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È come se ci fossero 2 strade che la mia consapevolezza può intraprendere… che la mia concezione di me può intraprendere.
Anzi ci sono molte, moltissime strade.
E in base a quale è quella percorsa io mi percepisco diversamente e mi si prospettano dinnanzi possibilità del tutto diverse, ed io, io stesso sono diverso ed ho capacità completamente diverse.
Ed è così che la mia mente fissa i miei limiti, le mie sensazioni, le mie possibilità.
È come se ciò che sono fosse tremendamente legato a ciò che io immagino, alla mia immaginazione.

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oggi ci hanno derubato,
a me hanno portato via più di 200 euro, i miei documenti (tutti: dal codice fiscale al libretto universitario, dalla tessera della mensa alle tessere dell’università spagnola e italiana, e la patente, la carta d’identità, la tessera sanitaria, il libretto universitario, e tutti gli altri che non ricordo:  tutti i documenti che possedevo se li sono presi), un libro a cui tenevo, un blocknotes con scritte le possibili tesi che potrei fare e altre idee sulla mia concezione della pratica medica e di come la vorrei esercitare, un quadernino di miei scritti che amavo… riflessioni.. poesie…
poi le chiavi di casa spagnola (alla maria anche di quella italiana)
più gli indirizzi di entrambe le case
più zaino marsupio borsa,
macchina fotografica della mari e sua chiavina USB (queste ci siamo pure dimenticati di denunciarle alla polizia) e un libro della biblioteca di medicina di valencia (che dobbiamo ripagare noi: valore 114 euro), e le domande dell’esame che avremmo dovuto dare doman l’altro
… alla maria hanno portato via tutti i suoi documenti, anche a lei tutti, compresi gli abbonamenti del treno e la carta d’identità svizzera della maria
ah e poi le nostre postepay
e i cellulari

ho chiuso a chiave la porta di casa con la chiave inserita, ho appoggiato delicatamente due piccoli petardini, che scoppiano quando cadono per terra, sulla maniglia e sulla chiave inserita – dato che so che a volte con un filo speciale riescono a girare la chiave se si trova nella serratura dall’altra parte -, così se cercano di aprire succede casino e ci si sveglia,
io dormo in salotto, dove c’è la porta d’ingresso, con una specie di spranga di metallo vuoto accanto.
ho sistemato delle stoviglie sul tavolo vicino al balcone per tirarle in testa a chi volesse rapinarci,
la maria e la nostra amica che in questi giorni ci è venuta a trovare e che dormono insieme di là sono armate di 2 coltellacci… si sa mai, è sicuramente troppo ma io voglio essere previdente e che si possano difendere…

… mi dispiace che sia successo tutto questo a fine erasmus…

oggi i proprietari della casa nella quale io e maria viviamo ci hanno anticipato 50 euro della caparra che gli lasciammo a tempo debito, sono venuti a trovarci davanti alla polizia, dopo la denuncia,
son delle brave persone…

.. quei figli di puttana dei ladri hanno avuto il doraggio di chiedere alla mi’ mamma – che aveva provato a chiamare al mi’ cellulare (ed hanno anche risposto!) – 500 euro per riavere indietro i documenti..

noi siamo piuttosto scossi, siamo anche a corto di soldi
dobbiamo andare al consolato italiano che a valencia in questi mesi non c’è più perché il console si sarebbe dimesso e non c’ho capito un cazzo ma quella più vicina è a Castellon de la Plana (quasi un’ora di treno da qui)…
e poi dovremmo vederci con la proprietaria per farci rendere quel po’ della caparra che ci deve rendere, e pagare tutto quel che c’è da pagare,
e dare l’esame di radiologia il 15
e andare a parlare coi prof di farmaco il 14 dopo aver letto i miei risultati dell’esame che ho dato l’8 e nel caso l’avessi passato chiedere un foglio che lo dimostri
e il 15 dobbiamo andare a sbrigare le pratiche di fine erasmus
e il 16 partiamo, se ci fanno partire… sennò addio anche agli altri esami di settembre da dare in italia…

… per un attimo è stato meraviglioso lo sdraiarmi sul prato dopo essere andato a cercare lungo el Jardín del Turia il mio zaino con tutta la nostra roba, e sorridere pensando di aver perso in una sola botta quasi tutto, non avere niente…
… ma non voglio fare il ganzerellino: sapeste quanto mi sono – e sono tuttora – incazzato…
io spero che questi bastardi vengano a trovarmi a casa… sia chiaro, non perché voglio che qualcuno si faccia male, ma perché voglio una pista per ritrovare le mie cose… e poi, francamente, perché , in fondo vorrei che un po’ si facessero male! è sbagliato ma è quello che provo, perché sono ferito e arrabbiato.*

… messo per inciso, io li chiamo figli di puttana e bastardi, ma resto sempre dell’idea che magari di soldi ne hanno bisogno più di me, e che io non sono il buono della situazione, ma solo quello più fortunato di nascita
.. ma se devo dirla tutta, credo anche che siano figli di puttana e bastardi.

la cosa che mi dispiace di più è l’aver perso i miei scritti, i miei appunti, le idee.. spaziavano dai vaneggiamenti matematici a quelli filosofici, dalle idee sociali ai propositi per il prossimo anno, dall’espressione dei miei desideri a delle cose decisamente troppo complesse da capire senza la mia spiegazione perché utilizzavano un linguaggio troppo personale… è successo anche altre volte che perdessi i miei scritti: cose scritte con curiosità e passione volatilizzatesi… che dispiacere.

non ho nient’altro da dire
forse solo che amo la mia ragazza, e che sono contento che lei stia bene

* aggiornamenti (27 settembre 2009): normalmente io sono contrario alla violenza, non la considero una soluzione alla criminalità, eppure in quei giorni sentivo il mio cuore traboccare di odio e rabbia… e francamente mi sento tuttora ferito per i miei scritti perduti.

la rabbia che provavo allora è interessante dal punto di vista dei miei soliti discorsi sulla rivoluzione sociale che desidero, in quanto uno dei temi centrali di questi è una società in cui “stare bene tutti”.. il problema – tanto banale e abusato (per stroncare le gambe alle nuove buone idee nascenti) quanto importante – è: come si fanno a mettere insieme persone con desideri contrastanti?
come possiamo far vivere in pace il ladro ed il derubato? come mettere assieme politici corrotti con il popolo che li odia? israeliani con palestinesi? 2 innamorati della stessa donna?
risolvere questi contrasti – che sono poi probabilmente quelli che hanno reso necessario l’avvento della legge – è alla base della costruzione di una società in cui a comandare vi siano tutte le persone, e non solo poche come avviene nelle nostre democrazie rappresentative in cui il popolo governa solo per una via talmente indiretta che è quasi come se non governasse affatto… soprattutto poi se il sistema d’informazione è malato e non informa davvero a 360 gradi, in quanto se non vi è una libera informazione (ossia l’assenza di censure e la libera diffusione dei più svariati punti di vista) non è possibile votare con conoscenza e quindi con coscienza (e a ‘sto punto il popolo non governa più neppure per via indiretta… e la cosa più bella è che nemmeno se ne accorge..!).

Il problema dei desideri contrastanti è grande, in quanto il desiderio è un tema centrale del mio sogno di società ideale: piuttosto che creare una società basata su una morale prefissa, su una serie di leggi e dogmi da rispettare, un criterio più giusto sarebbe quello più dinamico di basarsi sui desideri delle singole persone… ma questo sguinzaglia alcune difficoltà importanti: come mettere insieme desideri contrastanti? chi rappresenta i desideri delle persone e degli animali che non li possono esprimere? chi ci dice che i nostri desideri siano buoni? (per es. se uno desidera rubarmi tutti i documenti, per lui forse è un desiderio buono, ma per me proprio non lo è!) eccetera.
… non voglio trattare questo argomento in questo post.. in realtà lo stavo investigando proprio su quel bel quadernino rosso che mi hanno rubato (figlidiputtanabastardi!)… ma quantomeno posso cominciare a dire che anche i nostri desideri dipendono dall’ambiente nel quale siamo, e sicuramente se questo è un ambiente giusto e senza disparità sociali il numero di furti diminuirà in quanto non ci sarà più bisogno di rubare per continuare a vivere o anche solo per avere gli stessi beni che hanno gli altri.

la rabbia e l’odio e il dolore che ho provato e che non si sono ancora spenti del tutto è la testimonianza di quanto sia difficile anche per me cambiare modo di pensare e creare la mia società ideale.

investigare su questo è in fondo primario di questo blog.

come ormai è mia consuetudine fare, userò facebook per riportare alcuni pensieri qui sul blog,
facebook che, ricordiamolo, ha i grandi meriti di favorire interconnessioni fra le persone – essendo un social network – e di ospitarne effettivamente
tante, di persone…
ma anche l’enorme demerito di essere un social network “chiuso”, in cui tutto – comprese tutte le cose a cui tenete di più – è proprietà privata dei proprietari dell’azienda (bill gates per es. pare sia il proprietario di un 5% di FB), forse in parte compresi i diritti degli individui.
in attesa della morte di facebook in favore di un social network di massa più aperto, possiamo comunque di buon grado utilizzarlo per le sue buone qualità, per esempio sfruttandolo come spunto per i miei
post (questa volta non ho copiato pari pari dalla discussione, ho apportato delle aggiunte al mio discorso):



Vito Roccia la moda è il frutto dell’ ignoranza, grazie alla quale l’ individuo cessa di pensare con la propria testa per aggrapparsi a ideali forti e affascinanti, con la speranza di sentirsi parte di qualcosa di grande e acquisire così sicurezza, ma rinunciando alla propria individualità, che a mio avviso, insieme alla capacità di dare amore e la libertà di pensiero, la cosa più preziosa che l’ essere umano possiede.

