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Nel precedente post scrivevo e disegnavo sulla possibilità di costruire un mondo ideale a suon di desideri, adesso c’è da capire come usare questo blog a tale scopo.
Per la verità si potrebbe semplificare o modificare il precedente disegnino e tutto quello che scrivevo a riguardo; si potrebbe essere più precisi oppure vedere il concetto “dimmi un tuo desiderio/agisci affinché ciò si realizzi” sotto punti di vista diversi da quelli da cui inquadravo la situazione io…: non è che bisogna farsi per forza quei discorsi al fine di ottenere dalla società il cambiamento che vogliamo!
Si potrebbe probabilmente mettere il cambiamento sociale anche sotto punti di vista che non prendano in considerazione il concetto di desiderio, ma non credo serva a molto discutere troppo di queste cose, ora, qui, in un introduzione.
È sufficiente avere un buon punto di riferimento da cui cominciare a cercare una buona strada per cambiare il mondo nella direzione in cui vogliamo e avere chiaro che cmq rimane solo uno dei possibili punti dai quali cercare una delle possibili strade.

In tal caso, però, da quale punto comincerò e lungo quale strada porterò avanti ‘sto blog? Potrei…

princìpi

… ossia proceder col tirar fuori una serie di desideri elementari che gettino le basi della mia società ideale e poi liberare da questa una strategia volta a renderla reale. Oppure…

egocentrificazione semplice

… potrei invece riportare sul blog semplicemente i miei pensieri e i miei scritti e le più varie idee che ho accumulato nei mesi e negl’anni..

… In effetti, per mia natura e indagine personale non mi trovo a mio agio nello sperimentare solo un punto di vista al fine di ottenere un qualcosa, pertanto…

tutte le mie pagine

… non mi dispiacerebbe trovare in wordpress la possibilità di suddividere il blog in sezioni e di mantenere però la continuità fra esse e una grande fluidità nel passaggio dall’una all’altra… sono alle primissime armi coi blog e ho tutto da imparare, per cui vedrò cosa sarà possibile fare e se non converrà fare in un altro modo… mi rendo conto solo ora di quanto in realtà sia affascinante postare tutto quanto in un gran calderone…

a proposito dell’ultimo schema, le “affermazioni false” sono il modo in cui la school for designing a society chiama i desideri che non sono ancora realizzati ma espressi come se lo fossero di già, per fare un esempio: “tutti nel mondo mangiano quando hanno fame” è un’affermazione falsa.

Questo blog nasce con l’obiettivo di essere uno strumento sociale, ossia di fornire una delle possibili chiavi di svolta verso una società ma più in generale un mondo ben vivibile per tutti (sì: anche per Paperino!).
Come procedere quindi? Non l’ho ancora ben capito, ma dopo aver rimuginato mille pensieri, mi sono detto: cominciamo da qualche parte, sarà la rete a dar forma all’idea, se questa attacca!

Per ora, il modo migliore di cominciare, mi sembra quello di buttarla in DiSegNi:

creare desiderio
Questo è il primo di una serie di disegni che riassume alcuni dei dubbi e delle idee che mi affliggevano sul come strutturare questo blog ma più in generale il progetto che v’è alla base.
Con questa prima immagine mi chiedo quale possa essere una buona maniera per progettare una società nella quale chi ci vive ogni 3 per 2 venga preso dalla voglia di esclamare: “FIUUU! Che figata questo mondo!”.
Alla maniera della School for Designing a Society mi rispondo che un ottimo modo potrebbe essere quello di sbizzarrirsi nel desiderare il proprio mondo ideale senza temere di sognare cose folli: molte idee ritenute folli sono poi state realizzate da chi non ha dato retta a chi non le riteneva realizzabili. Quindi, primo passo, desiderare liberamente, fortemente, FOLLEMENTE!
Andiamo avanti, che vogliono dire le scritte CONFRONTARE e INDAGARE nel disegnino? Semplicemente indicano il passo seguente: il confronto del nostro desiderio – che raffigurerà una parte del nostro mondo ideale – con la corrispondente parte del mondo reale. Per es. desideriamo un mondo in cui ognuna delle persone che vi abitano abbiano cibo a disposizione quando hanno fame? PERFETTO! Adesso guardiamo il mondo reale e cerchiamo di capire perché questo non succede.
Per concludere non può mancare la parte corrispondente all’AZIONE: ossia l’attuazione di strategie al fine di ottenere il fine desiderato. Per realizzare il desiderio “tutti hanno cibo quando hanno fame in questo pianeta” si potrà agire su più fronti, per es.: dare un panino a qualche affamato che ci capita sotto gli occhi, ma anche fare volontariato nella mensa dei poveri più vicina, ma anche tirare fuori idee come questa e contribuire a ridurre gli sprechi alimentari della società in cui viviamo, ma anche andare all’origine della differenza nella distribuzione degli alimenti e porvi rimedio con inversioni di tendenza di vario tipo, ma anche nuove idee, vostre personali. L’azione non è però un qualcosa che può cominciare sempre dopo tante elucubrazioni e seghe mentali, sennò si potrebbe anche non partire mai.

Per ora basta così.

