la mia società ideale è LUI!!!
la mia società ideale è LUI!!!
io sono uno di quelli che è andato a protestare davanti al Vescovado di Firenze contro la decisione del vescovo Betori di punire don Santoro della comunità cristiana di base delle Piagge a seguito del matrimonio da lui celebrato tra un uomo e una donna che nacque uomo.
nel corso della mia protesta ho avuto modo – così ha voluto il caso – di parlare direttamente col vescovo. quando si è sparsa la voce della mia chiacchierata sono stato contattato da diversi giornalisti.
il primo di questi è Aldo Tani, del Corriere Fiorentino: Aldo mi ha inviato ieri una mail in cui mi chiedeva il num. di tel. per farmi alcune domande. io nella mia ingenuità di sempliciotto che mai è stato cercato da giornalisti credevo che Aldo fosse uno della comunità delle Piagge, così oltre che a dargli il mio numero di telefono gli ho anche scritto un report della faccenda.. il migliore che son riuscito a stilare dopo una mezza giornata di digiuno passata sotto la pioggia (riparato con non proprio ottimi risultati dal mio ombrellaccio e dal soffitto dell’ingresso al vescovado).
ho poi avuto modo di inviare il report anche a Maria Vittoria Giannotti, giornalista dell’Unità (poi Valentina Buti, un’altra giornalista dello stesso giornale, mi ha anche telefonato per informarsi meglio: sono molto soddisfatto del suo articolo, che riporta bene il mio stato d’animo in relazione alla vicenda), ad un mio amico (nuvola il clown), a Tommaso Fattori (un altro dei dimostranti davanti al vescovado) e soprattutto alla Comunità di base delle Piagge, che avrei voluto fosse stata la prima a riceverlo.
siccome non son stato molto soddisfatto dell’articolo uscito sul Corriere Fiorentino* adesso riporto qui il report in versione integrale, cosicché ciascuno di voi possa conoscere un po’ più a fondo i fatti.
ciao Aldo
il mio num. è XXXXXXXXXX (non ho il cell.): chiamami pure ora (magari entro le 23, dopo è troppo tardi! riprova domani sennò!!)
immagino che tu mi voglia chiedere del mio incontro col Betori: se è così, in attesa che tu mi chiami intanto ti riporto qui tutto quello che mi ricordo (anche perché per tel. mi dimenticherei sicuramente qualcosa)
ti dico intanto che è stato gentile, mentirei se ti dicessi che non lo è stato.
io l’ho incontrato 2 volte: la prima che usciva dal vescovado insieme a 2 tizi, uno dei quali aveva i 2 incisivi centrali (superiori mi pare) marroni e rideva in modo sguaiato (e un po’ finto) per qualunque cretinata dicesse il Betori e per qualunque cosa dicessi io (però le risate rivolte a me erano un po’ di scherno..).. mi sembrava parecchio un leccapiedi a dire il vero; e la seconda volta che l’ho visto rientrava al vescovado dopo una o massimo 2 ore, mi pare.. non ricordo bene ma credo che mancasse quello con l’aria da leccapiedi.
