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Nella stanza c’è un drago, ma nessuno lo vede.

Le persone si sono incontrate nella stanza per parlar male del drago ed ucciderlo, ma solo una lo vede e sa che dimora fra loro.

Colei che vede il drago si trova davanti ad un bivio:
può parlar male del drago,
può uccidere il drago.

Se parlerà male del drago tutti la accoglieranno fra di loro e la chiameranno saggia,
se tenterà di ucciderlo tutti le si opporranno e difenderanno il drago.

Nella mente c’è un drago ma nessuno lo vede.

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Nella stanza c’è un drago, ma nessuno lo vede.

Le persone nella stanza si sono incontrate per parlar male del drago e tentare di ucciderlo, ma solo una lo vede e sa che alberga lì.

Colei che vede il drago si trova davanti ad un bivio:
può parlar male del drago,
può uccidere il drago.

Se parlerà male del drago tutti la accoglieranno fra di loro e la chiameranno saggia,
se tenterà di ucciderlo tutti le si opporranno e difenderanno il drago.

Nella mente c’è un drago ma nessuno lo vede.

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c'è 2 videi in fondo

Il TED (Technology Entertainment Design) è un’organizzazione senza scopo di lucro il cui obiettivo è “la diffusione delle idee che meritano di essere diffuse” allo scopo di “cambiare le abitudini, le vite, e, in ultima analisi, il mondo”.

Una delle sue iniziative più importanti è la cosiddetta TED Conference, che si tiene una volta all’anno in California e una ogni 2 in giro per il mondo (TED global), e si tratta di una conferenza alla quale partecipa una sfilza di cervelloni esperti complessivamente nella più vasta quantità di argomenti: dalla scienza alla pedagogia, dalla politica all’arte, dalla matematica all’economia, non c’è materia di cui questa comitiva di geniacci non s’intenda e discuta.

Molte registrazioni degli interventi tenutisi alle conferenze sono liberamente visionabili nel sito del TED, parecchie delle quali sottotitolate in italiano.
Ognuno di noi viene incoraggiato a diffondere i video ai 4 venti con una licenza creative commons.

Ogni conferenziere ha a sua disposizione in media 18 minuti per illustrare la propria scoperta o idea: un requisito essenziale per parlare al TED è quindi quello di saper spiegare con chiarezza e sintesi argomenti a volte anche molto complessi. Se non lo sai fare, non vai a parlare al TED.

Sguazzare fra i video del TED è uno dei miei passatempi preferiti: ultimamente mi è capitato di vedere un video sulla “matematica della guerra“, un altro in cui un simpatico surfista che vive in un camper con la propria compagna mostra la sua personale e complicatissima “Teoria del Tutto” (una “ipotetica teoria di fisica teorica che spiega interamente e collega assieme tutti i fenomeni fisici conosciuti” [fonte: wikipedia]), un altro ancora in cui una meravigliosa vecchietta spiega perché probabilmente l’uomo non derivi da semplici scimmie, bensì da scimmie acquatiche.
Anche il video di Ken Robinson presente nella mia “sidebar” qui a fianco (nello scomparto “È CALDAMENTE CONSIGLIATO PERMETTERSI DI FARE ERRORI!”) viene dal TED 2006.

Non vi nascondo che mi piacerebbe che in un futuro invitassero anche me alla TED Conference per parlargli di una qualche mia scoperta o invenzione. 🙂

Parlo di tutto questo perché oggi pubblico nel mio blog 2 video del TED che credo si inseriscano piuttosto bene nel discorso “progettazione di una società”.

Il primo è il video della simpatica vecchietta (Elaine Morgan) e delle sue scimmie acquatiche che ho già citato poco fa. Lo posto qui per la spiegazione che la cara signora dà al perché la comunità scientifica tardi a riconoscere la teoria che lei sostiene nonostante sia oggigiorno la più sensata: tale spiegazione è a mio avviso assolutamente valida anche per spiegare il motivo per cui spesso e volentieri l’uomo si dimostra incapace di cambiare le proprie abitudini in favore di soluzioni migliori e forse – a questo punto – necessarie per la propria stessa sopravvivenza.

