Nel cambiamento sociale intendo: per vivere in un mondo giusto e ganzo, bisogna rifare le cose proprio dall’inizio o invece basta migliorare un po’ quello che già c’è?

Bèh ovviamente dipende da cosa a cosa, tuttavia, come linea generale, per me, questo problema, non bisognerebbe neanche farselo.

Bisognerebbe levarsi dalla testa di voler essere rivoluzionari o di voler essere moderati; di voler essere polemici o di voler essere accondiscendenti; di voler cambiare per forza la società alle radici o di volerne mantenere lo scheletro e cambiarne solo alcune componenti;
e dedicarsi piuttosto a definire in quale tipo di società vorremmo vivere. Pezzo per pezzo. Oppure nell’insieme, poco importa.

Se non c’è assolutamente bisogno che i cambiamenti siano rivoluzionari e ultraprogressisti, non c’è nemmeno bisogno che non lo siano.

Non esiste una soluzione valida per tutti, perché dovrebbe esistere una scuola – per fare un esempio di una istituzione sociale qualsiasi – buona per tutti?
Alcuni sentono il bisogno di stravolgerla in profondità, altri di mantenerla quasi uguale a quella che è ora,
io credo che entrambi abbiano ragione.

Vale la stessa cosa per il mondo intero:
potete dire che non ci siano un sacco di cose meravigliose, che vanno preservate, che davvero sono l’espressione della parte più positiva delle persone? (chennesò: internet, i parchi pubblici, la permacultura, le ONLUS, la generosità, la medicina, quello che vi pare)
potete dire che alcune cose invece non le eliminereste definitivamente? (la guerra, gli sfruttamenti, gli schiavi, ecc.)
potete inoltre dire che non avete dei sogni che non esistono nel mondo attuale e che vorreste intensamente che fossero veri?

un vero rivoluzionario sociale per me è quello che porta dentro di sé tutte queste cose assieme, non quello che smantella tutto e poi rifà diverso. quello semmai è un dittatore, uno che o vuole mantenere tutto come è o vuole cambiare tutto come gli pare a lui. il vero rivoluzionario è quello che si sa criticare, quello con 2 palle così che si trova a muoversi in mezzo al paradosso di voler mantenere e smantellare una stessa istituzione, è quello che dopo di lui il mondo è drasticamente cambiato, ma senza soluzioni di continuità; oppure è cambiato poco, ma lo si sente nell’aria.

Poi alla fine boh, un vero rivoluzionario non dà retta nemmeno a ‘ste fregnacce.

Chennesò.

C’avevo voglia di postare qualche cosa.

tutto-o-pochinino

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