la prima volta me lo son visto sbucare da dietro, anzi s’è messo anche a ridere perché probabilmente lo divertiva il fatto che proprio lui si trovasse faccia a faccia con quelli della protesta.. a dire il vero m’è venuto da ridere anche a me, un po’ perché non me l’aspettavo di trovarlo proprio io, da solo, un po’ perché era un’occasione di dirgliene 4:
- innanzitutto gli ho lasciato un volantino di quelli che ci avete lasciato in dotazione**;
- poi, quando gli ho detto che non ero d’accordo con la punizione, lui m’ha detto che Santoro sapeva a cosa andava incontro perché lui l’aveva avvertito.. (io credo di avergli detto che Don Alessandro ha fatto quello che ha ritenuto giusto fare e l’ha fatto per amore… non ricordo se l’ho detto anche a lui dato perché mi si confondono i ricordi con quello che ho detto a tanti altri..);
- gli ho detto che anche nel caso in cui il matrimonio che Santoro ha celebrato fosse stato davvero un sbaglio (e gli ho spiegato chiaramente che per me però è stato giusto) la punizione che gli ha dato sarebbe stata comunque esagerata, specie per quanto riguarda l’assurdità del togliergli la frequentazione della comunità, che non si vede proprio che c’entra… a questo genere di discorsi lui rispondeva dicendomi che la scelta della cosa da fare spettava a lui
- gli ho detto che non ero d’accordo (e come me tanti altri) con la sua decisione, e che sarebbe stato meglio se l’avesse presa insieme alla comunità…: lui m’ha detto che ci sarebbe andato volentieri alla comunità nel caso in cui Santoro l’avesse invitato… dice che non va mai alle comunità se non lo invitano i parroci (dice che gli sembra un po’ invasivo… devo ridere o piangere?). io, non sapendo che cosa Santoro avesse detto al vescovo (per esempio se non l’avesse invitato alla comunità o invece sì***) gli ho risposto una cosa del tipo: “su questo non ho le carte per parlare perché non so com’è andata, però sarebbe stato bello se alla comunità avesse fatto visita, e anzi l’avrebbero senz’altro tutti apprezzato”… mi sa che qui mi sono dimenticato di dirgli (anche perché il vescovo metteva furia), o quantomeno di sottolinearlo bene, quanto sia stata violenta la sua decisione per una comunità che si è sentita totalmente trascurata..
- gli ho detto più volte che “Santoro è un uomo buono”, un “uomo molto buono”e così via … in realtà perché cercavo di fargli capire quanto a me Don Alessandro m’avesse colpito, al che lui ha risposto che lo sa che è buono e che se non lo fosse stato non l’avrebbe lasciato prete… (il leccapiedi rideva)
- gli ho detto che sono stato all’ultima messa di Don Santoro e che è stata molto meglio di quasi tutte le messe a cui ho assistito in vita mia, forse di tutte (e qui per prevenire i pensieri dei sacerdoti ho detto più o meno “lo so che per voi io c’ho un’idea sballata della messa e quello che penso a riguardo ha poco valore, ma se c’è stata una volta che mi sono sentito vicino alla fede cristiana è stata quella”… gli ho detto anche che lì mi sentivo parte di un’unica comunità: cristiani con buddhisti con atei con agnostici ecc., e che è così che dovrebbe sempre essere (il tizio che stava col vescovo (non il leccapiedi) mi sembra che a questo abbia acconsentito)…più o meno gli ho detto questo)
- gli ho detto che ce ne vorrebbe un sacco di preti come Santoro, al posto di tanti altri… il vescovo m’ha detto che c’è bisogno di preti e basta e ognuno lo fa a modo proprio
- quando gli ho ripetutamente detto che non ero d’accordo con la punizione m’ha detto ancora che quella era una scelta che riguardava lui…
e poi se n’è andato.
alla fine quando è ritornato e l’ho visto per la seconda volta gli ho chiesto: “ha cambiato idea?!”
ma lui ha detto no
allora io gli ho chiesto (ovviamente per ischerzo) se volesse firmare l’appello ma m’ha detto di no (s’è messo a ridere)
un momento prima che sparisse dalla mia vista gli ho urlato più o meno che non è vero che la scelta “riguardava lui”, dato che la sua scelta ha influito su molti
più o meno gli ho detto questo.
in generale siamo stati entrambi molto gentili, pur manifestando le reciproche opinioni… forse avrei dovuto arrabbiarmi un po’ di più, non lo so.. sono stato colto alla sprovvista.
se lì per lì mi fossero venute le parole gli avrei detto altre cose, ma non ho avuto tempo (il vescovo premeva per andare via), e ho fatto tutto quel che ho potuto.. mi dispiace.