NOOOOOOOOOOOO avevo sbagliato tutto, o quasi! Non c’è da aspettare + di tanto quando si tratta di blog, bisogna buttarsi, inutile trovare un punto da cui cominciare, inutile avere la consapevolezza che tale punto è provvisorio, e sarà destinato a stravolgimento nel corso del procedere del blog…. impossibile trovare un punto “perfetto” da cui partire, neppure quello in cui si ha coscienza che si è solo a un punto provvisorio, modificabile!

c’è sempre qualcosa da migliorare, plasmare, modificare… se uno aspetta di trovare un inizio perfetto non comincerà mai!

mannaggia a questa mania di perfezione, mannaggia a questa ansia di dover controllare tutto, sapere tutto, azzeccare sempre tutto… a tal proposito voglio citare un paio di cose,

la prima è del mio caro professore di informatica dell’università di medicina, Andreas Formiconi, che mi azzardo con fierezza a chiamare amico, proviene da qui, una bellissima riflessione sulla vitalità della rete, e sulla difficoltà che abbiamo, nell’epoca moderna, a riconoscere le cose vive. Ancora non l’ho finita di leggere ma non tarderò a farlo. Eccola, parla di un ansia molto simile alla mia. Andreas la attribuisce alla “scolarizzazione della società”.

La passeggiata nel bosco
Sia andando in cerca di connessioni che coltivando quelle selezionate, può venire molto facilmente l’ansia di non poter affrontare una quantità così grande e soprattutto di perdere qualcosa nella vastità della quale non si scorgono i limiti.
Un altro effetto della scolarizzazione: voler vedere i limiti del territorio, avere bisogno del manuale, voler sapere tutto ciò che serve. Questa è una malformazione di origine scolastica. La vita non è così. Mai.
Queste ansie sono emerse con evidenza nel corso online sul “connettivismo e la conoscenza connettivistica” tenuto da George Siemens e Stephen Downes nel semestre autunnale di quest’anno.
Durante la seconda settimana del corso proposi la metafora che traduco qui di seguito.
Pare , forse non sorprendentemente, che molti di noi si trovino disorientati e talvolta infastiditi dalla struttura caotica del corso.
Ebbene, facciamo una passeggiata in un bosco e rilassiamoci … cosa vuol dire conoscere un bosco?
• conoscerne il nome?
• conoscere tutti i sentieri del bosco così da poter tornare indietro con sicurezza in qualsiasi condizione?
• conoscere tutti i tipi di alberi, piante e animali che lo popolano?
• conoscerlo così da poterci cacciare animali selvatici?
• sapere se in qualche sua parte scorre dell’acqua sotto il suolo?
• sapere dove e quando ci si possono trovare dei buoni funghi?
• sapere che vi ebbe luogo un importante fatto storico?
• sapere che vi trovò ispirazione un poeta famoso?
• essersi innamorati di qualcuno in quel luogo?
Oh, quanti modi diversi ci sono di conoscere quel bosco, alcuni richiedono una vita intera, altri pochi istanti.
Tuttavia, nessuno può credere che per conoscere quel bosco sia necessario conoscerne esattamente tutti gli alberi, uno per uno, le loro forme, età e posizione. Tutte le piante. Tutte le foglie di ciascuna pianta. Tutti gli animali e dove si trova e cosa fa ciascun animale in ogni istante. Tutte le pietre. Tutte le
particelle.
Certo che no! È semplicemente troppo e del resto, potrebbe essere desiderabile un simile tipo di conoscenza? No, questo tipo di conoscenza completa e dissennata è certamente meno desiderabile di una qualsiasi delle precedenti.
No, quello di cui abbiamo bisogno è di trovare ciascuno il proprio percorso per conoscere quel bosco. I modi di conoscerlo sono illimitati e ciascuno può impiegare un sistema di concetti diversi per conoscerlo. Un sistema diverso di connessioni. Una rete diversa di connessioni. Persino la stessa persona in momenti diversi può ricorrere ad un diverso sistema di concetti per conoscere
quel bosco.
In ogni caso, qual è il modo migliore per raggiungerne quella vostra particolare conoscenza? Semplicemente godendosi una passeggiata, una, due, molte volte e andando dove vedete qualcosa che vi piace. Col passare del tempo conoscerete quel bosco nel vostro particolare modo.

La seconda citazione è di Leo Buscaglia, ma ora non la riporto: quando ritornerò a casa, in Italia, cercherò il suo libro, Vivere Amare Capirsi, e la copierò in questo post, ma prima di allora, nisba. Diceva però + o – che non apprezzava + tanto la perfezione, in nome della quale un monte di noi si rovinano, vedi per esempio una quantità di ragazze/i che non apprezzano il proprio corpo perché non paragonabile a quello dei loro modelli di riferimento. Io stesso ho avuto problemi in tal senso per cui so di cosa parlo.

Nel prossimo post spiegherò il senso di questo blog, e cercherò di farlo in modo divertente.

il blog partirà entro qualche giorno

sto solo cercando il punto da cui comincerò a stravolgere il punto da cui comincerò

ho bisogno di qualche tempo

ma sono a buon punto

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È CALDAMENTE CONSIGLIATO PERMETTERSI DI FARE ERRORI!

Questo sito in perenne modifica si propone di fare e dire tante cose e quindi si suppone che tante volte sbaglierà. La creatività presuppone la libertà di fallire, il cambiamento sociale anche. Un richiamo a questo concetto (e a molti altri) si trova anche in questo bel video qua! Permettersi di fare errori è forse il miglior modo per correggerli. Dato poi che di errori ne faccio tanti e che il mio pensiero è perennemente in evoluzione, non è difficile che al termine di un mio post possiate incontrare un aggiornamento scritto in rosso. Siete caldissimamente invitati a esporre critiche dubbi consensi e quant'altro di civilmente espresso al fine di contribuire all'aggiornamento e al perfezionamento dei miei pensieri! GRAZIE!!!

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