A tutti piace la teoria acquatica. Certo, non ci credono, ma gli piace. E allora chiedo: “Perché pensate che sia una sciocchezza?” Rispondono: “Beh… tutti quanti dicono che lo sia. E non possono sbagliarsi tutti, giusto?” La risposta, chiara e sonora, è: “Sì! sì possono sbagliarsi tutti.”
La storia è piena di casi in cui si sbagliavano tutti.

Guardatelo.

Il secondo è il video di un biologo-fisiologo-antropologo-ecologo-quant’altro statunitense (Jared Diamond, lo stesso che ha scritto l’interessantissimo libro Armi acciaio e malattie – breve storia degli ultimi 13.000 anni) che ci parla dei prodromi che anticipano il collasso di una società, indagando sul pericolo di collasso della nostra rapportandola con quelle già collassate in passato. Ci sono circa 12 questioni che devono essere tutte quante inevitabilmente risolte entro i prossimi 50 anni, ciascuna delle quali è capace da sola di portarci al collasso, sostiene Jared. Le soluzioni che verranno trovate lui non le conosce, ma è sicuro che molti di noi le vedranno attuate coi propri occhi. Pena la scomparsa della nostra società.

Eccovi qua i 2 video:


Elaine Morgan è una tenace sostenitrice dell’ipotesi della scimmia acquatica: l’idea che gli umani si siano evoluti da primati che vivevano in habitat acquosi. Sentite la sua vivace difesa di quest’idea, e la sua teoria sul perché la scienza tradizionale non la prenda sul serio.
Dal TED
video riprodotto con licenza creative commons


Perché le società falliscono? Attraverso gli esempi dei Vichinghi nella Groenlandia dell’età del ferro, la deforestazione dell’Isola di Pasqua e l’attuale situazione del Montana, Jared Diamond ci parla di come i segni del collasso siano vicini, e di come – riconoscendoli in tempo – possiamo evitarlo.
Dal TED
video riprodotto con licenza creative commons

oggi ci hanno derubato,
a me hanno portato via più di 200 euro, i miei documenti (tutti: dal codice fiscale al libretto universitario, dalla tessera della mensa alle tessere dell’università spagnola e italiana, e la patente, la carta d’identità, la tessera sanitaria, il libretto universitario, e tutti gli altri che non ricordo:  tutti i documenti che possedevo se li sono presi), un libro a cui tenevo, un blocknotes con scritte le possibili tesi che potrei fare e altre idee sulla mia concezione della pratica medica e di come la vorrei esercitare, un quadernino di miei scritti che amavo… riflessioni.. poesie…
poi le chiavi di casa spagnola (alla maria anche di quella italiana)
più gli indirizzi di entrambe le case
più zaino marsupio borsa,
macchina fotografica della mari e sua chiavina USB (queste ci siamo pure dimenticati di denunciarle alla polizia) e un libro della biblioteca di medicina di valencia (che dobbiamo ripagare noi: valore 114 euro), e le domande dell’esame che avremmo dovuto dare doman l’altro
… alla maria hanno portato via tutti i suoi documenti, anche a lei tutti, compresi gli abbonamenti del treno e la carta d’identità svizzera della maria
ah e poi le nostre postepay
e i cellulari

ho chiuso a chiave la porta di casa con la chiave inserita, ho appoggiato delicatamente due piccoli petardini, che scoppiano quando cadono per terra, sulla maniglia e sulla chiave inserita – dato che so che a volte con un filo speciale riescono a girare la chiave se si trova nella serratura dall’altra parte -, così se cercano di aprire succede casino e ci si sveglia,
io dormo in salotto, dove c’è la porta d’ingresso, con una specie di spranga di metallo vuoto accanto.
ho sistemato delle stoviglie sul tavolo vicino al balcone per tirarle in testa a chi volesse rapinarci,
la maria e la nostra amica che in questi giorni ci è venuta a trovare e che dormono insieme di là sono armate di 2 coltellacci… si sa mai, è sicuramente troppo ma io voglio essere previdente e che si possano difendere…