non gli ho certo fatto cambiare idea, mi dispiace essermici trovato da solo, mi sarebbe piaciuto ci foste stati anche voi
credo di averti scritto un report piuttosto affidabile, ma per qualunque spiegazione telefonami pure
un abbraccio
Sandro
poi mi sono ricordato di un’altra cosa ed ho inviato una mail a tutti coloro a cui avevo mandato il report, integrandolo:
nel report mi ero dimenticato almeno una cosa:
- al vescovo gli ho anche detto che non apprezzo quello che lui disse a Santoro, ossia ” te sei e rimani in un limbo fin quando non imparerai a non dare scandalo ai fedeli e all’opinione pubblica”, e gli ho portato come esempio quello di Don Milani e – con le dovute proporzioni – dello stesso Gesù, che invece scandalo lo davano eccome, sempre per amore.. il vescovo mi ha risposto che secondo lui Santoro non è un nuovo Don Milani.
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NOTE:
* l’ho commentato con il seguente testo (il mio commento è stato accettato: questo rende merito al Corriere Fiorentino):
ciao Aldo e ciao tutti,
mi trovo costretto a precisare quanto riportato nell’articolo a riguardo della mia chiacchiera col vescovo Betori, dato che non mi pare esser stata riportata del tutto correttamente (è stata effettuata una necessaria selezione delle cose avvenute ma in una maniera tale da non rappresentare fedelmente la realtà).
ho pubblicato un post nel mio blog nel quale ho riportato il mio report della chiacchiera col Betori allo stesso modo in cui l’ho raccontato ad Aldo, così ciascuno di voi potrà farsi un’idea più corretta della questione.
ecco qua il link: http://liberoesperimento.wordpress.com/2009/11/05/report-integrale-del-mio-incontro-collarcivescovo-betori/
cordiali saluti
Sandro Puggelli
piccole precisazioni in merito a quello che era stato scritto nell’articolo di Aldo sono per esempio che la conversazione tra me e il vescovo è durata al massimo 5 minuti e non una decina, oppure che non è affatto vero che il vescovo mi si sia presentato “mostrandomi la croce che porta al petto”: semmai mi si è presentato mettendosi a ridere, come ho scritto nel mio report. ma queste piccole precisazioni non sono poi importanti, una ben più grande precisazione è invece il pubblicare tutto quello che io ho raccontato, che non si limita certo a dire che “l’arcivescovo mi ha rassicurato sul proprio affetto verso le Piagge e si è detto disposto a visitare la comunità non appena don Renzo Rossi, il nuovo prete, lo inviterà”…
** nel quale v’è scritto per esempio che Santoro, per una “colpa” che in realtà v’è ancora da discutere sul fatto che sia una colpa (per me per es. non lo è) ha subito immediatamente una punizione simile a quella subita sempre a Firenze da Don Cantini (colpevole di «abusi sessuali pluriaggravati e continuati su minori») con molti anni di ritardo.
*** aggiungo che il vescovo Betori era in realtà assolutamente già stato invitato dalla comunità di base delle Piagge (mi è stato riferito oggi dai Comunitari stessi), ma lui non c’è andato.
credo che il vescovo abbia agito semplicemente da burocrate: non so se sia “buono” o “cattivo”, sicuramente però è lontano anni luce dalla Comunità delle Piagge e dalla realtà di Don Santoro (che considero un Uomo e un Prete con la U e la P maiuscole).
la cosa forse più vergognosa dell’intera faccenda è il divieto assoluto di porre piede nella comunità delle Piagge compresi per motivi laici e civili, non solo religiosi (misura che effettivamente lede l’articolo 18 della Costituzione), con compresa la conseguenza di allontanare Don Santoro dalla propria casa in cui viveva con un ragazzo a cui fin dall’età di 10 anni ha fatto praticamente da padre.
praticamente la decisione del illuminatissimo Betori ha allontanato da quel ragazzo quello che per lui era come un padre.
per me, un comportamento come questo è da denuncia.
Da oggi è presente una nuova pagina nel blog in cui chiunque di voi può scrivere quello che vuole (se il cervello è acceso).