 
A Morgan Shazz piace questo elemento.
Sandro Puggelli alle 12.27 del 02 giugno
“moda” però è solo una parola,
bisogna mettersi d’accordo su cosa significa.
tutti i miei discorsi sulle mode sono una provocazione per cercare di sviluppare coscienza critica in me e in chi li legge, e si basano tutti su un fatto vero:
molte volte siamo dei pecoroni che seguono mode che se sapessero davvero che cosa significano non le seguirebbero affatto.
è questo quello che credo tu intenda per “moda”, e lo condivido.
Fabio Volo con una telefonata ad uno che gli aveva scritto dandogli del “comunista” mostra molto bene questo fenomeno per cui qualcosa diventa di moda (come per es. dare del comunista, o del fascista, a chi non la pensa come te) e l’importanza del senso critico:

in questo senso “seguire le mode” si rifà a una mentalità approssimativa, quella per cui qualcuno fa qualcosa attorno a te – che non importa che sia così ganzo basta che provenga dall’ambiente a cui tu attribuisci l’autorità di insegnarti come si vive – e tu cominci a rifarlo per sentirti parte del mondo, il tuo mondo.
per saper vivere bene insomma.

però bisogna stare attenti
questo meccanismo non è sbagliato a priori.. io non vorrei banalizzare il problema… “moda” è la parola che ho usato per esprimere l’aspetto negativo di un qualcosa di naturale, e che ci deve essere e che è indispensabile per imparare a vivere,
questo qualcosa di naturale si chiama “apprendimento” e di fatto si basa almeno in gran parte niente meno che sul copiare le cose che vedi: ci sono proprio dei neuroni particolari che si chiamano neuroni a specchio che hanno il compito di fare questo, anche se non so se tale meccanismo si esaurisce con essi.

è un meccanismo grandioso, che permette a un bambino appena nato di apprendere tutto quello che te sai fare oggi

questo apprendimento è un qualcosa che va al di là delle parole “individualità” e “moda”: è un metterci in relazione col mondo in 2 sensi: dal mondo verso di noi e da noi verso di lui, sfumando nettamente il limite nel mezzo.
è alla fine semplicemente un fenomeno che ci unisce alla nostra più profonda realtà dell’essere una cosa sola con le cose che ci stanno intorno:
quello per cui rielaboriamo gli “imput” che provengono dal mondo ed esterniamo “output” in seguito alla nostra particolare rielaborazione delle cose, e magari all’aggiunta di qualcosa di completamente nostro.

ciò che intendo per “moda” è l’aspetto negativo di questa cosa meravigliosa, quello che si ha quando manca la criticità

ma moda per qualcuno è una cosa meravigliosa, è arte
io non sono contro quel genere di moda, quell’arte…
andare contro la moda a tutti i costi è da “fricchettoni”, da “quelli che non hanno schemi”
da persone insomma perfettamente inquadrabili nello schema di chi rifiuta gli schemi, in etichette.

invece il discorso è più fine, più sottile

lasciamo perdere di voler essere originali per forza
io sono contro la mancanza di critica nei confronti dei propri valori
nei confronti anche della cosiddetta moda,
ma non in sé e per sé contro la moda.

e anche cosa voglia dire essere critici non è una barzelletta
non vuol dire essere dubbiosi di tutto,
“criticare tutto”, cercare sempre il pelo nell’uovo,
vivere con l’ansia di sapere se quello che si fa è giusto o sbagliato…
è forse piuttosto il chiedersi cosa di una certa esperienza faccia per noi,
qual è l’aspetto di quella cosa comune che meglio si sposa con la nostra individualità

ecco, l’integrazione fra questa “individualità” del libero pensiero e questa “collettività” delle mode è la cosa da ricercare, secondo me.

bisogna far sposare al meglio le 2 cose, senza che vi sia né l’alternativismo a tutti i costi né la pelandronaggine del seguire le mode

è una questione di stile
bisogna avere un certo stile
verso la vita

è lo stile


questo è il video di “Quando è moda è moda” più gettonato su YouTube, ieri avevo pubblicato l’altra versione.

a proposito di questa canzone e del suo autore ho trovato nella rete una lettera molto interessante scritta da Majid Valcarenghi al suo amico Giorgio Gaber: “Siamo tutti polli di allevamento

voglio citare questo pezzo:

[…] Certo, quella sera tu mi hai detto: la moda consuma, trasforma. E io aggiungo deforma, trasfigura, corrode, mangia vivo come il cancro…
Ma non mi hai detto che dietro la moda ci sono i bisogni su cui la moda s’innesta,
si attacca, cresce e si moltiplica. Se non ci fossero i bisogni reali, non avrebbe probabilmente vita facile la moda.
Per i jeans il bisogno reale era un modo più comodo e sportivo di vestirsi per sostituire la giacca e la piega. Su questo bisogno reale industria, pubblicità, mass media hanno fatto sì che un prodotto povero per chi aveva pochi soldi, assumesse l’immagine di una scelta chic fino a far diventare di moda sembrare poveri e trasandati. Ma è certo che I’uso che noi abbiamo fatto dei jeans è diverso da chi è stato spinto dalla moda. Una riprova quindi del nostro “Non importa cosa ma importa come”.
Così quando dici “non sono più compagno” io ho sentito un’emozione fortissima perché anch’io tante volte ho sentito usare “alla moda” il termine compagno, usato come un titolo onorifico non diverso dall’Ing. o dal Rag. Tibiletti. Questo è il compagno Tibiletti. Mi veniva da dire scusa, compagno di chi? NelIe nuove generazioni affibbiare il titolo di compagno al primo che incontri è normale come dare del fascista o del qualunquista a chi rifiuta questa moda oscena. Perché è chiaro: o uno è compagno o fascista, o qualunquista. Non si scappa. E invece tu scappi e io scappo. […]

e anch’io scappo.

su youtube ci sono 2 video di questa canzone di Giorgio Gaber, questo è quello con minore frequentazione. Posto questo anche se non credo che le immagini rispecchino fedelmente la forza della canzone, bensì perché si conclude in una maniera che apprezzo e che ho interpretato come il pericolo di cadere nella ultima, tremenda, moda del voler uscire a tutti i costi dalle mode (cosa questa che rettifica anche il mio stesso pensiero qui sotto).
Ad ogni modo il motivo per cui ho pubblicato la canzone sono prima di tutto le parole.

_ facebook, discussione sorta dalla pubblicazione di un mio pensiero:

Sandro Puggelli che quello in cui crediamo è molto spesso una moda. oggi per es. il fascismo va di moda, ma anche il socialismo va di moda, anche se con meno incisività. ci sarà mai la moda del non seguire mode? conto di sì

21.09 · Commenta · Mi piace

A Diletta Gelli, Yuri Archinucci e Veronica Sbordone piace questo elemento.