… mi dispiace che sia successo tutto questo a fine erasmus…

oggi i proprietari della casa nella quale io e maria viviamo ci hanno anticipato 50 euro della caparra che gli lasciammo a tempo debito, sono venuti a trovarci davanti alla polizia, dopo la denuncia,
son delle brave persone…

.. quei figli di puttana dei ladri hanno avuto il doraggio di chiedere alla mi’ mamma – che aveva provato a chiamare al mi’ cellulare (ed hanno anche risposto!) – 500 euro per riavere indietro i documenti..

noi siamo piuttosto scossi, siamo anche a corto di soldi
dobbiamo andare al consolato italiano che a valencia in questi mesi non c’è più perché il console si sarebbe dimesso e non c’ho capito un cazzo ma quella più vicina è a Castellon de la Plana (quasi un’ora di treno da qui)…
e poi dovremmo vederci con la proprietaria per farci rendere quel po’ della caparra che ci deve rendere, e pagare tutto quel che c’è da pagare,
e dare l’esame di radiologia il 15
e andare a parlare coi prof di farmaco il 14 dopo aver letto i miei risultati dell’esame che ho dato l’8 e nel caso l’avessi passato chiedere un foglio che lo dimostri
e il 15 dobbiamo andare a sbrigare le pratiche di fine erasmus
e il 16 partiamo, se ci fanno partire… sennò addio anche agli altri esami di settembre da dare in italia…

… per un attimo è stato meraviglioso lo sdraiarmi sul prato dopo essere andato a cercare lungo el Jardín del Turia il mio zaino con tutta la nostra roba, e sorridere pensando di aver perso in una sola botta quasi tutto, non avere niente…
… ma non voglio fare il ganzerellino: sapeste quanto mi sono – e sono tuttora – incazzato…
io spero che questi bastardi vengano a trovarmi a casa… sia chiaro, non perché voglio che qualcuno si faccia male, ma perché voglio una pista per ritrovare le mie cose… e poi, francamente, perché , in fondo vorrei che un po’ si facessero male! è sbagliato ma è quello che provo, perché sono ferito e arrabbiato.*

… messo per inciso, io li chiamo figli di puttana e bastardi, ma resto sempre dell’idea che magari di soldi ne hanno bisogno più di me, e che io non sono il buono della situazione, ma solo quello più fortunato di nascita
.. ma se devo dirla tutta, credo anche che siano figli di puttana e bastardi.

la cosa che mi dispiace di più è l’aver perso i miei scritti, i miei appunti, le idee.. spaziavano dai vaneggiamenti matematici a quelli filosofici, dalle idee sociali ai propositi per il prossimo anno, dall’espressione dei miei desideri a delle cose decisamente troppo complesse da capire senza la mia spiegazione perché utilizzavano un linguaggio troppo personale… è successo anche altre volte che perdessi i miei scritti: cose scritte con curiosità e passione volatilizzatesi… che dispiacere.

non ho nient’altro da dire
forse solo che amo la mia ragazza, e che sono contento che lei stia bene

* aggiornamenti (27 settembre 2009): normalmente io sono contrario alla violenza, non la considero una soluzione alla criminalità, eppure in quei giorni sentivo il mio cuore traboccare di odio e rabbia… e francamente mi sento tuttora ferito per i miei scritti perduti.