La nuova pagina può essere utile se volete comunicare qualcosa a me o ai lettori del blog ma non trovate nessun altro posto adatto a farlo.
ma pare sia colpa dei magistrati di sinistra
della stampa di sinistra
dei comunisti
delle brigate rosse
del braccio sinistro
dei peni che pendono a sinistra
di stalin
di paperoga
di voltron
degli immigrati clandestini
..
lodo alfano tanti saluti.
aggiornato il post di quando mi rubarono anche il buo del culo
questo post nasce come critica a quest’altro post di Marco Caruso.
Caro Marco, questo è un commento di critica al tuo post ed alle tue posizioni nonché al tuo pensiero; l’ho suddiviso in 5 parti consequenziali:
PARTE 1: cosa c’è di sostanzioso nel tuo post
prendo nota dei seguenti fatti: il tuo post-critica attribuisce al Fatto le seguenti “mancanze” di fondo a riguardo dell’articolo su Letta:
Per il resto il post è un concentrato di opinioni personali decisamente schierate – cosa legittima in quanto il blog è tuo ed è tuo il pensiero che deve rispecchiare –, scritte con una certa fluidità e dimestichezza nell’esprimere le proprie idee e da una persona non priva di conoscenze di cultura generale né stupida; e tuttavia l’alta criticità presente in tali opinioni non è supportata da nessun dato concreto che possa giustificare una condivisione di tali opinioni stesse da parte di un lettore sinceramente interessato a conoscere la verità e a non assumere per buono niente per partito preso,
pertanto mi dedicherò ad esaminare solamente ciò che si basa su un qualcosa di concreto, ossia i 2 punti elencati poco sopra.
Prima di tutto però scriverò una breve considerazione sul tuo ritenere Il Fatto un giornale “manettaro”.
PARTE 2: considerazioni sul ritenere Il Fatto un giornale “manettaro”
Tu consideri il Fatto Quotidiano come “una specie di gazzetta delle procure, tra le cui pagine a farla da padroni ci sono atti giudiziari, stralci di intercettazioni, notifiche d’indagini in corso e quante più informazioni i magistrati militanti riescono a passare sottobanco alla redazione”.
C’è da dire che quelli “manettari” non sono certo gli unici articoli che vi appaiono bensì nel complesso la minoranza di una totalità di articoli fra cui molti – interessanti e professionali – niente c’entrano con la giustizia, indi per cui il considerarlo manettaro in “termini assoluti” è quantomeno un atto di filtraggio della realtà; ed inoltre si può aggiungere che la comunque maggior concentrazione di articoli manettari – come li chiami te – rispetto ad altri giornali (per cui si può considerare un giornale “manettaro” in “termini relativi”, se ti pare) non è che un bene quando tali articoli riportano fatti effettivamente avvenuti informando correttamente i cittadini, dato l’alto livello di omertà di molti degli altri quotidiani nazionali a riguardo delle vicende giuridiche dei nostri leader dall’improbabile rigore morale.
Insomma come dice deso1977 qui… “se l’Italia non è abituata all’informazione e se gli scandali così tanti, la colpa non è del nuovo giornale”, in accordo con la risposta dell’editoriale del Fatto di oggi a questa accusa di “manettarità”: “noi siamo specializzati – con tutti i nostri limiti ed errori, come tutti i giornalisti del mondo – nelle notizie. [...] quella su Letta e le altre che abbiamo già raccontato e racconteremo non sono frutto di una nostra particolare bravura. Ma della censura e dell’autocensura che regna nella gran parte della tv e della stampa italiane”.
Come m’ha detto il mio amico Lorenzo Bandieri per chat:
“sono d’accordo nel dire
che non è vero
che è un giornale manettaro,
io aggiungerei
che mi sembra che un po’ tutti i giornali
c’abbiano fatto un cazzo così
con la storia dei processi
di meredith kercher
amanda knox
alberto stasi
sempre processi erano
e c’hanno fatto du palle così.
se bisogna parlà di processi, allora preferisco
sentire parlare di processi di interesse
sociale”.