Lorenzo Castronovo alle 21.26 del 30 maggio
MODA?!?!
Sandro Puggelli alle 21.27 del 30 maggio
non per tutti
per la maggior parte
moda
moda
allo stesso modo in cui da noi va di moda il cristianesimo e in india il buddhismo
se non ti garba la parola moda metti quella che vuoi te
Lorenzo Castronovo alle 21.27 del 30 maggio
QUALE MODA??????
SERVIRE LA PATRIA E IL POPOLO…NON E’ UNA MODA.
Sandro Puggelli alle 21.29 del 30 maggio
anzi, per la vertià ora anche qui comincia a andare di moda il buddhismo
non dico che non ci siano persone che non ci credano veramente,
dico che la stragrande maggioranza delle persone crede in quel che crede per moda…
gli altri solitamente sono anche quelli in grado di riconoscere anche la ragione dell’altro, e non solo la propria
Sandro Puggelli alle 21.31 del 30 maggio
per tanti è una moda invece
non so per te
ma c’è una regola indispensabile affinché queste cose siano moda: non bisogna rendersi conto di star seguendo una moda
Sandro Puggelli alle 21.33 del 30 maggio
ovviamente se voglio essere davvero onesto devo rivolgere questa mia critica anche verso di me, mi piacerebbe solo una cosa: che la gente si mettesse nei panni di chi la pensa diversamente da sé
… un po’ meno esaltazione non guasterebbe,
secondo me
Lorenzo Castronovo alle 21.38 del 30 maggio
il prefetto CESARE MORI (1932) disse:
“FASCISTI si è o non si è….con o senza distintivo.”
chi ha bisogno di distintivi o del supporto degli altri…….non ha spina dorsale.
Sandro Puggelli alle 21.51 del 30 maggio
ma che diavolo vuol dire questa frase?
che chi è fascista non può esserlo per moda perché sennò si baserebbe sull’idea degli altri?
beh secondo me invece è una moda: togli il gruppo di supporto, e la > parte dei sedicenti fascisti diventeranno qualcos’altro..
i problemi dei credo di massa (per es., ma non solo, il fascismo) è che fanno strage di ragazzi senza capacità di giudizio.
oggi il fascismo va di moda…
ma in un senso un po’ particolare: nel senso che tu (come io) fai quello che ti viene insegnato di fare
allo stesso modo in cui tu parli l’italiano e non il coreano: perché il tuo ambiente ti ha insegnato quello in cui credere, e la lingua da parlare
questo non vuol dire automaticamente che sia sbagliato parlare l’italiano o essere fascista, ma dovrebbe almeno farci venire il dubbio, chiaro?
P.S. cmq allora io sono uno senza la spina dorsale, perché io ho bisogno del supporto degli altri, e non me ne vergogno
Giuseppe Belperio alle 22.24 del 30 maggio
Sandro son d’accordissimo con te. Molti ragazzi sono trascinati dalla corrente e diciamo anche da questo mondo che non da più valori, ma solo materialità.
Alessandro Desii alle 22.24 del 30 maggio
Purtroppo come sempre è stato, la società impone degli schemi che la gente si trova a seguire senza nemmen volere.
E’ una situazione drammatica, che porta la gente a fare delle scelte in maniera inconsapevole, credendo invece di averle fatte di proposito.
E’ un concetto strano, definibile come ha detto bene Sandro con la parola MODA.
E il problema della moda non è solo sul frequentare il locale o comprarsi il le scarpe Nike! Il problema moda oggi come oggi è SOLO riferito a quegl’ideali che ci vengono imposti, che ci troviamo spesso a seguire senza neanche pensarci!
La potenza dei messaggi lanciati dai mass-media è infinita e noi non ce ne rendiamo neanche conto!
Dobbiamo svegliarci TUTTI, pensare con il nostro cervello, sempre pensando non solo a noi stessi, ma anche alle persone attorno!
Sandro Puggelli alle 22.26 del 30 maggio
giusto (e mi rincuora sentirtelo dire) ma ricorda: critichiamo anche noi stessi, non soltanto gli altri 😉
detto questo, non sai quanto piacere mi fa avere un po’ d’appoggio… 🙂
Alessandro Desii alle 22.30 del 30 maggio
infatti sono purtroppo il primo a trovarmi in difficoltà!
Bravo Sandro, come sempre mi trovo d’accordo con te!
Grande!
Alarico Ciaramelli alle 0.18 del 31 maggio
Menomale che Sandro c’è!
Bravo, la penso come te…
Prova ad andare in un social network tipo Netlog, è completamente invaso da bimbi 12enni che pubblicano foto di Mussolini rivendicandone le gesta!
Ahò, ma che siamo grulli?
Ovviamente non mancano frasi del tipo: “Immigrati di merda, vaffanculo” e bla bla bla……
Ma questi, secondo voi, parlano per sentito dire (e quindi per moda, imitando le parole altrui) oppure perchè hanno l’esperienza e le conoscenze adatte per poter discutere di tutto ciò?
Sandro Puggelli alle 0.38 del 31 maggio
sai, secondo me la gente di dodici anni è in grado di pensare e scegliere come e meglio degli adulti (anzi, la mia società ideale dà molta più considerazione ai ragazzi e ai bambini di quanto non faccia quella d’oggi), tuttavia questo non vuol dire che i casi che dici non sian moda
mi pare ovvio che sia un fenomeno di massa più o meno come i pokemon qualche anno fa, o come le spice girls
(a proposito:
se provavi a dire alle ragazzine convinte che le spice girls fossero il meglio gruppo del mondo che la loro era tutta una moda, s’incazzavano da morire.. non molto diverso da quel che succede se lo dici a un giovane fascista di oggi (e per carità: anche a un giovane comunista, o fricchettone, o punkettone, o quello che ti pare: sono le etichete in sé e per sé che sono mode))
Sandro Puggelli alle 0.39 del 31 maggio
tutto questo mi fa pensare che ciò di cui c’è bisogno non è tanto un partito politico con le palle, quanto di un’epidemia di llibero pensiero e di libertà d’opinione e di pensiero critico che contagi tutta la società…
si insegni questo, a scuola
Lorenzo Castronovo alle 0.45 del 31 maggio
x me sono solo parole al vento…….io ho servito la patria x 3 anni e molti miei ex-colleghi lo fanno ancora………..quindi dei vostri discorsi non me ne pò fregà de meno………
noi diciamo sempre……..è facile parlare quando si stà a casa al calduccio!!!!!!!!!
x noi c’è solo SACRIFICIO E DOVERE
Alarico Ciaramelli alle 0.46 del 31 maggio
Eheheh, è questo il problema!
Comunque il fatto è che quello dei bambini è un esempio, ci sono molti adulti che dicono/fanno le stesse cose… Ed è molto preoccupante perchè non avere idee (o seguire ideali che vanno di moda nel gruppetto in cui escono) alla loro età vuol dire essere succubi di qualcosa!
Alarico Ciaramelli alle 0.55 del 31 maggio
Ah, una cosa ganza!
Su Netlog in periodo elezioni erano pubblicate ovunque immagini di Berlusconi, Fini, e simboli di partiti quali Fiamma Tricolore e altri… Ed erano anche molto gettonati i vari Hitler, Mussolini e svastiche varie…
Io commentavo uno ad uno queste foto e chiedevo ai proprietari se potevano spiegarmi le motivazioni per le quali votavano quel determinato partito e di spiegarmi in poche parole il programma elettorale che presentavano.
OH, NON CE N’ERA UNO CHE RISPONDEVA!
O mi infamavano (“Oh ma che cazzo vuoi comunista di merda!” detto infinite volte), o mi infamavano ma poi si convertivano (convinsi seriamente un naziskin a leggere i programmi elettorali per poi decidere! E lui mi disse: “Ok, grazie! Comunque se avessi qualche domanda posso ricontattarti? ahahah…), oppure mi bloccavano direttamente il profilo sottraendomi la possibilità di parlarne.
Quelli con foto di svastiche, Mussolini e Hitler li segnalavo direttamente agli operatori del sito dicendo:
Alarico Ciaramelli alle 0.56 del 31 maggio
“Apologia di fascismo, perseguibile legalmente” e provvedevano loro a cancellare foto o profili…
E ti ripeto, gente dai 20 anni in su!
Assurdo…
Sandro Puggelli alle 1.03 del 31 maggio
guarda castro, io non ti vengo a dire che quello in cui credi è falso hai capito? sono sicuro che per te siano valori veri, e come tali li riconosco e li rispetto, perché avendo a cuore te ho a cuore anche quello in cui credi

quello che ti dico è che quello in cui credi per qualcuno è una moda, e come tale subisce periodi INN in cui ci sono molti più “adepti” e periodi OUT in cui permane solo uno zoccolo duro (che può essere moda anche questa)

inoltre, anche se una cosa è moda per molti, questo non vuol dire che debba essere sbagliata per forza!

molte cose che vanno di moda, io le faccio mie… per es. ho appena pubblicato un video dello chef tony: piace a molti, e piace anche a me 😉