la rabbia che provavo allora è interessante dal punto di vista dei miei soliti discorsi sulla rivoluzione sociale che desidero, in quanto uno dei temi centrali di questi è una società in cui “stare bene tutti”.. il problema – tanto banale e abusato (per stroncare le gambe alle nuove buone idee nascenti) quanto importante – è: come si fanno a mettere insieme persone con desideri contrastanti?
come possiamo far vivere in pace il ladro ed il derubato? come mettere assieme politici corrotti con il popolo che li odia? israeliani con palestinesi? 2 innamorati della stessa donna?
risolvere questi contrasti – che sono poi probabilmente quelli che hanno reso necessario l’avvento della legge – è alla base della costruzione di una società in cui a comandare vi siano tutte le persone, e non solo poche come avviene nelle nostre democrazie rappresentative in cui il popolo governa solo per una via talmente indiretta che è quasi come se non governasse affatto… soprattutto poi se il sistema d’informazione è malato e non informa davvero a 360 gradi, in quanto se non vi è una libera informazione (ossia l’assenza di censure e la libera diffusione dei più svariati punti di vista) non è possibile votare con conoscenza e quindi con coscienza (e a ‘sto punto il popolo non governa più neppure per via indiretta… e la cosa più bella è che nemmeno se ne accorge..!).

Il problema dei desideri contrastanti è grande, in quanto il desiderio è un tema centrale del mio sogno di società ideale: piuttosto che creare una società basata su una morale prefissa, su una serie di leggi e dogmi da rispettare, un criterio più giusto sarebbe quello più dinamico di basarsi sui desideri delle singole persone… ma questo sguinzaglia alcune difficoltà importanti: come mettere insieme desideri contrastanti? chi rappresenta i desideri delle persone e degli animali che non li possono esprimere? chi ci dice che i nostri desideri siano buoni? (per es. se uno desidera rubarmi tutti i documenti, per lui forse è un desiderio buono, ma per me proprio non lo è!) eccetera.
… non voglio trattare questo argomento in questo post.. in realtà lo stavo investigando proprio su quel bel quadernino rosso che mi hanno rubato (figlidiputtanabastardi!)… ma quantomeno posso cominciare a dire che anche i nostri desideri dipendono dall’ambiente nel quale siamo, e sicuramente se questo è un ambiente giusto e senza disparità sociali il numero di furti diminuirà in quanto non ci sarà più bisogno di rubare per continuare a vivere o anche solo per avere gli stessi beni che hanno gli altri.

la rabbia e l’odio e il dolore che ho provato e che non si sono ancora spenti del tutto è la testimonianza di quanto sia difficile anche per me cambiare modo di pensare e creare la mia società ideale.

investigare su questo è in fondo primario di questo blog.

È fondamentale la capacità di lasciare la fantasia libera di agire e desiderare follemente, altrimenti non riproporremo altro che i vecchi sistemi falliti.

difficolta-nel-dire-nuove-cose

1 ) Il vero progresso, l’idea che cambia il mondo, sono quasi sempre ritenuti folli o quantomeno irrealizzabili fino a che inaspettatamente non vengono realizzati.
I loro detrattori hanno un termine molto efficace per accantonare l’innovazione: “utopia”.
Questa è una parola potente che etichetta l’idea nuova come un qualcosa di magari bello ma sostanzialmente irrealizzabile, per cui è ingenuo e con la testa fra le nuvole chi vi si dedica.

2) L’ultima volta che ho trovato tali resistenze mi è successa l’altra sera parlando della possibilità di vivere in una società senza nessun governo centrale in favore di una società open source ossia autoorganizzata dai cittadini in maniera diretta, e della possibilità di vivere in un mondo senza frontiere.
Certo c’è da chiedersi se fossi io e non loro a non capire la sostanziale ragione della parte avversaria, tuttavia c’è da domandarsi anche perché, dato che le resistenze le ho trovate non appena mostrato il concetto, non mi è stato per nulla facile neppure parlare di queste possibilità.