PARTE 3: il primo dei 2 concetti sostanziosi presenti nel tuo post è falso
Prendo nota del fatto che la prima delle 2 “mancanze” del Fatto Quotidiano che tu evidenzi a riguardo dell’articolo su Letta è efficacemente stata smontata da nick più sopra, e cito:
“Il Fatto NON intende dire che nessun giornale ne abbia mai parlato, ma dice che non è stato dato il giusto risalto alla notizia: infatti dice ad esempio che “La voce delle voci” ne ha parlato offrendo una “panoramica dell’indagine”. E cos’è questo se non un giornale?
Repubblica ne ha parlato di più?
L’articolo dice comunque che “nessun direttore ha pubblicato le intercettazioni che raccontano come le emergenze sono state usate per fare affari e favori”. Se puoi smentire questo dato bene; vuol dire che chi ha scritto l’articolo ha sbagliato.”
Indi per cui non è corretto criticare l’articolo su Letta per le sue affermazioni sulla sua originalità, e ripeto quel che ho scritto nel mio precedente commento, ossia che non vi è “nessuna vera contraddizione con ciò che è stato affermato dal Fatto se non piccoli appigli a cui afferrarsi se proprio si vuole criticare per partito preso”.
PARTE 4: valore relativo del Fatto Quotidiano rispetto agli altri giornali sulla base dell’offerta “d’informazione corretta”
a questo punto rimane un solo concetto di fondo contestabile in tutto il tuo post di critica al Fatto Quotidiano (in quanto l’unico rimasto basato su una critica sostanziosa e non vaga e senza fondamenti condivisibili come il resto dell’articolo), ossia quello per cui Letta dovrebbe essere trattato come presunto innocente e che Travaglio e company – non facendolo – non starebbero offrendo col loro giornale un’informazione corretta perché eccessivamente parziale, e vorrebbero “dare un’idea di colpevolezza fornendo tutte le prove del caso” e anche “dare al lettore un solo filtro per leggere una realtà che ha invece anche un’altra faccia”; e tu questo lo trovi scorretto.
E forse anch’io, ragioniamoci su.
Intanto ditemi quale giornale non lo fa e quale persona non lo fa.
i giornali pro-governo lo fanno continuamente per screditare la sinistra e far credere che tutto vada bene: si ha continuamente nei prodotti editoriali manipolazione dell’informazione. Berlusconi è demagogo fino al midollo, i suoi giornali e gran parte dell’informazione “ufficiale” di oggi fanno altrettanto.
Fa altrettanto addirittura Palazzo Chigi, che risponde al Fatto sul caso Letta in maniera vergognosamente parziale lasciando intendere il falso, e questo è stato addirittura dimostrato! (anch’io come alex considero ben peggiore questo rispetto all’impostazione dell’articolo su Letta.)
tu stesso lo fai continuamente, ogni volta che scrivi:
screditi Travaglio, Il Fatto, Gino Strada, screditi a testa bassa tutto quello che è in contrasto con la tua maniera di pensare: per quanto riguarda Il Fatto gli abbai contro un post di critica delle cui affermazioni solo una forse è condivisibile e potrebbe essere fondata, e ti dimentichi che quel giornale rifiuta sovvenzioni pubbliche, che rifiuta di scendere a compromessi su questioni che reputa “etiche” (e considera matrice della sua etica la Costituzione); dai di sinistroide a qualcuno dei redattori, li consideri prevedibili nel loro continuo riportare sentenze, ma non ti chiedi onestamente (ossia mettendo in dubbio anche il tuo stesso credo) se per caso molte volte non riportino anche la verità, cosa che giustificherebbe perfino la loro prevedibilità ai tuoi occhi.
a mio avviso, da quello che ho potuto capire leggendo un po’ del tuo blog, tu sei una persona con alcune capacità intellettive che parte dal presupposto che quello in cui crede sia fondamentalmente giusto, e di conseguenza utilizza le sue capacità oratorie ed intellettuali per diffonderlo e difenderlo dalle accuse e per attaccare gli avversari.
un pensiero come il tuo, per quanto ho potuto osservare sul tuo blog, è un pensiero forse abile, ma – e non leggervi offesa alcuna – di scarsa qualità: è di scarsa qualità un pensiero intento a confermare quello che già crede, allo stesso modo in cui è di scarsa qualità una ricerca scientifica in cui lo sperimentatore dà considerazione soltanto ai risultati che danno conferma alle sue previsioni.