Sandro Puggelli alle 1.03 del 31 maggio
quello che è necessario è coscienza critica, che è l’esatto opposto di dire “le tue per m sono parole al vento”
tu mi dici che le mie per te sono parole al vento
il che significa che non le prendi in considerazione
il che vuol dire che non sei critico nei confronti di quello in cui credi
il che vuol dire che potrebbe essere vero che anche per te è una “moda”: non perché non ci credi davvero, ma perché ci credi tanto da non metterlo in discussione.
io invece tutti i miei valori li voglio mettere in discussione, perché non voglio essere il fantoccio di qualcun’altro:
vi assicuro perciò che le vostre parole non sono per me parole al vento.
e l’ultima cosa che credo è che si debba obbligare gli altri a credere quello che si crede noi
per cui
tu credi nei i tuoi valori
a me basta che non tu voglia che anche gli altri vi si adeguino
io per esempio non ci credo o perlomeno non ci credo nel modo in cui ci credi tu,
e a me piace così
Alarico Ciaramelli alle 1.08 del 31 maggio
Si si, giusto!
E’ per quello che io facevo leggere agli altri i programmi elettorali, e non il programma elettorale del partito che votai io…
Per esempio a una che faceva la Berlusconiana (ma che non sapeva spiegarmi il perchè, oltre a “Comunista di merda!”) chiesi di leggere il programma di Scilvio, perchè se era convinta di voler votare lui era giusto che conoscesse queste cose!
Comunque: “io per esempio non ci credo o perlomeno non ci credo nel modo in cui ci credi tu,
e a me piace così”
Sta frase a effetto finale mi garba! E’ proprio SBAM! Non so se mi spiego…
Sandro Puggelli alle 1.11 del 31 maggio
a proposito, ma chi t’ha detto che io sia a casa al calduccio?
al di là di questo, io sono DAVVERO a casa al calduccio 😉 , ma questo non vuol dire che non mi sbatta per quello in cui credo, anzi
inoltre pensa a tutti quelli che la pensano come me ma NON SONO a casa al calduccio… Visualizza altro
per esempio quelli che sono in paesi di guerra a riparare le ferite dilaniate dalle mine che qualche ligio soldato innamorato della patria ha posto al suolo
io ti dico, e ci metto tutta la mia anima,
che un solo arto sbudellato di una qualunque vittima di mina vale 100 volte di più di tutti i principi miei, tuoi e dei tuoi amici messi assieme:
alle volte, per favore, meno principi, più cuore.
anche a costo di andare contro i propri amici e la propria patria.
Lorenzo Castronovo alle 1.15 del 31 maggio
scusa, non capisco,non mi pare di aver menzionato FINI-BOSSI o BERLUSCONI………3 personaggi che sono in cima alla mia lista nera…….
e poi……hitler…….ma chi ha mai parlato di lui????
MAI STATO FILO-NAZIONALSOCIALISTA………
voi parlate tanto……..MA I FATTI??????
mi sà che avete un pò le idee confuse….su i veri valori della destra sociale……..
se proprio devi menzionarmi delle persone…allora menziona questi!!!!…….ettore muti-italo balbo-giovanni gentile-junio valerio borghese…….questi sono VERI UOMINI!!!!!
no,quei 3 coglioni del P.D.L.
ma sai almeno chi sono???? o devo spiegartelo????
quando vuoi……..
io non sono come quello SKIN…….non ho bisogno di insultarti x averla vinta…….
Alarico Ciaramelli alle 1.17 del 31 maggio
Ma chi dice a te, infatti?
C’è anche gente che in questi ideali crede fermamente e che ha anche una cultura, ma le persone di cui parlavo non sei tu.
Sbaglio?
Sandro Puggelli alle 1.26 del 31 maggio
scusa, ma a che ti stai riferendo castro?
nessuno ha nominato quelle persone (a parte prima alarico ha nominato berlusconi, ma per fare un esempio)
comunque voglio subito chiarire una cosa:
il mio messaggio non ha niente a che vedere col partitismo politico:
se il 90% delle volte la destra è moda
il 90% delle volte anche la sinistra è moda
non cominciamo l’ennesima guerra destra sinistra:
mi fanno troppo ribrezzo, non ho intenzione di mettermi da nessuna delle 2 parti, anche se preferisco la sinistra (ma non quella del parlamento), perché sono sicuro che tutte e 2 le parti abbiano qualcosa di buono da insegnare
da questa discussione tenete lontani gli insulti, o vi cancellerò i commenti
attenetevi alla discussione, nel caso rileggetela, perché stiamo andando fuori dal discorso:
ricapitolando:
NON SI STA FACENDO UNA GUERRA TRA DESTRA E SINISTRA
SI STA RAGIONANDO DELLA CONSAPEVOLEZZA DI QUELLI CHE SONO I NOSTRI VALORI
Sandro Puggelli alle 1.30 del 31 maggio
ah scusa hai visto che in questo hai ragione te castro (si sbaglia tutti) alarico aveva nominato davvero quelle persone mi era sfuggito.. aspetta vado a rileggere e poi commento..
per ora scusami 🙂
(a proposito però: che ne sai io quanto parlo e quanto agisco?
ti assicuro che non mi fermo alle parole … 😉
Sandro Puggelli
Sandro Puggelli alle 1.44 del 31 maggio
allora… sì, capito
era un buon esempio di moda, fra l’altro interessante
… personalmente mi fa piacere sapere che il castro non sia fra quelli… d’altra parte è sempre stato uno informato, sulle sue cose (sulle mie meno, ma sulle sue molto, il che non è poco visti i tempi)
a proposito sai una cosa lore? mi sa che andrò a informarmi davvero su ettore muti, italo balbo, giovanni gentile, junio valerio borghese, e questo grazie a te che mi hai messo il seme della curiosità in testa
vabbè ma detto tutto questo ribadisco i concetti fondamentali:
1) teniamoci i valori che vogliamo, ma si sappia metterli in discussione, sennò si agiscie come balocchini, come robot.
2) ricordiamoci che quello in cui crediamo potrebbe non aver valore per un altro, che quindi dobbiamo lasciarlo libero di perseguire la sua vita, anche se si discosta dalla nostra
3) ogni nostro valore non vale niente di fronte alla sofferenza causata a un’altra persona a causa di tale valore
Alarico Ciaramelli
Alarico Ciaramelli alle 10.26 del 31 maggio
Si ma le avevo nominate in ambiti diversi, per il fatto che io chiedevo il loro programma elettorale a coloro che su Netlog esibiano loro foto.
Che è, facevo male?
Solo per vedere se sapevano cosa andavano a votare!
Se Lorenzo l’ha vista come una cosa personale mi dispiace, forse mi sono spiegato male… Oppure sarà meglio rileggere!
E poi non ci siamo mica offesi, peccarità…
Sandro Puggelli
Sandro Puggelli alle 12.07 del 31 maggio
no a me m’è garbata un monte questa cosa, in realtà
è un esempio perfetto dei figliolini-moda
non so perché mi era sfuggito di leggerla, si vede postando i commenti insieme..
non sono in disaccordo con te, è che avevo paura che venissero fori i soliti litigi destra sinistra… quelli che non servono a far altro che a farti trincerare nella tua posizione
lorenzo si era già scagliato in difensiva
se c’è una cosa che aborro sono le chiacchiere vuote che si trovano su internet sulla politica
di politica si dovrebbe ragionare in amicizia, perché se non c’è questo non c’è politica, perché per me politica è costruire insieme
più o meno
non a caso mi fa schifo la > parte della politica d’oggi, perché la gente è lagata a un partito più che agli altri,
più o meno
è sbagliata alle basi
Alessandro Desii
Alessandro Desii alle 12.12 del 31 maggio
Mi intrometto l’ultima volta nella discussione, poi smetto XD
Ho trovato un punto nella discussione veramente bello, in cui Sandro trovi il mio più totale appoggio (e anche quello di tanti psicologi che ho studiato a scuola! :D):
Attraverso le esperienze di vita, attraverso ciò che hai intorno formi il tuo carattere e formi i tuoi ideali.
Il mio massimo rispetto verso ogni persona ed ogni pensiero, purchè non sia dettato dalla moda e non sia eseguito “stile burattino” dalla persona.
Si parla sempre di pensieri giusti, non radicali e che facciano male al prossimo, senza quindi giustificare ideali razzisti estremisti!
Con questo concludo, ringraziando tutti per la discussione, davvero interessante!
Magari più tardi passo per rileggere altri punti della conversazione.
Alessandro Desii
Alessandro Desii alle 12.14 del 31 maggio
che poi io non voglio sofferarmi solo sulla politica, voglio sottolinearlo!
Ogni ambito della vita di ogni uomo è dettato da ciò che ha vissuto e da ciò che ha intorno, ed è quindi anche la più banale delle cose ad essere “influenzata”!
Sandro Puggelli
Sandro Puggelli alle 13.54 del 31 maggio
ma guarda, almeno una volta che gli psicologi mi dano ragione! 😉
Sandro Puggelli
Sandro Puggelli alle 18.41 del 31 maggio
sto per pubblicare sul mio blog questa sfilza di commenti compresi di nome e immagine associata al nome e il link per le vostre pagine facebook,
se qualcuno non volesse mostrare né il proprio nome né la propria immagine né il proprio link associati a questi commenti fuori da facebook me lo dica che non li metterò o – nel caso me lo dicesse dopo averlo già pubblicato – li toglierò
grazie a tutti
Alarico Ciaramelli alle 19.15 del 31 maggio
Metti metti!
Lorenzo Castronovo
Lorenzo Castronovo alle 12.25 del 01 giugno
sandro fai pure…….non c’è problema!!
voglio solo concludere dicendo:
– i valori sono FONDAMENTALI x OGNUNO…purchè siano VERI E SANI…….
per quanto mi riguarda RAZZISMO,VIOLENZA E ANTI-SEMITISMO appartengono al male……non al BENE
io preferisco questi PATRIA-FAMIGLIA e TANTO LAVORO… Visualizza altro
un ultima citazione x concludere:
” l’albero della libertà và rinvigorito con il sangue dei MARTIRI e dei TIRANNI”
T.JEFFERSON
vi saluto….vi ringrazio e spero di non avervi troppo aggredito all’inizio…….. non avevo nessuna intenzione cattiva
Sandro Puggelli alle 14.29 del 01 giugno
ci mancherebbe lore, senza di te questa discussione non ci sarebbe mai stata!
aggiungo subito questo tuo commento al post
.. e poi che dire?
che anch’io condivido le tue opinioni su razzismo, antisemitismo e violenza
per quanto riguarda i tuoi valori positivi io ne preferisco altri (per quanto sono apertissimo a che altri li facciano propri)
semplicemente il mio valore e’ permettere a ciascuno di avere i valori che sceglie (magari con autoconsapevolezza per potervi mettere mano quando vi fosse qualcosa da perfezionare),
e l’integrare i valori, i desideri di ciascuna persona senza che vi siano contrasti fra questi e’ uno dei prossimi obiettivi per me RAGGIUNGIBILI dell’umanita’..
cerchero’ una soluzione che non faccia ne’ martiri ne’ vittime, forse si puo’ trovare,
vale la pena cercarla