3) Ma perché succede questo?
Secondo me, ognuno, nella sua testa, ha cose a cui proprio non riesce ad arrivare.
Semplicemente non riusciamo a andare fuori dai binari sui quali siamo abituati a pensare.
Nei casi più eclatanti proprio non si riesce a notare cose evidenti, davanti agli occhi di tutti… e capita così che gli echimesi classifichino il ghiaccio in una 15ina di tipi diversi mentre gli Aztechi avevano una sola parola per indicare il ghiaccio, la neve e il freddo… semplicemente perché ciascuno conosce la realtà in base a quelli che sono i suoi interessi, che dipendono certo anche dalle proprie esigenze, ed è ovvio che un Eschimese sia molto più interessato al ghiaccio di un Azteco, perché l’uno ci vive, mentre all’altro gli serve a ben poco.
Alla stessa maniera, chi vive pensando a alternative all’attuale sistema, vedrà cose che chi vive muovendocisi dentro probabilmente non vede (e viceversa!).

Da qualsivoglia parte del “sistema” si guardino le cose, raramente qualcuno è disposto a mettere in discussione la propria realtà, perché anche i propri giudizi ossia quello che reputiamo giusto e sbagliato si basa su questa.
Scoccerebbe capire di aver difeso l’idea sbagliata tanto a lungo e tanto fortemente.
(Oh! Sia chiaro, questo vale anche per me ovviamente! Tante volte purtroppo sono io che unn’intendo niente d’icché mi dicono, eh!?)

Ora questa non è certo una scoperta mia, può anzi sembrare un’ovvietà: tutti sanno che gli innovatori all’inizio vengono osteggiati e poi applauditi. Tuttavia questa conoscenza è meramente nozionistica: ci rimane infatti molto difficile tirarci in causa e comprendere che a volte quello che reputiamo dire idiozie sta dicendo le ovvietà di domani.
Succede così che persone a cui si cerca di spiegare una cosa, magari anche semplice, proprio non l’afferrano o al massimo la confondono per un’altra e rispondono fischi per fiaschi.
È abbastanza frustrante, soprattutto quando si cerca di comunicare qualcosa a cui abbiamo pensato a fondo e che reputiamo importante…

4) Al contrario i bambini, che non hanno ancora consolidato molti “binari mentali”, e quelli che sanno mettersi nei panni degli altri e dubitare delle proprie opinioni, in genere non hanno problemi ad ammettere la possibile realtà di idee anche folli. Perlomeno se lo domandano. Questo nel bene e nel male li rende più capaci di riconoscere la plasticità del sistema in cui viviamo, ossia di comprendere che questo è un prodotto delle scelte dell’uomo, quasi mai forzatamente univoche, e quindi solo una delle possibili maniere di organizzare la società.
Il denaro è un opcional.
I confini sono un opcional.
I governi sono un opcional.
Anche la carta igienica è un opcional!
Ciò non significa che queste cose siano sbagliate o dovrebbero essere eliminate, ma solo che probabilmente è possibile immaginare e creare alternative in grado di dare gli stessi benefici per cui esse sono nate e che ciascuna di esse dà.

E magari, alle volte, sarebbe meglio fare il cambio.

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È CALDAMENTE CONSIGLIATO PERMETTERSI DI FARE ERRORI!

Questo sito in perenne modifica si propone di fare e dire tante cose e quindi si suppone che tante volte sbaglierà. La creatività presuppone la libertà di fallire, il cambiamento sociale anche. Un richiamo a questo concetto (e a molti altri) si trova anche in questo bel video qua! Permettersi di fare errori è forse il miglior modo per correggerli. Dato poi che di errori ne faccio tanti e che il mio pensiero è perennemente in evoluzione, non è difficile che al termine di un mio post possiate incontrare un aggiornamento scritto in rosso. Siete caldissimamente invitati a esporre critiche dubbi consensi e quant'altro di civilmente espresso al fine di contribuire all'aggiornamento e al perfezionamento dei miei pensieri! GRAZIE!!!

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