a seguito di questa mia parentesi – condivisibile o meno – emerge un primo dato: se anche Il Fatto si stesse macchiando della colpa di non essere imparziale e di non favorire una corretta informazione, non lo starebbe facendo meno dei suoi stessi avversari: perciò la sua qualità di giornale forse ne perderebbe in “termini assoluti” ma non in “termini relativi” rispetto alla gran maggioranza delle altre testate editoriali, se non tutte; ne consegue che nella peggiore delle ipotesi, dal mio punto di vista, Il Fatto Quotidiano rimarrebbe comunque uno dei miglior quotidiani italiani oggi in circolazione, e mi azzarderei a dire il migliore se soltanto conoscessi a fondo anche gli altri.
PARTE 5: valore assoluto del Fatto Quotidiano sulla base dell’offerta “d’informazione corretta” e della sua presenza nel panorama giornalistico italiano
considerato che mi trovo in accordo con te sul fatto che un bravo giornalista è anche quello che riporta i fatti mantenendo una certa obiettività anche nel caso in cui fosse diffuso fra i suoi colleghi l’atteggiamento di manipolare l’informazione, mi chiedo una volta per tutte: Il Fatto Quotidiano è un buon giornale?
Ammetto che questo punto mi ha dato da pensare, e per questo ti devo ringraziare, Marco, in tutta sincerità. Una delle prime cose che mi è saltata alla mente cercando di rispondere a questo dilemma è che io tento di giustificare le MIE opinioni per partito preso esattamente come fai tu con le tue, in quanto ho effettivamente cercato di smontare le tue critiche e giustificare il Fatto Quotidiano per partito preso. com’era quel discorso sulla pagliuzza e sulla trave? mea culpa.
Allora ho cercato di liberarmi da ogni pregiudizio e mi son detto intanto che Il Fatto Quotidiano è senz’altro schierato, ovviamente, come è normale che sia e come va anche bene,e diffatti si definisce apertamente come testata di opposizione, contro Berlusconi, non a favore del PD, a favore della Costituzione. (Per quanto riguarda poi se definirlo di sinistra o meno, francamente non lo so e nemmeno me ne preoccupo: si dicono talmente tante fregnacce su sinistra e destra che io me le vorrei anche risparmiare.)
Detto questo arrivo al sodo: Travaglio (degli altri redattori non parlo perché non li conosco ancora bene, ma è un piacere iniziare a farlo) è vero che è spesso decisamente “critichino”, e tutto sommato succede anche che quando parla di indagini spesso si capisce subito da che parte stia pure se non ci sono ancora prove definitive a carico, e questo può effettivamente essere considerato un difetto. Nonostante questo però non considero sbagliata l’intenzione di riportare nel dettaglio quel che è successo nel caso in cui sia tutto VERO ciò che si riporta, come lo è quando si ha il supporto delle intercettazioni. Le prove e le intercettazioni stesse a mio avviso giustificano in gran parte il tono “critichino” di Travaglio e il non aver atteso gradi superiori di giudizio. Sul fatto poi che quel che si riporta dovrebbe essere anche COMPLETO, ossia comprendente anche la visione della difesa (caso questo in cui ad essa non è stato ancora dato modo di parlare), ti do ragione: credo che in questi casi, per quel poco che lo conosco (ma mi permetto di parlare perché “penso”, come dici te, e perché mi riservo di cambiare opinione nel caso in cui ne trovi una migliore), Travaglio possa commettere degli sbagli. E TUTTAVIA io voglio conoscere i FATTI che Travaglio riporta anche quando la difesa non ha ancora espresso nulla, perché può essere critico sapere ciò che è successo in tempi brevi da quando è successo (sarò io poi a valutare l’articolo e a informarmi meglio su internet se lo considero inadeguato o troppo di parte.. ma i fatti li voglio conoscere!), ed INOLTRE, considerati i dati alla mano di cui Travaglio dispone ogni volta che scrive, e considerato anche tutto il resto, lo apprezzo e lo approvo comunque moltissimo nonostante alcune sue – a mio avviso poche – pecche. Anche perché se sgarra, sgarra raramente. Senz’altro molto meno di quante ne azzecca.