grazie lore, sei un amico 🙂

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il post è lungo ma lo posto perché ci sono alcune cose interessanti, avevo voglia di cominciare a ragionare di politica.
se vi fa fatica non lo leggete, o leggete soltanto qualche pezzo in qua e in là.
in futuro forse condenserò il mio pensiero in un altro post, per adesso preferisco postarlo in questa forma piuttosto che non postarlo affatto

su facebook mi sono imbattuto in questo video che ho poi trovato anche in youtube:

al video, pubblicato da un mio amico (Niccolò Acciaioli), ha prontamente risposto un altro mio amico (Cristian del Campo) – che si è appena candidato a consigliere comunale nelle fila del PD – tacciandolo di populismo e di non dare risposte ai problemi che solleva.
Niccolò e io stesso abbiamo a nostra volta dato le nostre risposte – per lo più a favore del video o meglio del significato di fondo che ha.

ho deciso di riportare qui la discussione perché si è fatta interessante e tratta un argomento che voglio affrontare nel mio blog.
dato che questo non è territorio neutrale per te Cristian, se vuoi ci si può spostare sul tuo blog! (sarebbe bello continuare la medesima discussione su 2 fronti!)

Cristian e nicco, se volete che tolga i vostri nomi da qui basta che me lo diciate, ok?

Cristian del Campo:

Populismo abbestia! evvai che tutti siamo bravi a mandare a quel paese ma poi nessuno ha voglia di sporcarsi le mani per migliorare le cose…e vabbè!
Su una cosa sono d’accordo: gli schiaffi ai figli. Quelli ogni tanto ci vorrebbero davvero!

La mia risposta è: l’Italia ti fa schifo? E tu cosa aspetti per renderla meno schifosa?

sandro puggelli (io):

populismo? forse sì, senz’altro un po’
però bisogna distinguere fra ciò che è vero e ciò che non è vero anche in un video populista
io condivido in generale il messaggio che dice che gli attuali politici facciano schifo – non tutti forse, ma la > parte sì – anche quelli del tuo partito cristian, anche i tuoi discorsi mi pare di averli già sentiti fare 100 volte da altre 100 persone nella tua medesima situazione (risultati pochi, anzi in generale sono tutti (o quasi) rimasti ladri)

questa almeno la mia opinione basata sui fatti di cui sono a conoscenza e sempre in continuo mutamento – sono in attesa di qualcuno che mi faccia cambiare idea
tu per es. potresti farlo con le tue azioni, ti assicuro che le giudicherò imparzialmente: fammi ricredere sulla bontà della tua attività politica

tante cose non condivido però del video, per es. graffitare sui muri per me E’ arte, se lo si fa su muri brutti con graffiti BELLI, mai su altre opere d’arte come per. es. statue…
ma cosa volete definire cosa è e cosa non è l’arte? certe cose vanno al di là delle definizioni

e poi per es. credo che i figli possano salire su bene anche senza ceffoni, dato che è pieno il mondo di figli cresciuti di merda con o senza ceffoni
..forse perché col crescere bene i figli i ceffoni non hanno nulla a che vedere, ma dipende da altre cose, come per es. non essere genitori di merda, cosa + impegnativa di dare 2 o 3 ceffoni (che cmq in teoria ci possono anche stare, anche se conto di riuscire a non farne mai uso)

Niccolò Acciaioli:

punto primo:

Sicuramente è un video ‘populista’ nel senso che serve solo a farci girare i coglioni senza essere propositive e bla bla bla, certo non è un discorso di m.l. king va preso per quello che è senza farci un poema sopra, sicuramente rappresenta una certa rabbia che ho dentro, da presona come me che nella politica ci credeva veramente

punto secondo:…

Sono 8 anni che faccio l’educatore (gratuitamente) in diverse realtà, sicuramente non sono molto bravo nel farlo ma credo che se si parla di sporcarsi le mani per cambiare il mondo posso dire di aver cercato di fare la mia, per migliorare le cose ALLA RADICE ovvero creare dei buoni cittadini e delle persone a cui importa (i care).

punto terzo:

A CRISTIANUCCIO… CIOE’ ANCHE MENO PER FAVORE!
apprezzo il tuo impegno politico perchè sono sicuro che lo fai con coscienza ma non è che mo che ti sei candidato ti puoi mettere a dare lezioni a gli altri come se tu fossi l’unico che muove il culo scusa ( mi riferisco alla frase: ‘evvai che tutti siamo bravi a mandare a quel paese ma poi nessuno ha voglia di sporcarsi le mani per migliorare le cose..’ e l’Italia ti fa schifo? E tu cosa aspetti per renderla meno schifosa?)
forse ho frainteso ma sapeva un po di saccentino te lo devo proprio dire

detto questo colgo l’occasione per farti cmq gli auguri e… picchiamo i nostri figli senza pietà!

sandro puggelli:

concordo tutto con niccolò, solo io preferisco picchiare i VOSTRI, di figli, vi va? >:-D

cristian del campo:

Intanto, bello risentirvi!!!! Poi, naturalmente non mi riferivo a chi già si attiva nella società. E’ che credo che questi discorsi che condannano tutto e tutti ad un certo punto, per quanto siano uno sfogo di rabbia, siano però totalmente distruttivi, nel senso che contribuiscono ad alimentare un’idea che tutto intorno a noi non funziona e che sia legittimo criticarla. E basta. Conosco il vostro impegno (tuo e di Sandro) e, siccome mi conoscete anche voi, sapete che credo che l’impegno sociale, quello viso a viso, quello da educatore, quello da medico, quello in cui uno si mette a servizio occhi negli occhi dell’altro è ciò che salva il mondo e continuerà a salvarlo.
Però allo stesso tempo, mi rendo conto che non ci possiamo più permettere di criticare una politica che non va, perchè questo ha due effetti: 1) non la cambia (nel senso che finchè non si sceglie di sporcarsi le mani per cambiare, sarà inutile averle tenute pulite), 2) che svilisce e scredita TUTTA la politica.

I politici di oggi non ci piacciono e non piacciono neanche a me. Ma questo non ci deve consentire di schifare la politica in genere, perchè la politica è azione collettiva e va oltre “chi la fa” (per fortuna).
Mi fanno rabbia questi video solo perchè finiscono per screditare tutto e tutti a prescindere, solo questo. Poi riconosco tutte le mancanze, le truffe, i comportamenti scorretti e le delinquenze che ci sono…ma allora diamoci una mossa, cominciamo a urlare queste cose non solo con dei video su facebook ma facciamolo in piazza oppure nelle sedi di associazioni e volontariato, facciamolo nelle “piazzE” di tutti i quartieri. E forse qualcuno che però si butto dentro un mondo marcio per risanarlo dall’interno ci vuole, come punto di riferimento. Non credo di essere io, anche se mi impegnerò per farlo. Ma credo che c’è sempre più bisogno che, quando tutto è stato distrutto, qualcuno ricominci a sperare e costruire. Solo questo.

Sui ceffoni…bè, senz’altro parlare di educazione dei figli su facebook non … è un granchè…però ritengo che giustificare e tutelare eccessivamente i figli non sia una buona azione educativa. Un caso palese è quello dei professori: quando il genitore va a parlare col prof, generalmente è il professore ad avere torto e il figlio ad essere protetto. Un tempo, la figura del professore era venerata, perchè era l’educatore non solo l’insegnante. Ora, ci sono vie di mezzo ma…il figlio non ha ragione a priori è questo è un concetto educativo che secondo me viene spesso dimenticato oggi. E’ giusto che si assuma le sue responsabilità e che venga punito se sbaglia. Il come lo lascio scegliere a voi ma mi pare l’unico modo per “costringere” a crescere.

