
Se la gente fosse davvero interessata agli altri, queste disparità non ci sarebbero. Il resto sono chiacchiere, i problemi di cui solitamente si discute sono importanti, ma non sono i veri problemi: siamo un popolo che chiacchiera ancora di destra e sinistra, di tav o non tav, di immigrazione ecc., e facciamo bene a parlarne, ma dovremmo farlo dopo aver garantito il necessario a tutti.
perdiamo tempo dietro a cose importanti e cazzate, trascurando l’essenziale.
Schizofrenia sociale, siamo pazzi.

Il mio mondo ideale invece è fatto di persone che si vogliono bene, più consapevoli… la mia città ideale è fatta da gente che è capace di andare a trovare all’ospedale il parente del perfetto sconosciuto conosciuto al bar quella stessa mattina.

e vabbè questo è il sogno, l’utopia. bisognerebbe anche spogliarla del buonismo di cui sono capace, dell’ipocrisia, e affrontare i vari problemi che si frappongono alla sua realizzazione. ma nonostante questo credo ancora che il problema principale – forse l’unico vero problema – sia la mancanza di interesse verso gli altri.

Patch Adams, Gandhi, altra gente con le palle, dicono che per cambiare il mondo bisogna trasformarsi nel cambiamento che vogliamo vedere nella nostra società
Pensare al proprio mondo ideale, pensare al sé stesso in quel mondo ideale, e poi diventarlo
Patch dice che è un importante passo, che è il passo

Mi pare plausibile

In cosa io non sono il mio io ideale:
– Mi arrabbio spesso
– Non sono così felice
– Non sono realmente interessato agli sconosciuti
– tanto altro.

Come sempre c’è da lavorare su sé stessi

Allora allora allora! La scorsa settimana io e quella figa della Maria (no non quella Maria, e nanche questa Maria: questa Maria!) siamo tornati in Italia non ricordo bene perché, forse per fare la cacca.

Quale che sia il motivo, una volta fatta la cacca siamo andati a conoscere di persona Giulia (viaggioalterminedellanotte)e Patrizia (egocentricamente), prima l’una e poi l’altra, col fine di scroccare la cena a entrambe.

A queste cene, nonostante ci fossimo impegnati a non fare altro che mangiare e essere importuni, la straordinaria propositività delle nostre amiche è riuscita a coinvolgere persino noi in un paio di progetti tanto semplici quanto bellini e di interesse sociale:

1) con Giulia e la sua allegra combriccola al seguito (fra cui spiccavano i cari vecchi Arialdo e Effe (F)) venerdì notte abbiamo fatto il primo attacco verde della nostra vita: s’è preso un cantuccio di terra pubblica incolta e ci abbiamo piantato fiori e piante al solo fine di rendere il suolo pubblico più gradevole e utile a tutti (tra qualche tempo dovrebbe sbocciare anche qualche pianta da cucina).

guerrilla gardening

 Ci siamo proprio divertiti.

L’idea l’abbiamo ripresa da Guerrilla Gardening (Jacopo Fo recensisce il loro manuale qui) e ne avevamo già discusso nel forum (e mica pensavate che s’era tornati in Italia davvero solo per cacare eh?! certo anche per quello, ma serviva da concime per fini sociali più alti! noi non si caca mai senza motivo.)

2) dopo la cena scroccata a Patrizia, alla quale abbiamo conosciuto anche le sue 2 figlie Raudo e Cipollotto (veri nomi Lisa e Daria), ci siamo messi a fare le magliette antirazziste che dicevamo qui e anche qui.

Sono ovviamente bellissime, per usarle però io e Mariù dobbiamo aspettare di trovare un ferro da stiro per fissare i colori, perché qui in ispagna non ce l’abbiamo (Patri, secondo te funziona se usiamo una pentola con H2O bollente al posto del ferro?).

a breve posterò le foto delle magliette mia e di Maria. 

 

Insomma, la morale è: nun c’è una vera distinzione fra azioni e chiacchiere, fra pratica e teoria, fra internet e realtà, fra partecipare a questo progetto e cambiare il mondo nelle possibilità di chi vi partecipa, se la gente che ne fa parte è gente di buona volontà. Esattamente come dicevo con toni coloriti e un po’ arrabbiati qui.

anzi no la vera morale è fare la merda.

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È CALDAMENTE CONSIGLIATO PERMETTERSI DI FARE ERRORI!

Questo sito in perenne modifica si propone di fare e dire tante cose e quindi si suppone che tante volte sbaglierà. La creatività presuppone la libertà di fallire, il cambiamento sociale anche. Un richiamo a questo concetto (e a molti altri) si trova anche in questo bel video qua! Permettersi di fare errori è forse il miglior modo per correggerli. Dato poi che di errori ne faccio tanti e che il mio pensiero è perennemente in evoluzione, non è difficile che al termine di un mio post possiate incontrare un aggiornamento scritto in rosso. Siete caldissimamente invitati a esporre critiche dubbi consensi e quant'altro di civilmente espresso al fine di contribuire all'aggiornamento e al perfezionamento dei miei pensieri! GRAZIE!!!

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