Tralasciando Travaglio e considerando Il Fatto Quotidiano nella sua interezza, poi, è innegabile l’alta qualità di molti degli articoli, che riguardino vicende giudiziarie oppure no: poco importa che tu o altri non ne condividiate tutte le interpretazioni (nemmeno a me succede sempre, anzi c’ho sempre da ridire qualcosa su tutto), l’importante è che non sia un giornale bugiardo, che non abbia padroni o interessi che ne pilotino le notizie, e che affronti temi importanti. Io nel Fatto ci vedo tutto questo, nonostante almeno in parte si macchi della colpa di tutti i giornali, quella cioè di dipingere i propri nemici come “brutti”.
Un’ulteriore considerazione sul Fatto di primaria importanza: con Il Fatto Quotidiano una GROSSA fetta di italiani (fra cui molte persone intelligenti e oneste) sta vivendo dopo molti anni la piacevolissima sensazione di sentirsi finalmente rappresentati nel panorama dell’informazione di massa italiana, e queste persone potranno forse anche aver torto, ma nessuno in nessuna occasione può permettersi di negar loro questo diritto di poter leggere un giornale che amano e vederlo diffuso in tutta Italia.
Il Fatto Quotidiano, dato tutto quello che oggi rappresenta, è come tale un tassello importante della nostra speranza di Democrazia.
Ecco perché considero Il Fatto un buon giornale, che mi piaccia o meno.
Saluti,
Puggelli Sandro

oggi è uscito il primo numero de “Il Fatto Quotidiano“, nuovo quotidiano che esce dal martedì alla domenica, che rifiuta finanziamenti pubblici e dipende economicamente in toto dalle vendite ai lettori e dai proventi della pubblicità, che nessun telegiornale ne ha mai parlato, che annovera fra le sue penne 16 redattori fra i 30 e i 40 anni che rispondono ai nomi di Marco Travaglio, Oliviero Beha, Marco Lillo, Francesco Bonazzi, Wanda Marra, Gianni Barbaccetto, Massimo Fini, Peter Gomez e altri che comunque io sono ignorante e ne conosco pochi, che è disponibile anche in pdf, che si propone come pubblicazione libera da padroni di sorta e che ha fatto quasi il tutto esaurito alle 9.30 del mattino determinando per tal motivo la scelta da parte della redazione di pubblicare online gratuitamente il primo numero in via del tutto eccezionale.
io sono riuscito ad averne una copia, francamente mi è piaciuta e intendo seguitare a comprarne, se davvero il giornale si manterrà come hanno promesso.
io ne ho fiducia.
ho inviato anche una mail alla segreteria della redazione, eccola qua:
cari ragazzi del fatto quotidiano (vi fa piacere che vi ringiovanisca, eh? vecchi briganti!
)
non ho mai scritto alla segreteria di un quotidiano e sono onorato di cominciare con voi.
oggi ho penato non poco per trovare una copia del vostro (nostro?) giornale in edicola… molto ingenuamente son uscito di casa alle 11.00 quando il quotidiano era esaurito già da un bel po’, quando, dopo aver girato con la mi’ ragazza per 4 o 5 edicole in modo vergognosamente infruttuoso, ho avuto quel che si suol dire un lampo di genio: i supermercati! quanta gente va nei supermercati a comprare i quotidiani?!! ci siam dunque fiondati nel supermercato con servizio vendita giornali più vicino e… la bellezza di 2 (due) copie del Fatto anno 1 numero 1 eran lì ad aspettarci!!
si compran tutte e 2 e ce ne torniamo a casa contenti per il nuovo giornale sotto braccio e per la bella idea avuta.. finalmente una storia a lieto fine!!! (ero già lì lì per brontolarvi via email!)cari ragazzi del Fatto, vorrei lasciarvi qualche mio consiglio, se ve ne giovate:
- pubblicate più copie, please… ma parecchie di più, eh? francamente 3 sole copie per giornalaio mi sembran un po’ pochine..