Ciao bellissimi. Mi sembra di essere tornato ai tempi di vergaio.it. Vi abbraccio!

sandro puggelli:

guarda cristian (che anche per me è un piacere risentirti!),
se si vuole essere precisi la politica, come accenni anche te, è un qualcosa che riguarda la vita di ciascuno di noi, in ogni momento, ogni volta che ci si mette in relazione con qualcuno, e non quella roba per lo più corrotta che si vede in televisione, e che anche non fosse – ahah – corrotta, sarebbe comunque molto poco rappresentativa delle persone di una nazione.

Uno degli errori che credo si commettano è dire “le cose si cambiano dall’interno”, per cui per cambiare la politica si dovrebbe diventare politici.

questo è vero ma limitato. c’è anche il punto di vista opposto, altrettanto vero e altrettanto limitato, di quelli che sostengono che “le cose si cambiano dall’esterno” perché è l’unico modo di vederle senza condizionamenti.

io credo che il giusto stia nell’andare oltre questa stupida dicotomia e mettersi di buzzo buono per cambiare le cose tout-court, chi da dentro chi da fuori (e anche te accennavi a questo no?)… tutto questo per me è la VERA politica (purtroppo chiamata antipolitica da chi non c’ha capito un cazzo)

così non è che chi ricostruisce siano soltanto quelli all’interno del sistema politico “formale”, che è poi quello che stai difendendo tu, almeno in parte

così sappi che anch’io almeno in parte non la attacco, ma IN GENERALE la politica “formale” mi fa schifo! mi fa schifo perché non ci sono brave persone? sì ci sono brave persone, forse la maggioranza (?), ma non credo la maggioranza di quelle che comandano davvero. come dire che la politica delle istituzioni fa cacare, fa cacare il cazzo, cioè dall’uretra esce merda, capito?

sia chiaro, il video è un video con TANTE carenze, ma non posso non condividerne l’anima: PERCHE’ MI SONO ROTT’U CAZZO DEL SISTEMA POLITICO “FORMALE” ATTUALE, ancor + che dei politici in sé e per sé (che è ovvio che ce ne sia qualcuno bono!), e voglio gente che lo cambi da dentro e da fori, dato che la vera politica è tutte e 2 le cose.

se i politici vogliono che la gente non ne parli male:
1) si riducano gli stipendi a quelli di un impiegato
2) via tutti i privilegi non strettamente legati all’efficienza del loro lavoro e alla loro incolumità
3) diventino realmente rappresentativi delle persone che dovrebbero rappresentare

fino a quel punto, per favore, oh politicanti non rompete il cazzo a chi si lamenta di voi, soprattutto quando lo fa con cognizione di causa (queste parole non sono rivolte a te cristian, ma ai tuoi ultimi capi, che tu nemmeno conosci ma sulle cui direttive si muovono le tue azioni di politico)
!

sui ceffoni ai figli ho già condensato il mio pensiero
non ho voglia di dover fare sempre una questione seria e pallosa di tutto
non mi pare questo il posto non mi pare questo il modo

cristian del campo:

Io sono convinto che la politica si fa in ogni momento in cui c’è un’azione sociale: le associazioni fanno politica, i ragazzi che si impegnano, il volontariato, il consumatore al supermercato fanno politica. Ma è indiscutibile che, per amministrare, sia necessario delegare dei compiti, no? anche perchè la funzione della politica “formale” è anche quella di mediare fra milioni (uno per persona) di interessi differenti. Quidni, tutti non potremo governare. Quando dico di cambiare le cose dall’interno, intendo che va cambiato il concetto di delega nel concetto di rappresentanza. Qui non è questione di incaricare qualcuno di decidere per noi, ma di farsi carico dei nostri problemi e di decidere di conseguenza. E questo, credo, si può fare solo attraverso la politica formale. E non solo questo. C’è anche il discorso che saremo sempre governati da qualcuno e quindi qualcuno lo dovremo sempre scegliere.

Tu credi che le mie azioni politiche siano mosse da qualche capo. io credo che le mie azioni siano tanto più libere quanto più sarò supportato da gente comune. Perchè se non sarò il solo a credere in un miglioramento, allora sarò indipendente dai miei “capi”, nel senso che i primi a cui dovrò rendere conto siete voi e non loro, anche soltanto per un banale motivo: che se perdo il vostro consenso, che con fatica ho radunato insieme, allora la mia azione non ha più ragione di esistere.
IN questo credo che il politico formale debba avere il compito di riunire verso un obiettivo comune. Ma che la politica poi si compia dappertutto! Se io mi troverò a votare per dei fondi da stanziare nel sociale, come potrò stabilire in quale direzione stanziarli se prima non ascolto associazioni e gruppi che quotidianamente lavorano su queste realtà? Come vedi politica e politica formale possono e devono combinarsi.

Ma questo si realizza con 2 requisiti: il politico deve FARSI CARICO dei problemi della gente; la gente deve FIDARSI del politico e della politica formale.
E’ un rapporto di fiducia. Che tante volte è stato tradito e tante volte lo sarà ancora. Ma è l’unica speranza che abbiamo di poter contribuire al miglioramente di questa società. Perchè l’associazione di volontariato ha un’azione limitata se non è supportata da un’amministrazione; e l’amministrazione rischia di essere inutile se non coinvolge chi lavora direttamente con le persone.

Sandro Puggelli:

cristian,
credo che ti sia chiaro che io non sono contro la politica che abbiamo chiamato formale, ho già detto chiaramente che rientra nella politica vera, ne è una parte.
quindi su questo siamo d’accordo.

mi concentrerò su ciò su cui non siamo d’accordo, sennò non ci si capisce nulla.

NON SONO D’ACCORDO quando dici che tutti non potremmo governare, io credo invece che sarà l’evoluzione naturale della politica, anche se so di passare per scemo dicendo così; tuttavia SONO D’ACCORDO che finché questa non diventa una realtà è PROBABILMENTE (scusami, ma io di dare sicurezze laddove non esistono prove non me la sento) necessario usare la delega di qualche governante.

quindi anche se divergiamo in ciò che riteniamo possibile, siamo ancora d’accordo sul fatto che UNA delle cose che dobbiamo fare adesso (e per me neanche la più importante) è scegliere qualcuno in gamba per delegarci nella cosiddetta politica formale.

chi? ecco un’altra cosa su cui NON SIAMO D’ACCORDO: io ho deciso di votare la lista civica pratese di grillo non perché sia un grillino – dato che critico anche grillo – ma semplicemente perché mi piace il loro programma politico più del vostro e di quello degli altri.
e poi perché ritengo che una lista civica più del PD o del PDL manterrà le proprie promesse.
scusami, parlo per esperienza: liberissimi di dimostrarmi che ho torto (anzi mi farebbe piacere).
ma queste sono mie personali opinioni, non voglio convincere nessuno a votare chi voto io (e questa è un’altra differenza fra me e te), mi basta che la gente sappia pensare con la propria testa, io per esempio non so ancora quanto sia in grado di farlo. credo però di più di quelli che credono di essere “liberi”.

a proposito – così ti rispondo anche a questo – io non credo che le tue azioni siano mosse da un qualche capo, io credo che le tue azioni non si possano allontanare dalle direttive del tuo partito. e questo è un riscontro oggettivo, dato che sennò non ti terrebbero nel PD.
c’è una profonda differenza.

ora tu mi puoi dire che condividi le idee di base del PD e per cui non c’è niente di male nello stare tra le sue fila – e infatti lungi da me pensare che tu stia facendo male, ci mancherebbe! – ma il punto è che nel caso in cui le persone al vertice del tuo partito non fossero proprio pulite e avessero degli interessi loschi e/o personali in quello che fanno (e anche qui per carità, non si può fare di tutta l’erba un fascio (e voglio anche sottolineare che secondo me la destra è messa ancora peggio)) alla fine più di tanto da quegli interessi non ti ci potrai discostare, se nel PD vorrai rimanere, è chiaro no?
per questo reputo l’italia dei valori l’unico partito accettabile (ma ahimè non quello dei miei sogni) nell’attuale parlamento (altra idea personale, del tutto opinabile).

ecco un’altra differenza fra me e te: tu ti fidi del tuo partito, io del tuo partito non mi fido più.
liberi di dimostrarmi di star sbagliando, cambierei idea con felicità.
te l’ho già detto che cosa dovrebbero fare, i parlamentari, per acquistare la mia stima, te l’ho riassunto in 3 punti più sopra.
fino ad allora si becchino la rabbia della gente, che pure – molte volte, purtroppo – non sa pensare con la propria testa nemmeno lei.

ecco perché non credo in chi inveisce tanto all’antipolitica: perché quella che chiamano antipolitica è la vera politica, e la politica formale – che ne è solo un filone – se ne è discostata.
perciò io credo che la maggior parte della politica formale di oggi sia in fin dei conti antipolitica, fino a che non si riallineerà con le direttive della politica reale, che vengono dal popolo.

ricorda: io non credo che il tuo essere in politica “formale” faccia di te una persona brutta o comandata dall’alto, credo invece che anche nel tuo ambiente ci siano meravigliose persone che lottano per cambiare “l’antipolitica” dall’interno, ma per poterlo fare dovete ragionare “sia fuori che dentro dal sistema”, altrimenti non saprete vedere le cose dai punti di vista delle persone che non staranno con voi.

sono in attesa di altre risposte dei miei amici (penso Cristian perché Niccolò è un grasso maialone e gli farrà fatica di sicuro rispondere).

i miei primi 2 tours

Cosa compicciare con la mia vita, se dentro ho delle idee e dei desideri che ancora non sono riuscito a identificare chiaramente?