..anche se è comprensibile che dobbiate andarci piano. [infatti hanno in effetti dovuto cominciare con una bassa tiratura per non rischiare il flop economico. Le copie in tutta Italia erano 100.000 (con successiva ristampa e messa sul mercato di altre 50.000 nel solo territorio di Milano per sopperire in minima parte alla richiesta). Già domani, per il secondo numero, ne stamperanno 250.000: è prevedibile per il futuro una rapidissima impennata. NdA]- scrivete la verità, sempre, in ogni direzione, senza nemmeno dovervi etichettare come “di opposizione” o “di governo”, di “destra” come “di sinistra”, “contro” o “a favore”: preoccupatevi solo di continuare a informare la gente con i fatti… siate davvero liberi!
è quello di cui c’è più bisogno oggi..!…- consiglio di inserire una pagina di “buone notizie” o quantomeno di innovazioni e fatti positivi, chessò, per esempio le nuove invenzioni e idee in campo ecologico, per fare un esempio, o le proposte innovative dei cittadini in campo politico.. che ne so, forse è un discorso un po’ buonista… ma secondo me c’è la possibilità di farla diventare una cosa davvero interessante… in piena sincerità penso ci sia un DISPERATO bisogno di proposte in positivo… mi piacerebbe trovarle sul Fatto!
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- c’è la possibilità di spedirvi qualche vignetta fatta da noi lettori con la speranza di vederla pubblicata sul fatto quotidiano? e altrettanto:
- pubblicate una volta al giorno o una volta ogni tanto un articolo scritto dai vostri lettori, ovviamente solo se di qualità (ma tra tutti noi lettori senz’altro qualcosa di vera qualità la si trova sempre!)… mi piace l’idea che tra di voi ci sia ogni giorno uno di noi…
- (ehm.. c’è la possibilità che per ogni vignetta e articolo pubblicato si percepisca qualche soldino?… scusate la venialità!!!)
… come minimo questi miei “consigli” li avete già pensati da voi e magari già scritti da qualche parte.. perdonate in tal caso questa mia lista e prendetela come una approvazione di quello che già vi state proponendo.
che dire ancora?
grazie!davvero con affetto,
sandro puggelli.
… mi sono poi dimenticato di “consigliargli” di filtrare sempre con molta attenzione i prodotti e le cose che pubblicizzeranno sul loro giornale… mi pare una questione importante, no?
Ad ogni modo, detto tutto questo, aspetto che l’informazione pubblica adotti definitivamente (con le dovute eccezioni che ci vogliono sempre) un supporto digitale, perché, come dice Stefano nel 564° commento in questa pagina qua…:
Il cartaceo va abolito. La stampa costa, le poste sono inefficienti e il consumo di carta è dannoso per l’ambiente. Serve una completa riconversione al digitale, in abbonamento ma a bassissimo prezzo (es. 30 cent a copia/giorno). E, naturalmente, con supporto differente anche modalità di fruizione deve essere differente: articoli on-progress durante la giornata con contenuti multimediali. Insomma, un giornale online.
un giornale online con risposte e critiche online e smentita online degli articoli contenenti informazioni fasulle, e controsmentite online nel caso in cui ci si possa permettere di farlo, come se lo è potuto permettere il Fatto Quotidiano già dal primo numero, quando a seguito della pubblicazione di un articolo senza peli sulla lingua su di un Gianni Letta indagato per abuso d’ufficio, truffa e turbativa (nella totale ignoranza del popolo italiano in quanto nessun giornale ha mai passato tale notizia se non una volta in maniera assolutamente velata sulla Repubblica) un comunicato di Palazzo Chigi ha prontamente smentito che vi siano attualmente in corso indagini su Letta per poi essere controsmentito altrettanto rapidamente sul web dal Fatto Quotidiano con tanto di libera pubblicazione degli atti ufficiali.
quando finalmente la libera informazione raggiunge e supera in velocità la menzogna