In queste condizioni la cosa più difficile – o comunque una di quelle che blocca più persone – è il partire: aspetti il momento giusto, di avere chiaro dove vuoi andare a parare, così da non commettere grossolani errori che poi ti saranno apportatori di numerose critiche da parte di coloro che vedono le cose sotto punti di vista diversi dai tuoi, tanto più aspre quanto più stravagante ai loro occhi ciò che vuoi costruire, e quanto più importante per loro l’argomento cui si riferisce.

Ma se continui con queste preoccupazioni con ogni probabilità non partirai mai: è molto difficile, se non impossibile, arrivare a formulare un qualcosa di completo senza ricevere i necessari complementi e idee dal mondo “pratico”. Come dire che “buttarsi” nell’azzardo di un pensiero non ancora ben formato è un ottimo modo per formarlo appieno. È questo più o meno quello che intendevo nel mio 2° post quando scrivevo della necessità di partire da qualche parte, aborrendo la perfezione e permettendomi di fare errori: li avrei corretti poi durante il percorso.

D’altra parte – specie per questioni importanti e che implicano una certa responsabilità – non puoi neppure partire “alla caciarona” rischiando di distruggere cose di riguardo in nome di un’idea sbagliata o di un desiderio che non nutrirai il mese seguente.

Scegliere il momento giusto in cui partire non è sempre facile, e lo si azzecca soltanto indovinando la corretta sintesi fra il disegno di ciò che già sei riuscito a renderti chiaro e l’azzardo di sperimentarlo anzitempo integrandolo così nel mondo.

Io sono sempre stato una persona maturante dentro una gran matassa di cose risultanti a volte interessanti per qualcuno e vacue infantilità per altri.

Tutt’ora non ho ben capito cosa compicciare nella mia vita: dire “farò il medico” non mi è sufficiente né dal punto di vista dell’onestà intellettuale né da quello della gratificazione, come non mi basta qualunque altra strada preformata che io conosca.

Così da sempre so con chiarezza che voglio buttare nel gran calderone delle mia attività tutte le cose che mi piace fare: disegnare, scrivere qualche canzone, scrivere qualche poesia, qualche libro, filosofeggiare sulle cose e sulla scienza, giocare, ridere e scherzare, dedicarmi alla ricerca di una soluzione ai problemi del mondo, fare figli e crescerli con una compagna, vivere in compagnia di buoni amici con cui dedicarmi intensamente a un sogno, crearmi un ambiente favoloso attorno a me che comprenda uno splendido rapporto con la natura, informarmi e crescere in cultura, dedicarmi alla ricerca scientifica e fare importanti scoperte e tutto quello che dimentico, e quello che non c’è verso scrivere.

Ovviamente da sempre mi hanno insegnato che non va bene fare così ed è meglio fare bene una cosa sola che farne tante male, ma io non sono del tutto d’accordo, anche a causa dell’essermi chiesto “ma chi li mette i limiti che stabiliscono che una cosa è una cosa sola, a sé stante, mentre un’altra cosa è in realtà un’insieme di cose?”, così mi sono risposto che l’integrazione olistica di tutte le cose che mi interessano è la sola cosa alla quale ho deciso di dedicarmi, e ho deciso di farlo bene.

Ad ogni modo ho trovato quello che credo un buon modo per partire e sbloccarmi senza dover per forza attendere una “ondata di cristallizzazione”**, che oltre ad essere per me molto divertente rende il momento giusto di partire sempre e solo l’adesso.

Ho deciso di incominciare una specie di Tour in giro per il mondo per cercare quelle realtà che compongono alcuni frammenti della realtà che voglio creare io, e per cercare le persone in sintonia coi miei stessi desideri.

Ho già in mente 2 viaggi: il primo nel mondo di ecovillaggi, paesini ed ecologico, il secondo in quello della Sanità… sono 2 cose che comunque so appartenere con molta probabilità al mio futuro, quindi vale la pena partire con esse.

Spiegherò meglio in altri post cosa ne farò, e si vedrà col tempo che succederà!

Fin da ora sia chiaro che chiunque voglia condividere con me qualsivoglia tappa dei miei tour, o darmi idee ecc. ecc. è ben accetto!

Via via che il tour andrà avanti delineerò le caratteristiche del mio vivere ideale e le maniere per realizzarlo, e le persone con cui farlo.

Ma queste cose si vedranno più in là,
non c’è fretta.

* questo titolo l’ho ripreso da un motto della Fraternità di Romena

** “ondata di cristallizzazione” è un concetto che riprendo da Pirsig, e più o meno vuol dire il formarsi automatico e istantaneo di un’intera matassa di pensieri a partire da dei frammenti spersi qua e là nella propria testa, quasi come una sorta di illuminazione..

in attesa di un'ondata di cristallizzazione

sono in un periodo di stallo, c’è qualcosa che mi si sta cristallizzando dentro – spero una buona idea e non la gotta – e penso a tante cose contemporaneamente che non riesco a tenerle tutte a mente… uso carta e penna per vedere se mi riesce di buttarle tutte lì, davanti a me, e poterle associare fra loro dandogli una buona forma, e qualche volta mi sembra che questa forma la prendano, e un frammento del quadro mostra le proprie fattezze… ma poi basta che i pensieri vadano poco oltre che d’un botto perdo tutto l’arazzo… per ora niente, o poco più… si accumulano i quaderni, i fogliolini, langue il blog… mi si affolla la mente e a volte mi sale l’ansia per l’impossibilità di vedere ancora un disegno completo e coerente di ciò che penso, così ce l’ho con me stesso e le mie limitate capacità, e mi piglia un po’ male…

ma non ho abbandonato il forum, sto solo cercando di far convergere fra loro i miei vari progetti e idee per vedere se c’è verso di seguirli tutti in un unico insieme coerente… e ben fatto

cmq il forum è sempre attivo (come il cervello quando dorme)! postate qualcosa e state sicuri che commenterò, anzi magari mi dareste il via per postare qualcosa anch’io…

liberamentemonete&radici

in questo disegnino ci sono 3 scritte
spieghiamo le 3 scritte:

LiberaMente > vecchio e scontato gioco di parole, comunque carino, rappresenta la dichiarazione del voler esprimere in forma libera ciò che provavo disegnando

IL POTERE E IL DENARO > chi ha soldi ha potere, potere di aquisto ma non solo.
potere di comprarsi una maglietta,
di laurearsi in medicina,
di dormire sotto un tetto e lavarsi tutti i giorni
di accedere a internet
di comprarsi le donne attratte dai soldi o da quello che essi possono comprare
di comprarsi ogni genere di uomo disposto a vendersi per denaro,
e alcuni uomini sono uomini capaci, influenti, potenti,
alcuni sono editori, alcuni scrittori, alcuni sono veri e propri geni.
chi ha soldi può mettere ogni genere di competenze al proprio servizio.
può mettere tutti i cervelli disposti a vendersi per denaro al proprio servizio.
e gli uomini disposti a vendersi per denaro riguardano ogni genere di competenza.
poi può mettere insieme cervelli, scrittori e editori e diffondere le proprie idee a macchia d’olio, e comprarsi un’opinione pubblica e un consenso popolare tutti suoi.
alcuni uomini politici sono in vendita, sono i cosiddetti politici corrotti.
gli uomini politici fanno le leggi.
chi ha soldi può arrivare a esercitare potere sulle leggi.
il potere d’acquisto dei soldi ha infiltrato il potere sociale,
questo è il potere sociale derivato direttamente dai soldi.

il potere dei soldi valica i confini delle singole persone: gli stati con più soldi sono gli stati che godono di maggiore considerazione per l’opinione pubblica.
basta pensare a quante cose sapete dell’america, della francia, dell’inghilterra, e quante ne sapete dell’etiopia, della romania, del ghana (come si scrive?..). gli stessi turisti rumeni non valgono quanto quelli americani: i turisti rumeni sono turisti di serie B.
per i commercianti certo, ma non solo.

il potere attribuito ai soldi è eccessivo, perché non è detto che chi ha soldi sia capace di gestire il potere sociale nel modo migliore per la società.
qualcuno in questi giorni ha parlato di meritocrazia.
in base a questa, per esempio, il potere sociale dovrebbe essere dato in mano agli uomini in grado di usarlo al meglio per la società.
questo genere di meritocrazia non è molto diffusa, in quasi nessun ambiente.
d’altra parte chi definisce quali sono i meriti? quali sono i criteri che stabiliscono che uno è meritevole e un altro no?
quello di avere soldi è uno dei meriti della meritocrazia vigente ai nostri giorni.
non è il solo certo, per quanto uno dei più potenti, se non il più potente: ci sono altri generi di corruzione che non passano per il denaro corrente. ci sono le amicizie politiche, la svendita dei voti, e altri generi di “meriti” che attribuiscono potere sociale.

il criterio di attribuzione del potere nella società è da rivedere alle radici.

DUBITARE DELLE RADICI > questo è da riferirsi al discorso precedente, certo, ma non solo.
riguarda il porsi domande su tutto ciò che diamo per scontato, su ciò che è di base per i nostri ragionamenti, per i nostri giudizi. riguarda il dubitare dei “meriti” alla base della meritocrazia dei nostri giorni, riguarda il dubitare i nostri stessi princìpi.
Le parole “corretto”, “giusto”, “sbagliato”, “buono”, “cattivo”, “migliore”, “peggiore”, sono il metro con cui giudichiamo le cose che ci si pongono davanti, sono cioè l’espressione di ciò che ci permette di scegliere fra più cose.
ma chi definisce queste parole, chi decide che cosa è meglio, peggio, giusto, sbagliato, corretto, buono, cattivo?
sono i nostri princìpi, i princìpi che abbiamo, che danno un significato a queste parole. se una cosa è conforme a un nostro principio, è buona, se non lo è, è cattiva.
ma da dove vengono questi princìpi? sono forse assoluti?
dovrebbero esserlo, se si parla di bene e male. ma non è affatto detto che sia così.
certe volte vengono da dentro di noi e basta: lo sai da te che il dolore fa male, perché il tuo organismo è fatto così: se metti il pene sotto a una ruspa ti fa male. non è che te l’hanno dovuto dire: “oh guarda, ti fa male il pene” “ah cavolo, è vero, lo levo subito!”, queste cose le sai e basta.
altre volte però non sono così innate, e in questo caso i princìpi ci vengono dati da qualcuno.
ma chi ci dice che questi princìpi siano quelli giusti?
e poi, giusti per chi?
in assoluto? per me? per te?

in teoria, i princìpi sono giusti a priori, per assunto.
e questo andrebbe anche bene, se non fosse che la gente crede in princìpi diversi anche in contrasto gli uni con gli altri e per i quali si è sparso e si sparge tuttora sangue:
ovviamente se i miei princìpi sono giusti, i tuoi, se contrastano coi miei, non possono che essere sbagliati. e se tu valuti quello che è buono e cattivo sulla base di princìpi sbagliati, valuterai male, e potrai scambiare quello che è buono per cattivo e viceversa. per cui, ai miei occhi, diventerai cattivo. e in certi casi, potrei perfino ammazzarti.
tuttavia, generalmente, non è necessario ammazzarti, mi basta pensare che tu sia in errore. per fare un esempio, se io sono cristiano e tu induista, alcune cose le dirai in accordo con me altre in disaccordo, e su quelle in disaccordo, ovviamente tu sbagli e io ho ragione. però non è che per questo ti ammazzo: mi basta pensare che tu sia in errore, che tanto esiste il perdono, e te la cavi così; o che tu non abbia ancora ricevuto la grazia di conoscere la Verità, che è solo Dio a concederla e te la concederà quando lo riterrà giusto. Sì perché è Dio che mi ha dato i miei princìpi, a differenza dei tuoi a te. Così mi metto al sicuro. In fondo, questo stesso è un mio princìpio, forse il più importante di tutti: i miei princìpi non si toccano.

Insomma, ognuno di noi valuta ciò che è giusto e sbagliato in base ad alcuni criteri più o meno acquisiti, una legge interiore che reputiamo superiore a qualunque cosa, perfino a noi stessi, al punto che le persone che ammiriamo di più sono quelle che sono giunte a morire per i propri ideali (meglio se i nostri).
come potremmo mai dubitare dei nostri stessi princìpi, delle stesse radici della nostra morale?
eppure, qualcuno lo dovrà pur fare: non io certo, ma tu, che sbagli, lo dovresti fare! eccome se lo dovresti fare!

DUBITARE DELLE RADICI vuol dire chiedersi se gli stessi criteri che utilizziamo per dare giudizi e effettuare delle scelte sono giusti oppure sbagliati.
io credo che ciascuno di noi dovrebbe dubitare delle proprie radici, e chiedersi se gli altri non abbiano – magari sotto un punto di vista che prima neppure sospettavamo – tanta ragione quanto noi.
dubitare delle proprie radici, dei propri principi quindi.
tuttavia se sono i princìpi a definire cosa è giusto e cosa è sbagliato, come possiamo chiederci se essi siano giusti oppure sbagliati?
in base a cosa potremmo dire che i nostri princìpi ossia tutto ciò in cui noi crediamo è giusto oppure sbagliato? quali criteri ci permettono di valutare se i criteri con cui valutiamo ciò che è buono e cattivo sono buoni o cattivi?
in questa maniera tutto potrebbe crollare sotto ai propri piedi, e noi stessi saremmo i manovratori della vanga che ne sarebbe responsabile.

per il momento, basta così.

Nel cambiamento sociale intendo: per vivere in un mondo giusto e ganzo, bisogna rifare le cose proprio dall’inizio o invece basta migliorare un po’ quello che già c’è?

Bèh ovviamente dipende da cosa a cosa, tuttavia, come linea generale, per me, questo problema, non bisognerebbe neanche farselo.

Bisognerebbe levarsi dalla testa di voler essere rivoluzionari o di voler essere moderati; di voler essere polemici o di voler essere accondiscendenti; di voler cambiare per forza la società alle radici o di volerne mantenere lo scheletro e cambiarne solo alcune componenti;
e dedicarsi piuttosto a definire in quale tipo di società vorremmo vivere. Pezzo per pezzo. Oppure nell’insieme, poco importa.

Se non c’è assolutamente bisogno che i cambiamenti siano rivoluzionari e ultraprogressisti, non c’è nemmeno bisogno che non lo siano.

Non esiste una soluzione valida per tutti, perché dovrebbe esistere una scuola – per fare un esempio di una istituzione sociale qualsiasi – buona per tutti?
Alcuni sentono il bisogno di stravolgerla in profondità, altri di mantenerla quasi uguale a quella che è ora,
io credo che entrambi abbiano ragione.

Vale la stessa cosa per il mondo intero:
potete dire che non ci siano un sacco di cose meravigliose, che vanno preservate, che davvero sono l’espressione della parte più positiva delle persone? (chennesò: internet, i parchi pubblici, la permacultura, le ONLUS, la generosità, la medicina, quello che vi pare)
potete dire che alcune cose invece non le eliminereste definitivamente? (la guerra, gli sfruttamenti, gli schiavi, ecc.)
potete inoltre dire che non avete dei sogni che non esistono nel mondo attuale e che vorreste intensamente che fossero veri?

un vero rivoluzionario sociale per me è quello che porta dentro di sé tutte queste cose assieme, non quello che smantella tutto e poi rifà diverso. quello semmai è un dittatore, uno che o vuole mantenere tutto come è o vuole cambiare tutto come gli pare a lui. il vero rivoluzionario è quello che si sa criticare, quello con 2 palle così che si trova a muoversi in mezzo al paradosso di voler mantenere e smantellare una stessa istituzione, è quello che dopo di lui il mondo è drasticamente cambiato, ma senza soluzioni di continuità; oppure è cambiato poco, ma lo si sente nell’aria.

Poi alla fine boh, un vero rivoluzionario non dà retta nemmeno a ‘ste fregnacce.

Chennesò.

C’avevo voglia di postare qualche cosa.

tutto-o-pochinino

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È CALDAMENTE CONSIGLIATO PERMETTERSI DI FARE ERRORI!

Questo sito in perenne modifica si propone di fare e dire tante cose e quindi si suppone che tante volte sbaglierà. La creatività presuppone la libertà di fallire, il cambiamento sociale anche. Un richiamo a questo concetto (e a molti altri) si trova anche in questo bel video qua! Permettersi di fare errori è forse il miglior modo per correggerli. Dato poi che di errori ne faccio tanti e che il mio pensiero è perennemente in evoluzione, non è difficile che al termine di un mio post possiate incontrare un aggiornamento scritto in rosso. Siete caldissimamente invitati a esporre critiche dubbi consensi e quant'altro di civilmente espresso al fine di contribuire all'aggiornamento e al perfezionamento dei miei pensieri! GRAZIE!!!

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